Incredibile realtà

Fino all’ultimo questa mia partenza è stata in forse, per una serie di problemi, ma la destinazione era sicura: IL MALI. Improvvisamente uno squarcio: Si parte. Mi ritrovo con Francesca e raggiungiamo i nostri amici a Bamako, dopo un accettabile ...

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  • di Marika Punzo
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in gruppo
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

Fino all’ultimo questa mia partenza è stata in forse, per una serie di problemi, ma la destinazione era sicura: IL MALI.

Improvvisamente uno squarcio: Si parte.

Mi ritrovo con Francesca e raggiungiamo i nostri amici a Bamako, dopo un accettabile volo con Air Algerine.

I nostri amici hanno già organizzato itinerario, contattato guida, mezzi di trasporto, e così la domenica lasciamo Bamako con un autobus a noleggio per Djenné ed inizia la nostra “full immersion” nella realtà del Mali.

Paese poverissimo con una enormità di bambini scalzi e seminudi dai nasi sempre mocciosi. Tutti i nostri figli:”questo non mi piace e quello non lo voglio” dovrebbero avere un approccio con questa realtà.

E’ triste vedere i bambini che non hanno ancora un anno, mostrati come bestie da baracconi, sotto il sole cocente, per impietosire lo straniero e spillargli qualche CFA (la moneta locale).

Arriviamo a Djennè in tempo per il grande mercato del lunedì che si svolge davanti la moschea, interamente di fango e paglia, la più grande di tutta l’Africa, costruita nello stesso luogo dove sorgeva “la grand Mosqué” edificata nel 1280 e distrutta agli inizi del XIX secolo. Le travi in legno che sporgono, sostengono le scale interne, e sono utilizzate per la revisione annuale al termine della stagione delle piogge, revisione a cui partecipano oltre 4.000 volontari. E’ vietato l’ingresso ai non mussulmani.

Djennè si trova su un isola al centro del fiume Bani. Una delle città più interessanti e più pittoresche di tutta l’Africa, nei secoli XIV e XV era al massimo della prosperità assieme a Timbouctou per i suoi commerci transsahariani. Le case sono costruite con mattoni di fango e decorate con molta abilità. Altra sosta alla Tapama Diempo, tomba di una ragazza sacrificata per ordine di uno stregone, perché la città era “troppo corrotta”...

A mezzogiorno, non resistiamo al caldo, ci rifugiamo nell’accampament e nelle nostre tende, fortunatamente montate sotto gli alberi.

Alle quattro Francesca Anna ed io contattiamo dei ragazzini che con un carretto ci portano a vedere Sirung, un bel villaggio Bozo a 4 Km. Siamo accolte con grande entusiasmo dal capo villaggio, per lui, ci dice, è un grande onore la nostra visita.

Al ritorno c’è grande festa in paese, è l’8 marzo. Anche qui si festeggia “ la festa della donna”... Un nutrito numero di donne, tutte con un eguale abito verde si scatenano in danze a suon di tamburi. L’indomani si parte per Mopti, una visita alla cittadina, alla Misere mosquè nella parte vecchia della città, per le foto di prammatica, la moschea è costruita in puro stile Saheli (o sudanese), una sosta al marché Sougun e ci imbarchiamo su una pinassa (le imbarcazioni che scivolane lente sul fiume Niger.) Il bagno è "isolato" dal resto dell'imbarcazione da un separè fatto delle solite canne e con un entratina semi chiusa da una tenda, una volta scivolati all'interno la privacy è "garantita" e il rumore dei motori copre ogni cosa. Un foro di circa 30 cm mette in comunicazione lo scafo con l'acqua del fiume. E partiamo per quella che sarà un’esperienza veramente fantastica: 4 giorni di navigazione sul fiume Niger, fermandoci di tanto in tanto presso qualcuno degli innumerevoli villaggi esistenti lungo le rive del fiume. Villaggi inimmaginabili, indescrivibili, solamente vedendoli ci si può rendere conto di quello che vuol dire vivere di nulla e con nulla. Sul fiume abbiamo visto i pescatori Bozo (dai quali abbiamo comprato il “capitaine”) all’opera e le loro donne, provenienti dal vicino villaggio, intente a fare il bucato L’approdo della nostra pinassa viene sempre accolto dalle grida festose degli innumerevoli bambini del villaggio che ci attorniano e ci riempiono di sorrisi

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