Aquileia, viaggio nel tempo

La 'storia' dell'antica città...

Un giro turistico ad Aquileia, nel 100 a.C. ci avrebbe portati lungo il grande viale d’ingresso alla città – che era stata fondata come colonia militare nel 181 a.C. dai romani – accompagnati dalla visione di innumerevoli statue e busti in marmo, monumenti funebri che rappresentavano gli abitanti più illustri prima della morte. Una curiosità: in molte di queste statue il defunto è salutato dai suoi congiunti col segno delle corna (ecco da dove viene questo gesto scaramantico!). Poi, proseguendo, avremmo potuto addentrarci in una città ricca e prosperosa di commerci, perché rappresentava il punto di arrivo e di partenza dal Medio Oriente (quindi, da Alessandria) per il Nord dell’Europa. Se poi fossimo arrivati, invece, nel 313 d.C. avremmo potuto vedere la grandissima basilica cristiana, fatta edificare dal vescovo Teodoro dopo che il cristianesimo aveva prevalso sul mitraismo.

Ma che cosa era il mitraismo? Era una religione antichissima di origine indo-persiana, che ebbe un gran successo tra i romani, soprattutto fra i militari. Alcuni studiosi lo descrivono come molto simile al cristianesimo: si dice che Mitra fosse un Dio Salvatore. Gli adepti credevano in un giudizio finale, in una resurrezione con una battaglia fra bene e male alla fine dei tempi e in una ricompensa (come il paradiso). Ambedue le religioni praticavano il battesimo come purificazione e unico modo per entrare a far parte della comunità. La nascita di Mitra era collocata al 21 dicembre, il giorno del solstizio (che corrisponde al nostro Natale). Mitra nasce in una grotta fra i pastori e viene omaggiato dai Magi, che sono un tipica espressione di saggi che vengono dall’Asia. Secondo la leggenda iraniana sarebbe nato da una donna vergine. L’immagine di Mitra, come molte divinità della fertilità dell’antichità, veniva sepolta all’interno di una caverna e rimossa ogni anno in primavera, e si diceva che tornasse alla vita nuovamente. Presso i romani i riti chevenivano officiati per Mitra erano riservati agli uomini, soprattutto appunto della casta militare elevata.

Al Museo Archeologico di Aquileia mi hanno spiegato che questo fatto determinò, alla fine, la prevalenza del cristianesimo sul mitraismo, sia perché le donne e i poveri preferirono Cristo a Mitra, sia perché alla fine Costantino decise di abbracciare il cristianesimo contro i suoi fratelli che, viceversa, praticavano i riti di Mitra, e li vinse in battaglia. Dopo questo fatto ci fu una vera e propria caccia ai santuari di Mitra, che furono quasi completamente distrutti. Difficile trovarne tracce, anche perché si trattava soprattutto di grotte in cui si celebrava il battesimo – non con l’acqua, ma col sangue del toro, e questa differenza dà il senso della sostituzione di un culto più pacifico come il cristianesimo a un culto più pagano e aggressivo come il mitraismo. Per questo, comunque, è molto importante e unica la Grotta Mitraica che si trova sulle colline nei pressi di Monfalcone: c’è una apertura dall’alto, dalla quale facevano scendere il sangue del toro che bagnava l’adepto che entrava a far parte della comunità. Al centro della grotta c’è una specie di altare, su cui veniva spezzato il pane durante le cerimonie. Sono state trovate moltissime offerte e monete. Non è facile trovare la grotta: è nella zona delle fonti del Timavo, verso Duino, e al sottopassaggio dell’autostrada si trova un sentiero (io sono stata accompagnata…). Se fossimo arrivati, infine, ad Aquileia prima dell’epoca romana avremmo visto un grande villaggio su palafitte piantate in terra, simile alle terramare, molto più vicino al mare di quanto non lo sia ora: da sempre, infatti, questo è stato un luogo di scambi e di passaggi, tra sud e nord, tra est e ovest. E ancora oggi questa zona ha questo privilegio, economico e culturale!

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