Slow Tour Padano, 5° puntata: uno Slow Tour lungo il Po

Venerdì 27 maggio alle 13 su Rete4. In viaggio fra l'acqua e la terra

► Guarda la puntata on line a questo link!

Lo Slow Tour di Patrizio Roversi continua lungo il Po, un po’ percorrendo l’argine su Elettrone e un po’ navigando. Anche nella quinta puntata in onda venerdì 27 maggio alle 13 su Rete4, il suo viaggio alimentare tra l’acqua e la terra è pieno di scoperte: un fish stop per rifocillarsi col fritto misto di fiume, un incontro con dei cantastorie padani, una lezione per imparare da un mastro cestaio a impagliare le ceste usando i rami ammollati di salice dei fossi.

Verso il Mincio tra Mantova e Brescia, a Cavriana, Patrizio fa tappa nella stalla modello di Alessandro e Silvia Frigoni, del Consorzio Grana Padano. Fratello e sorella dal look vagamente agro-dark, sono allevatori moderni e preparati che hanno spinto sull’innovazione: nella loro stalla tecnologica le mucche scelgono quando farsi mungere, ricevono foraggio fresco dai robot, riposano su lettiere speciali a tappetino e vengono monitorate con attenzione da collari che registrano tutto. L’obiettivo è il massimo del benessere animale, oggetto di ricerca anche per il progetto Life TTGG che studia le migliori condizioni di sostenibilità per la filiera del Grana Padano.

Il viaggio continua navigando su un tratto del Po in una zona strategica dove nella storia sono passati tutti, la zona di San Benedetto Po. Oggi è una meta frequentata da tantissimi pesca-turisti attirati dalla pesca al siluro, una specie aliena che si è trovata fin troppo bene in queste acque… Acque nettamente migliorate negli ultimi anni, che continuano a rappresentare la vita del territorio. La vita irrompe anche lungo gli argini sotto forma di asparagi selvatici che, per fortuna, qualcuno si è impegnato a salvare dall’estinzione. E c’è anche chi salva le tradizioni gastronomiche tramandandole, come la preparazione (lunga e delicata) del salame mantovano cotto sotto la cenere. A San Benedetto Po c’è la storia dell’agricoltura, che inizia con il lavoro dei monaci nell’abbazia benedettina medievale e arriva fino ad oggi, lasciando delle tracce anche nei bar e nei circoli Arci! La testimonianza più interessante è conservata nel Museo Civico Polironiano: una sorprendente raccolta di carri agricoli che ci raccontano, per chi sa leggerne i simboli, la vita delle famiglie contadine.

Lo Slow Tour Padano di Patrizio a questo punto prosegue innescato da un dato: ogni italiano mangia in media 23 kg di pasta in un anno. E da una domanda: da dove si comincia per fare un piatto di spaghetti? Patrizio, brandendo una spiga di Senatore Cappelli, decide di seguire l’intera filiera, tutta italiana, della pasta Le Stagioni d’Italia! Il viaggio inizia dalla ricerca del seme ideale che viene selezionato, riprodotto in quantità e distribuito agli agricoltori per la semina. Dai laboratori ai campi, poi nel Mulino a Jolanda di Savoia dove si lavora il grano a pietra come una volta. Fino al Pastificio, dove la semola deve superare diversi altri controlli prima di venire trasformata in pasta. Dal genoma alla tavola, gli esami anche per il nostro spaghetto non finiscono mai! L’ultimo è la prova di cottura, la cosiddetta prova della riga. Cioè?

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