Due topi di prima classe (Bamako - Dakar Express)

Dakar, venerdì 16 agosto 2002 - ore 19.51 Due topi di prima classe (Bamako-DakarExpress) Ebrima mi ha accompagnato a piedi fino all’Hotel Provencal di rue de Malenfant a Dakar. Ci siamo fatti scattare una foto di fronte all’ingresso dell’hotel, ma ...

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  • di Michele Costantini
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: da solo
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

Dakar, venerdì 16 agosto 2002 - ore 19.51 Due topi di prima classe (Bamako-DakarExpress) Ebrima mi ha accompagnato a piedi fino all’Hotel Provencal di rue de Malenfant a Dakar. Ci siamo fatti scattare una foto di fronte all’ingresso dell’hotel, ma lui aveva un’espressione timida, non allegra ed entusiasta come quando, qualche ora prima, lo avevo immortalato felice sul tetto del treno in corsa.

Con lui parlavo inglese perché è del Gambia, una piccola enclave anglofona che interrompe la costa senegalese a sud di Dakar. Con il suo compagno di avventura Ahmadou, invece, parlavo francese. Tra loro parlavano in Wolof, lingua comune sia al Senegal che alla Gambia. Il toubab della prima classe ha fatto amicizia con i due topi clandestini che viaggiano sul tetto del treno. Da Bamako a Dakar: Ebrima e Ahmadou se la sono fatta gratis sul tetto del treno grazie alla sorniona benevolenza del grasso capo stazione di Bamako. Ahamadou non mi ha seguito e mi ha salutato con un sorriso felice e ottimista appena fuori del parcheggio della stazione, senza chiedermi nemmeno 100 franchi. Due storie differenti quelle di Ebrima e Ahmadou, ma in comune i loro 14 anni e un viaggio di 55 ore sul tetto dell’espresso Bamako-Dakar. Ebrima aveva un viaggio da terminare, doveva ritornare a casa sua in Gambia e quando ci siamo salutati mi ha detto che avrebbe provato a prendere un taxi brousse o un bus oggi stesso. I 2000 franchi che gli ho regalato non sono sufficienti per comperare il biglietto, ma il ragazzo se la caverà in qualche modo.

Se l’è cavata quando si è ritrovato da solo a Bamako, dopo che gli amici di famiglia che dovevano venirlo a prendere in stazione non si sono visti e qualcuno gli ha rubato il borsone con tutte le sue cose. All’arrivo a Dakar era sporco quanto me e tanto quanto Ahamadou. A dire la verità loro erano molto più sporchi di me. Ma la differenza tra me ed Ebrima da un lato ed Ahmadou dall’altro stava nel tipo di vestiti che avevamo addosso. I miei da trekker semi-professionista, da ragazzino gambiano che va in vacanza a Bamako quelli di Ebrima, da ragazzo di strada africano quelli di Ahmadou.

Ahmadou é rimasto alla stazione di Dakar, risucchiato dal suo mondo di gente, polvere, bancarelle e tassì a clacson spianato. Cosa avrebbe fatto ora che era ritornato a Dakar, gli ho chiesto. Mi ha risposto col suo grande sorriso allegro che non lo sapeva e io ho avuto come l’impressione di avergli fatto una domanda che più che stupida era proprio sbagliata.

Quando il treno ieri sera al tramonto si é fermato a Tambacounda, la città più grande del Senegal orientale, i due sono scesi dal tetto del vagone di prima classe e come al solito sono venuti a chiamarmi da sotto al finestrino per fare due chiacchiere. Eravamo a sedere sul binario, di fronte a due grandissimi campi da calcio dove due squadre di ragazzini stavano facendo il loro allenamento. Si sono allora avvicinati di corsa due bambini e hanno salutato ridendo Ahmadou. La famiglia di Ahmadou è di questa città ma lui è fuggito qualche mese fa quando sua madre è morta e lui è dovuto andare a vivere con il fratello maggiore che lo picchiava continuamente. Dopo dieci minuti è arrivato anche il suo giovane maestro che sorridente mi ha raccontato la sua storia anche se sembrava più interessato a chiacchierare con il toubab che alla sorte del suo giovane allievo.

Iniziava a fare notte, la seconda del viaggio, ed Ebrima mi ha chiesto se avevo un giubbotto. A me non era rimasta che una camicia pulita e così ha passato la notte là fuori con la sua maglietta e la sua camicia sporca. Stamattina ero preoccupato di vedere come stesse, ma si è presentato verso le 6 sotto al finestrino con il solito sorriso buono e curioso senza mostrare evidenti segni di fatica. Ieri sera qualcuno diveva che il treno sarebbe rimasto fermo tutta la notte nella stazione di Tamba perché ad ovest, sulla ferrovia era deragliato un treno merci

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