Madrid facile da visitare

Una città dove i mezzi di trasporto diventano un optional

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  • di Enzo Battaggia
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 5
    Spesa: Fino a 500 euro
 

Ancora una volta decidiamo di visitare un’altra città della Spagna, precisamente Madrid. Partiti dall’aeroporto di Venezia alle sette esatte con la compagnia aerea Iberia, siamo arrivati a destinazione dopo due ore. L’aeroporto di Madrid Adolfo Suárez ci appare immenso. Dopo aver recuperato i bagagli, usciamo e cerchiamo di individuare l’autista del transfer (Get Your Guide) che ci deve accompagnare all’hotel. In venti minuti siamo a destinazione e precisamente al Room Mate Alicia in Cale del Prado. Notiamo che questa struttura si trova effettivamente in posizione strategica e, soprattutto, vicinissima alla metro di Puerta del Sol e a quasi tutti i monumenti della città.

Primo giorno:

Verso le dodici ci ritroviamo in Plaza de S. Ana (che si trova a due minuti dal nostro albergo) perché, come da programma, è nostra intenzione visitare il Palacio Real. Non prendiamo nessun mezzo di trasporto, essendo questa residenza reale a quindici minuti da dove ci troviamo. Quando siamo nelle vicinanze, cerchiamo un locale in cui consumare un veloce pasto ed entriamo in una delle tante cervecerie-taperie situate nei dintorni. Dopo un abbondante pranzo a base di tapas e paella, ci dirigiamo verso la dimora reale. Passiamo davanti all'ambasciata italiana e la bandiera tricolore che sventola fiera, ci trasmette ancora di più l’orgoglio di appartenere a uno stato meraviglioso come il nostro.

Giriamo l’angolo della calle ed ecco la maestosa Cattedrale di Santa Maria La Real de la Almudena (che decidiamo di visitare in un altro momento). Poco più avanti, sotto un solo cocente, ci appare il Palacio Real de Madrid, in stile barocco, maestoso, un po’ austero con le cancellate e lampioni tutto con rifiniture in oro. Avendo prenotato on-line i biglietti d’ingresso (euro dodici prezzo intero e tre per audio guida), passiamo per la corsia riservata e, appena dentro, notiamo la sontuosità di questa residenza reale. Saliamo le ampie scale e purtroppo, lì termina la possibilità di scattare foto. Nonostante questo, inizia il giro del palazzo tra salotti, salottini, bagni, saloni, una grandissima sala da pranzo preparata nei minimi dettagli, tutto molto sontuoso (non ci hanno fatto visitare le stanze da notte e i giardini). Per chi vuole visitarlo dalle 18 alle 20 (da aprile a settembre) l’ingresso è gratuito. Dopo circa tre ore, lasciamo questo luogo e rientriamo in hotel per rilassarci un po’. La sera ceniamo a “Il pezzo di Giuseppe”, ristorantino situato in plaza Santa Ana, locale piacevole con i tavoli all’esterno (come tanti altri) dal nome italiano, ma con personale giovane del luogo che parla benissimo la nostra lingua. Ottimo il cibo e servizio, soprattutto la cerveza (birra).

Secondo giorno

Arriviamo a Puerta del Sol e prendiamo la metro linea due e dopo pochissime fermate arriviamo nel più bel parco che abbiamo mai visto: Parque del Retiro. Quando si esce dalla metro, dopo aver percorso un centinaio di metri, si entra direttamente nell’enorme parco. Varietà di piante secolari, fiori dai mille colori, il canto degli uccelli, tutto questo ci accoglie appena lo varchiamo. Più avanti notiamo il laghetto con numerose barche a remi condotte da turisti divertiti. Troviamo la statua equestre dedicata ad Alfonso XII innalzata al centro di un ampio colonnato bianco, mentre altre sculture bronzee sono situate fin sulle sponde del laghetto. Proseguiamo ed ecco il palazzo di cristallo, una costruzione in metallo coperta da lastroni di vetro costruita nel 1887 per l’esposizione di piante tropicali delle Filippine, mentre ora è adibito ad esposizioni di sculture. Belli i cipressi che crescono con le radici nell’acqua del laghetto antistante. Veramente scenografico. Più avanti sentiamo nell’aria un profumo di rose sebbene sia settembre. Stiamo per entrare nella roselada che conta oltre quattromila piante di rose in fiore. Arriviamo al Bosco degli Scomparsi, luogo triste ma che merita di essere visitato, posto su una collinetta e dedicato alle vittime degli attentati terroristici dell'11 marzo 2004.

Torniamo verso l’uscita non prima di esserci fermati nel giardino dei tantissimi pavoni dove vivono liberamente. E dopo circa cinque ore trascorse all’interno di questo polmone verde situato nel pieno centro della città, decidiamo di consumare qualcosa nel ristorantino all’aperto Mirador posto all’interno del parco

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