Ecco il resoconto del mio viaggio a Malta

C'è un'antica tradizione che racconta dell'esistenza di un popolazione di uomini dal cranio decisamente strano, molto più grande del nostro, e allungato all'indietro come un uovo...
ecco il resoconto del mio viaggio a malta

C’è un’antica tradizione che racconta dell’esistenza di un popolazione di uomini dal cranio decisamente strano, molto più grande del nostro, e allungato all’indietro come un uovo. La leggenda, in realtà, trovava riscontro in un esemplare di cranio un tempo conservato nel museo archeologico di Malta, per decenni scomparso dalla sua teca e riapparso da qualche giorno dopo le nostre insistenti richieste alle autorità maltesi.

Quale mistero si nasconde nella storia del popolo del serpente? E perché un grande serpente era raffigurato in bassorilievo nel tempio preistorico di Gigantija nell’isola di Gozo? E’ risaputo che altri crani come questo sono stati scoperti un po’ ovunque nel mondo. E quando Vittorio ed Adriano me ne parlarono mi venne in mente di averne visto di simili alla loro descrizione in sud America, al Museo della Plata, e in Egitto.

Forse quei reperti sono le tracce di una civiltà scomparsa e probabilmente evoluta. E forse sono collegati alle ricerche di Crespi, uno studioso di Sutri (dove è ancora oggi la sua fondazione) che credeva nell’esistenza degli Antalidei, un popolo dai crani allungati che aveva scavato grotte e gallerie nel tufo e nel calcare spinto da uno strana spinta al buio e all’ obliterazione sotterranea. Che non temessero l’arrivo dal cielo di quanto aveva già distrutto un tempo la loro civiltà, e cioè un meteorite? Di certo un antico papiro egizio del 2500 AC. Descrive come un “popolo di serpenti” fu distrutto da una “stella che cadde dal cielo”, lo stesso evento si verificò presso il popolo delle grotte di Avcilar, in Cappadocia, che sosteneva di aver scavato le case rupestri all’interno delle rocce per sfuggire al fuoco celeste.

Sempre al serpente è legato il racconto di San Paolo, che sbarca a Malta e uccide l’ultimo serpente velenoso dell’isola e che, guarda caso, gli aveva morso un piede. Leggenda? Verità celata dietro un simbolo? Quel serpente non era piuttosto l’ultimo sacerdote – serpente di quello strano culto che persino gli egizi venerarono fino alle soglie del cristianesimo? I serpenti, inoltre, sono da sempre collegati alle dee madri: Tanit, Innanna, Iside, Eva. Sono le donne che raccolgono il testimone di una cultura salvifica dal serpente.

Ma come potevano essere questi uomini serpenti? Sitchin afferma che l’essere umano è il frutto di un esperimento genetico, un incrocio di DNA con “strani” esseri come questi finora descritti, detti dai sumeri Annunaki.

Chi ha ragione? Gli archeologi evoluzionisti o gli studiosi d’oltreconfine?.

Inoltre, recentemente la scienza ufficiale ha scoperto che nel DNA umano ci sono 200 geni “inspiegabili” che possiede solo l’uomo e nessun altro animale e che sono entranti nella catena genetica improvvisamente a un certo punto della sua evoluzione.

Di certo Serpenti Piumati, Antalidei e Anunnaki sembrano davvero aver lasciato tracce archeologiche e nozioni individuabili nella prima scienza degli uomini, nella medicina e nell’astronomia troppo evolute e perfette per i tempi.

Malta è dunque l’epicentro di tutta questa storia che sembra svilupparsi contenendo sempre qualcosa di questa presenza inquietante.

Anche le strutture sottomarine di Malta trovate di recente sembrano indicare l’esistenza di una popolazione che sapeva costruire strutture architettoniche complesse quando l’umanità ancora viveva nelle capanne.

Thot, il dio della cultura egizio, e Eshmun, che prenderanno il posto delle varie dee Madri di Malta e delle civiltà neolitiche, avevano tutti una caratteristica comune: sapevano guarire, avevano inventato la scrittura, erano punti di riferimento della medicina ed a loro si chiedevano grazie e miracoli per le proprie malattie.

A Malta abbiamo proprio uno di questi santuari “termali”, una specie di Chianciano, (come la casa del Serpente a Palenque) dove l’insinuante presenza di questo animale divino sembra assimilata alla divinità principale.

A Malta, dunque, si ripercorre all’indietro nel tempo la storia che vede assieme poteri guaritori e Dee madri. Ma è anche l’isola di Calypso. Come mai Ulisse restò sette anni prigioniero delle sue grazie che rifiutò per tornare a casa? Quando Calypso trattiene presso di sé Ulisse vuole, guarda caso, fare di lui un’immortale. Chi era Calypso, cosa rappresentava? Era una delle ultime ninfe ancelle delle dee Madri? Forse è quanto restava simbolicamente di un piccolo popolo matriarcale nel quale l’eroe omerico non poteva sopravvivere. E’ possibile che il politeismo greco abbia soppiantato le divinità precedenti impossessandosi del potere della grande dea e condannando le dee precedenti al ruolo o negativo, tipo gorgoni e meduse e streghe, o a quello oracolare, quindi in contatto con il mondo dei morti.

Il tema della guarigione porta a un altro grande mistero di Malta: le tre Marie sbarcarono su questo suolo? portarono con se il Graal, la coppa che poteva guarire da ogni male? La leggenda dice di si.

Il sapere delle dee madri prima, e delle vergini nere dopo, che cosa hanno a che fare con il biblico serpente che troviamo anche nei santuari di 3500 anni AC a Malta e in tanti altri luoghi? Proprio a Malta, fra l’atro, sorprende la presenza di templi megalitici sia in superficie che sommersi.

Sorprende che siano così numerosi in un’isola così piccola e che una parte di essi sia sommersa. Probabilmente si trattava di un’isola molto grande, che comprendeva altre attuali isole vicine, e questo spiegherebbe il numero e le dimensioni dei templi. La grande isola forse sprofondò per gran parte intorno al 2500 A.C. Come non pensare alle numerose teorie sull’ Atlantide mediterranea? Mi rendo conto della frammentarietà di questa mia relazione e della quantità di domande decisamente superiore alle risposte. Ma è così che procede la ricerca in generale e quella su misteri in particolare.



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