Lungo le strade dell'isola rossa... non solo lemuri e baobab!

Tour on the road alla scoperta delle meraviglie del Madagascar

  • di lima
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro

Puntuali alle 8 scendiamo nella sala ristorante da cui si gode una bella vista sulla capitale, che a quest’ora però è ancora un po' avvolta dalle nubi sorgendo a 1400 slm. Fabrizio arriva in motorino, facciamo insieme colazione (discreta, a base di crepes) e facciamo una bella chiacchierata nella quale apprendiamo un sacco di cose interessanti sugli usi e costumi del Paese, oltre a rivedere nel dettaglio l’itinerario. Saldiamo il costo del suo servizio e il conto dell’hotel, prenotato on-line e ci prepariamo ad affrontare la lunga tratta odierna fino a Miandrivazo. Salutato Fabrizio, che incontreremo nuovamente a Tulear, ci immergiamo nel caos cittadino. Yves è bravissimo a schivare di pochi centimetri auto, carretti, animali e persone che in grande quantità sono riversi ai lati delle strette strade del centro, intenti a vendere e comprare ogni sorta di cose nelle bancarelle e nei piccoli negozi. Occorre parecchio tempo per uscire dalla capitale, le strade sono ingolfate e l’odore di diesel che entra dai finestrini rende l’aria irrespirabile. Finalmente fuori dal caos la strada diventa piacevole e si snoda tra villaggi, risaie a perdita d’occhio, altipiani di terra rossa e scene di vita quotidiana che in gran parte si svolgono ai lati della strada. Ci fermiamo ad Antsirabe, patria dei pousse pousse, a mangiare qualcosa e a comprare un po' di frutta al mercato, oltre a procurarci una sim locale (Orange, che è quella che a maggiore copertura nel paese) per le chiamate e internet, dato che sappiamo già che il wifi non sarà sempre funzionante. Facciamo benzina (da qui a Miandrivazo incontreremo solo un altro distributore) e sul far della sera arriviamo al nostro hotel, il Princesse Tsiribirinha, usato molto spesso come base dai turisti per la discesa in piroga dell’omonimo fiume, cosa che noi per questione di tempo non faremo. La stanza è semplice, ma funzionale, dotata di zanzariera e ventilatore, visto che sembra fare parecchio caldo. Ceniamo al ristorante dell’hotel con filetto di zebù a la bourguignonne (un po' troppo cotto) e pollo alla mostarda. La giornata in auto è stata lunga e, seppure su strada asfaltata, stancante, per cui stasera si va a letto presto!

02 giugno: MIANDRIVAZO – KIRINDY FOREST

(6 ore circa, con 2 ore di soste)

Dopo una notte caldissima la sveglia suona alle 7.00. Facciamo colazione con pancake e banane, saldiamo l’hotel (rigorosamente in contanti, sono ancora molto poche le strutture che accettano la carta di credito) e ci mettiamo in viaggio, direzione Morondava. Già pochi km dopo la partenza il paesaggio cambia notevolmente, diventando più verde grazie alla presenza dei corsi d’acqua che attraversano la regione. Da uno dei tanti ponti ci affacciamo e vediamo intere famiglie intente a lavare i panni, bambini che giocano nell’acqua e donne che fanno il bagno. Soprattutto i bambini ci regalano grandi sorrisi, alla vista della fotocamera si cimentano in capriole ed evoluzioni sulla riva per impressionarci…sono uno spettacolo! Qualcuno sale rapidamente per raggiungerci, gli diamo qualche caramella e alcuni pennarelli, ci ringraziano e felici corrono a raggiungere le loro famiglie.

Vediamo un susseguirsi di risaie, dolci colline, ampie distese di palme e alberi di mango. Attraversiamo innumerevoli villaggi, mentre per strada si incrociano pochissime auto…abbiamo la sensazione che di turisti ce ne siano davvero pochi in giro. Arriviamo nei pressi di Morondava verso mezzogiorno, Yves ne approfitta per mangiare qualcosa nel mercato locale, mentre noi ne approfittiamo per fare un giro a piedi e comprare un po' di frutta nelle bancarelle. Siamo gli unici turisti e destiamo immediatamente la curiosità dei presenti. In pochi minuti si forma dietro di noi un codazzo di bimbi vocianti coi quali ci divertiamo a fare riprese e foto, regalandogli alla fine tutta la frutta che avevamo appena acquistato! Ci è già evidente come le condizioni di vita delle persone siano difficili, non hanno nulla, la maggior parte nemmeno le scarpe. Gli unici giochi che hanno i bambini sono palloni di pezza o ruote che fanno girare magistralmente con un bacchetto di legno. Nonostante questo ci sembra un popolo allegro e ben disposto verso i turisti! Yves ci raggiunge e percorriamo in macchina i pochi km che ci separano dalla famosa Avenue de Baobabs, uno dei simboli del Madagascar. Gli alberi sono davvero imponenti e il viale è suggestivo. Yves ci racconta che delle 9 specie di baobab esistenti al mondo ben 7 si trovano in Madagascar. Per fortuna c’è pochissima gente, diamo uno sguardo alle bancarelle che vendono a prezzi irrisori begli oggetti realizzati in legno di palissandro. Percorriamo tutto il viale a piedi, il sole è alto e quindi non è l’ideale per scattare fotografie, ad ogni modo ripasseremo di qua domani al ritorno da Kirindy Forest. Alla fine del viale, da dietro un albero spuntano 2 ragazzini che ci mostrano orgogliosi i loro camaleonti, il più grande dei quali non esitano a mettere sul braccio di Matteo…che ovviamente non vedeva l’ora! Ci intratteniamo un po' con loro, ci chiedono soldi, ma preferiamo come sempre dare qualche piccolo oggetto. Ci siamo portati da casa materiale scolastico, palloncini, caramelle e vestiti, per non contribuire a far aumentare il fenomeno dell’accattonaggio da parte dei bimbi

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