Il Festival di Essakane

Il Mali è un paese poverissimo ma civile e di antica cultura. Fra le cose più belle: - la musica: “In the Heart of the Moon” di Alì Farka Tourè e Toumani Diabatè è un capolavoro assoluto. - la scultura: ...

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  • di Valev
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  • Viaggiatori: fino a 6

Però molto bello. Il paesaggio è piatto, tranne che nel primo tratto, quando compaiono sulla destra gigantesche montagne, brulle come dolomiti piantate nel deserto. Si arriva stremati al Niger, azzurrissimo.

L’imbarcadero è circondato da tende e pieno di bambini. Noi avevamo portato giganteschi sacchetti di bon bon che hanno fatto felici tutti. Attenzione, soltanto, a cercare di distribuirli quando ormai si è già in partenza altrimenti si assiste ad una incredibile moltiplicazione di pargoli, che sbucano e si precipitano da ogni parte.

Abbiamo giocato con loro un bel po’, sono instancabili, ma quasi tutti pienotti e ben nutriti.

Il Niger non si attraversa soltanto, si percorre per un tratto, fiancheggiando la costa. Nel silenzio scorrono piccoli villaggi, moschee, grandi pinasse. Il tragitto dura circa un’ora ed è anche interessante fare due chiacchiere con gli altri passeggeri che sono curiosi di noi come noi di loro.

Timbouctu: Esattamente come l’immaginiamo quando diciamo “E’ lontano come Timbouctu”. Edifici antichi, moschee in restauro, case basse, tutti di un color fango chiaro che si uniforma con il cielo e la terra. Strade non asfaltate. Un bambino in braccio alla mamma, al mercato, ci guarda inorridito e si mette a piangere perché... Siamo bianchi.

Timbouctu – Essakane: Sono circa una sessantina di chilometri, di cui una quarantina di pura pista di deserto. Noi l’abbiamo fatta di sera tardi ed eravamo un po’ preoccupati, perché è facile insabbiarsi.

Invece è andato tutto bene e siamo arrivati in questo immenso spazio di dune con un palco illuminato nel centro, tende Tuareg sparse e tende occidentali raggruppate. Cos’è il deserto di notte con la musica! E così è stato per tre notti consecutive. Il momento assoluto è stato l’omaggio ad Alì Farka Touré, soprattutto quando Toumani Diabaté ha suonato alcuni pezzi con il figlio Vieux. Ovviamente si può stare sotto al palco per vedere da vicino, ma c’è un po’ di calca. La cosa migliore è piazzarsi su una duna a distanza più o meno ravvicinata, tanto la musica si sente a largo raggio. Un problema per le donne questa situazione: l’ossessionante offerta di compagnia! Io non viaggiavo da sola, ma appena restavo senza scorta ero subito individuata: gli aspiranti non sono maleducati o volgari, ma un po’ insistenti sì.

Forse incoraggiati dal fatto che alcune signore sono disponibili, visto che sono stata scambiata da un certo Omar con quella che era stata con lui la sera prima! Un’altra scenetta è interessante. Sto sulla duna ad ascoltare la musica e mi si avvicina un ragazzo sui 25 – 30 anni che avevamo già conosciuto in traghetto. Mi offre collane, sciarpe, varie cose per “have a walk under the stars”. Ovviamente rifiuto però con garbo. Allora lui comincia a parlare, metà in francese, qualcosa in inglese e sembra non finirla più. Magari vorrei ascoltare la musica e cerco di dissuaderlo rarefacendo man mano i miei interventi. Dopo un po’ capisce e mi chiede garbatamente se può andare a “corteggiare” la ragazza che sta tre metri più in là. Concedo graziosamente il permesso e penso di essermi liberata... quando il nuovo oggetto delle sue attenzioni... gli fa una scena terribile; è una canadese, che parla un francese velocissimo, aggressivo e... gli vomita addosso improperi perché è stata disturbata per l’ennesima volta. “Ecco come fanno le giovani con gli uomini... li mettono k.O. In dieci secondi” penso. Lui infatti è rimasto malissimo e sta in silenzio, mogio mogio, fra me e lei. Per salvare la situazione, dopo un po’, cerco di riallacciare il discorso parlando di musica...Cosa non si deve fare!? Allora lui mi guarda e mi dice con gratitudine qualcosa del tipo: “Madame, voi siete molto cortese e comprensiva, ho capito che lo fate perché ci sono rimasto male”. Iniziamo a chiacchierare e a quel punto la canadese interviene e... gli porge le scuse. Dice che era esasperata perché non riusciva mai a stare sola un minuto. Al che lui risponde che però loro, i maliani che vanno al festival, non è solo che cercano donne, ma soprattutto uno scambio e aspettano tutto l’anno questi giorni per conoscere gente di fuori e scambiare due parole. Invece i turisti sono scostanti e si fanno i fatti loro. Dopodiché è iniziata fra i due una pacifica risoluzione del conflitto, in cui ognuno asseriva le sue ragioni e io con l’altro orecchio ascoltavo la musica

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