Marocco on the road

Un viaggio dalla Spagna al Marocco dal nord al sud

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  • di loredana pizzuto
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 3
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

In Marocco on the road dal 30/06/08 al 17/07/08

Questo è un viaggio che ripercorre al contrario il cammino degli emigranti africani, nel senso che noi siamo arrivati in Marocco dalla Spagna, partendo da Palermo in aereo per Siviglia via Roma con Vueling e poi dopo esserci acclimatati qualche giorno a Siviglia, ( Hotel Vime corregidor, prenotato con booking.com 70 euro la doppia a notte) dico acclimatati perché la colonnina di mercurio superava di molto i 30 gradi e preparati al viaggio ammirando l’incontro della cultura araba con quella cristiana nei mirabili intarsi dell’Alcazar, costruito nella seconda metà del XIV sec per un re cristiano da maestranze arabe!

3/07/08

Siamo partiti in autobus per Algericas e poi con un traghetto (prenotato tramite internet ) in circa mezz’ora a Tangeri; al porto si è materializzata davanti a noi la Tangeri simbolica degli anni 1920-50, quando era una zona internazionale, per gli intellettuali underground come P. Bowels, A. Ginsberg, W. Burrounghs, J. Kerouac, T. Capote: trasgressione, libera circolazione della marjuiana e hashish, contrabbandieri, denaro facile, amori mercenari… ma soprattutto luoghi esotici e ispirazione artistica! Dalla camera del nostro Atlas Rif &spa Hotel (prenotato con booking.comper circa 60E per la camera) grazie ad una enorme vetrata abbiamo potuto ammirare la spiaggia e l’oceano e sognare, poi siamo scesi in strada e camminato lungo la marina e saliti verso la Medina , attraverso Petit e Grande Socco e persi nelle strette stradine del souk fino a raggiungere la Kasbah, che è situata nel punto più alto della città, giunti lì ,abbiamo cercato ancora la Tangeri di quei tempi, ma oggi molti palazzi sono andati in rovina e non si respira più quell’aria , Tangeri è una donna ancora bella, ma su cui il tempo ha lasciato i suoi segni!

4/07/08

Prima di lasciare Tangeri siamo andati al caffè Hafa, per respirare ancora l’aria dei tempi passati, che si affaccia su un giardino terrazzato sullo stretto di Gibilterra ed oggi è frequentato dai giovani marocchini, che sognano l’altra sponda! Anche se in questo momento se penso a ciò che sta accadendo nel Maghreb non mi sento più di dire che sognano!

Lasciata Tangeri con un mezzo pubblico, prenotato il giorno prima, ci dirigiamo verso Chefchouen a circa 84 Km, ma 84 Km con un mezzo pubblico corrispondono a 300Km, perché prima di tutto non c’è aria condizionata nell’autobus e le temperature superano di molto i 30 gradi, poi la nostra meta si trova in una vallata tra i monti del Rif e l’autobus percorre una strada in salita con molti tornanti. Il sole è cocente nelle prime ore del pomeriggio davanti la piccola stazione di Chefchouen, con un taxi ci facciamo portare al Das Terrae, che appartiene ad un italiano e che abbiamo prenotato telefonicamente dall’Italia, ma l’italiano non lo incontreremo perché è impegnato ad aprire un'altra pensione sulla costa mediterranea orientale; ci accolgono dei simpatici ragazzi, le stanze sono molto originali, ma un po’ piccole ed il bagno è esterno (costo 35 euro per 2 al giorno). Chefchouen è un paese affascinante, ti sembra di essere catapultato indietro nel tempo, inoltre è piccolo e facile da esplorare, gioioso con tutte le sue case colorate, certo non voglio farvi una descrizione tipo mulino bianco, perché questa è la zona di produzione del Kif ovvero dell’hashish e molti europei venivano e vengono ancora per spinellare, difatti nel souq non è difficile incontrare giovani e meno giovani che fumano, anche se oggi non è ufficialmente legale la coltivazione del kif

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