Le mille e una kasbah... Sotto la neve

Un tour di Avventure nel Mondo, un coordinatore attento e premuroso, un gruppo di 11 persone semisconosciute ma ben assortite, un pulmino con qualche spiffero, un autista lento ma affidabile e un Marocco tutto da scoprire sono stati gli ingredienti ...

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  • di Alessia Carboni
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in gruppo
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

Un tour di Avventure nel Mondo, un coordinatore attento e premuroso, un gruppo di 11 persone semisconosciute ma ben assortite, un pulmino con qualche spiffero, un autista lento ma affidabile e un Marocco tutto da scoprire sono stati gli ingredienti perfetti per un viaggio affascinante e divertente, una continua sorpresa al di là di ogni aspettativa, non senza qualche inconveniente e un pizzico di avventura.

Roma contro Milano: Alessia C., Giuliano, Francesca, Marco, Elisabetta, Gianluca L., Alessia G. E Gianluca M. Contro Andrea, Monica, Paolo e Nunzia, due squadre apparentemente squilibrate ma ben presto affiatate. Ci incontriamo e conosciamo a CASABLANCA, città moderna e alla moda dove palazzi bianchi in stile coloniale convivono con il traffico e la confusione di una capitale occidentale ma anche con la decadenza e la sporcizia di alcuni vicoli marocchini bui e abbandonati. Sul lungomare e per metà sull’acqua s’innalza l’unica cosa che vale la visita di Casablanca (evitando magari di raggiungerla a piedi dall’omonimo Hotel): l’enorme Moschea di Hassan II, tanto moderna e costosa quanto unica per la sua posizione e la sua maestosità. È bello girare per la città di notte e scoprire tra i palazzi il profilo illuminato del minareto più alto del mondo fino a che non si percepisce la brezza del mare e solo allora lo si raggiunge veramente. Dopo un’ottima cena sul porto al Restaurant du Port de Pech ed una notte nel discreto Hotel Casablanca siamo pronti alle 7e30 del mattino del 30 dicembre ad iniziare la nostra avventura. Nominiamo Monica, la “professoressa”, cassiera ufficiale del gruppo, conosciamo Mohamed, detto “Hamilton”, che ci guiderà per le strade del Marocco, prendiamo posto in quella che sarà la nostra seconda casa per i prossimi 7/8 giorni ma con un’assenza che si protrarrà per tutto il viaggio: lo zaino verde di Alessia e Gianluca, un bagaglio disperso che rincorreremo con perseveranza per ogni città ma senza successo. Lentamente, molto lentamente, a tratti un po’ troppo lentamente, ci lasciamo alle spalle il traffico, le Mercedes e le donne in tailleur e tacco alto della capitale per immergerci in un Marocco più suggestivo e affascinante fatto di carretti trainati da cavalli, asini che trasportano enormi pesi, mestieri autentici, uomini con le babbucce e donne rigorosamente con il velo... Siamo a MEKNES, la prima città imperiale da scoprire grazie all’aiuto di una guida deliziosa, Bouchra, che in poco tempo ci svela i segreti della città. Passiamo dall’imponente porta di Bab el-Mansour, difficile da immortalare senza qualche passante, agli immensi granai di Moulay Isma’il, simbolo della città; dalla Moschea e Medersa Bou Inania fino a tornare alla piazza el-Hedim, una piacevole anticipazione della più seducente piazza di Marrakech, con qualche artista di strada, un vivace mercato coperto, i primi souq che abbiamo soltanto il tempo di intravedere e l’assaggio di un primo kebab che ci introduce ai sapori intensi e speziati di questa terra. Immancabile anche la prima tappa per la caccia ai souvenir: in un souq “consigliato” ci propongono piatti, raffinati ricami fatti dalle suore, tappeti e tessuti. Sarà Alessia G. A rompere il ghiaccio con una contrattazione accurata per aggiudicarsi il primo tappeto. Lasciamo l’atmosfera rilassata di Meknes per raggiungere i mosaici e le rovine in pietra di VOLUBILIS, una città romana di 2000 anni fa, immersa in una pianura verde. Un sito indubbiamente interessante ma privo del fascino che si respira nelle medine, veri e propri musei a cielo aperto della vita marocchina di oggi e di ieri. Ai piedi del Medio Atlante facciamo una sosta prettamente fotografica per immortalare anche la città sacra di MOULAY IDRISS, così definita per le spoglie del santo che custodisce, e verso sera raggiungiamo FES, la più antica delle città imperiali. Impieghiamo solo un’ora per trovare l’albergo... Mohamed è completamente in tilt, attraversiamo la città nuova in lungo e in largo e alla fine l’Hotel Fes Inn ci appare come un miraggio, tra l’altro è anche molto carino, probabilmente uno dei più belli e confortevoli del nostro viaggio ma circondato da palazzi a dir poco bombardati. Anche la scelta del Ristorante Marrakech, messa democraticamente ai voti, si rivela azzeccata ed ha così inizio la nostra dieta magrebina a base di couscous, tajine, pastille e l’immancabile tè alla menta

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