Partenza il 6/3/2015 · Ritorno il 27/3/2015
Viaggiatori: 2 · Spesa: Da 2000 a 3000 euro

Vacanze in Madagascar

di Elenaba - pubblicato il

1 GIORNO: ANTANANARIVO

Arrivati a Antananarivo alle 23 :50 mn. (la città dei mille guerrieri), sbrighiamo le pratiche burocratiche del visto ed affrontiamo un numero imprecisato di funzionari che mette timbri e firme sul visto. Andiamo poi a ritirare il bagaglio e, mentre D. aspetta le valigie, cerco tra la folla urlante Eddy, la nostra guida ed anche il titolare del Madagascar Horizon Azul, con il quale sono in contatto dall’Italia mediante la posta elettronica da almeno sei mesi. Sta aspettando da più di 2 ore. Scopro che parla bene l’italiano. Ci accompagna a cambiare i soldi e il cambio dello sportello all’aeroporto si rivelerà il più vantaggioso del Mada.

2 GIORNO: ANTANANARIVO - ANTSIRABE

Città del pousse pousse - Ci svegliamo alle 6.45, colazione alle 7.00, appuntamento alle 7.30 con la guida e l’autista. Comincia finalmente il viaggio e ci fermiamo ogni tanto a scattare foto alle donne che lavano i panni nel fiume, alle piccole botteghe artigianali lungo la strada, alle numerose risaie. Facciamo il nostro primo acquisto, un lemure di rafia. Arriviamo ad Antsirabe. Antsirabe significa “là dove c’è molto sale” per le acque termali che contengono molto cloruro di sodio. Quindi direzione albergo: Résidence Camelia, che ci ospiterà la notte per rilassarci. Al pomeriggio abbiamo appuntamento con la nostra guida per vedere la città a bordo del pousse-pousse; abbiamo visto l’hotel des Thermes, la dimostrazione del lavoro artigianale del corno di zebù.

3 GIORNO: ANTSIRABE – AMBOSITRA - RANOMAFANA

Lasciamo Antsirabe e ci dirigiamo ad Ambositra dove assistiamo alla lavorazioni di legni scolpiti a mano secondo la tecnica Zafimaniry. Riprendiamo la strada, lasciando alle nostre spalle Ambositra per percorre fino a Vohiparara. Arrivato a Ranomafana (acqua calda) fa molto freddo. L’alloggio è al Setam Lodge con bungalow grandi e abbastanza puliti. Nel parco è possibile vedere il lemure Hapalemur griseus, Fulvus, microcebus (lemure notturno), grande farfalle, cascate... Incontriamo la terza etnia, i Tanala, dopo i Merina e i Betsileo. Siamo andati a fare un giro notturno con Eddy, una guida (parlante italiano) Lahatra, nella foresta pluviale dove, in una piazzola di avvistamento, è possibile vedere i microcebus, minuscoli lemuri notturni (lunghi di 12 cm. per 40 grammi) e molti camaleonti. Si consiglia di portare (dall’Italia) una lampada che faccia molte luce. La mia è stata utile in molte occasioni a cominciare dal bosco.

4 GIORNO: RANOMAFANA - FIANARANTSOA

Partenza alle 7:00 per la foresta pluviale nel Parco di Ranomafana. Abbiamo visto tanti lemuri come l’hapalemur aureus, l’ahapalemur grigio, Indri Indri, microdentis e fulvus. Incontriamo sette Sifaka o Propithecus Diadema Edwardi, diversi tipi di felce e di orchidea, l’arancia amara, farfalle, rane e ci fermiamo al belvedere per riposare. Ovunque troviamo il Vakona (pandanus), pianta endemica che, come il ravinala, serve per le costruzioni e come l’agave per i tessuti. Nella foresta troviamo i Vatulai, pietre a forma di Menhirs, pietre che per i Tanala ricordano i defunti.

Proseguiamo verso Ranomanfana, ma abbiamo lasciato i bagagli al Tsara Hotel prima di visitare la città. Andiamo a visitare il Rova, che si trova nel punto più alto della città, la Cattedrale e il mercato.

5 GIORNO: RANOHIRA - ISALO

Percorriamo una strada piena di “Varamba”, carretti usati per il trasporto delle merci. Siamo nel territorio dei Bara. Ci fermiamo a vedere lavorare l’agave, facciamo una foto alla numerosa famiglia dei lavoranti e compriamo tre basi per pentole per far contenti dei poveri cristi che lavorano dalla mattina alla sera per pochi Ariary. Raggiungiamo Ambalavao dove assistiamo al mercato degli Zebù (siamo fortunati perché c’è solo il mercoledì e il giovedì). Altra attrattiva di Ambalavao è la fabbrica di carta antemoro. La fabbricazione di questa carta, molto pregiata, è permessa da un arbusto, l’avoha, che si caratterizza per la fibra molto solida. Assistiamo ai vari passaggi della lavorazione e compriamo un paio di quaderni ornati da fiori sulla copertina. Arriviamo a Ranohira e transfer all’Isalo Ranch.

6 GIORNO: RANOHIRA – PARCO NAZIONALE ISALO

“Acqua del lemure dalla storia dei lemuri che erano andati a fare il bagno dove solo il re poteva usufruire della doccia naturale”.

Ranohira è il punto di partenza per le escursioni nel Parco dell’Isalo. Arrivato ad un parcheggio a 17 Km. da Ranohira. Di lì proseguiamo a piedi fino al Canyon dei Makis (lemuri). Abbiamo visto il canyon, la doccia del re, lemuri Propithecus verreauxi(muovono a passo di danza), lemuri catta, pachypodium… piscine naturali e poi proseguiamo ancora la marcia Siamo circondati da rocce di calcare e granito, scolpite dalla pioggia e dal vento, a forma conica o piramidale che come gigantesche sentinelle sorvegliano il nostro passaggio. Abbiamo l’impressione di essere in Colorado e di veder spuntare degli Indiani all’orizzonte. Possiamo turbare il sonno dei defunti Sakalava che si trovano dentro piccole caverne nei loro “lolo” (sepolture, ma il nome significa farfalla)..

7 GIORNO: RANOHIRA - TULEAR - IFATY

Dopo la colazione, partenza verso il sud attraversando Ilakaka, un giacimento di pietre preziose, di zaffiri che ha richiamato migliaia di malgasci in cerca di fortuna. Poi continuamo ancora e ci fermiamo per sgranchirci le gambe a Sakaraha dove vediamo un mercato vero, senza turisti, ma anche senza mendicanti e venditori che importunano. Siamo nel territorio dei Mahafaly. I Mahafaly lavorano tutta la vita per accumulare il maggior numero possibile di zebù in vista dei propri funerali. La famiglia, poi, per tre mesi piange il defunto ed ammazza tutti gli zebù piantandone i corni sulla tomba in pietra che il congiunto si è fatta costruire. Nei pressi di Tulear cambiamo etnia ed entriamo nel territorio dei Vezo, pescatori costieri. Il loro territorio si estende da Morondova, a Nord, fino a Androka, a Sud. Da Tulear fino Ifaty, ci sono ancora 40 km. di strada sterrata. Transfer all’hotel.

8 GIORNO: IFATY

Giornata libera, passeggiata sulla spiaggia per vedere le mangrovie che si trovano a qualche chilometri dal nostro bungalow e per visitare un villaggio Vezo con molti bambini.

9 GIORNO : TULEAR - ANTANANARIVO

Abbiamo saputo che l’aereo che doveva partire aveva un ritardo di 2 ore e ce la prendiamo comoda. Arrivando all’Aeroporto di Antananarivo, ci aspetta un’altra guida che si chiama Tahina. Come da accordi presi ci riportano al Sakamanga. La sera, dopo la cena, guardiamo la televisione e ci riposiamo.

10 GIORNO: ANTANANARIVO - ANDASIBE

Dopo il check-out al Sakamanga, partiamo subito per Andasibe. Durante il viaggio abbiamo visitato la riserva di Peyrieras dove abbiamo visto tutte le specie di camaleonti possibili, ma anche farfalle come la Comète, le rane tra cui quelle rosse microscopiche, gechi, coccodrilli, pipistrelli e il porcospino. Arrivati ad Andasibe, abbiamo preso l’alloggio all’hotel Feon’ny Ala (l’urlo della foresta) dove pranziamo. Il bungalow è in una posizione meravigliosa. La Riserva di Andasibe si trova a circa 140 chilometri da Antananarivo su una vasta regione di colline coperte dalla foresta pluviale primaria alla quale si mischiano gli eucaliptus piantati dall’uomo. Ma vediamo già nel parco dell’hotel i ravinala, il pandanus e alcuni alberi di palissandro.

11 GIORNO: ANDASIBE

Sveglia alle ore 7.00 per la colazione e alle 7.30 partiamo per il Parco di Andasibe “Parco di Périnet”. Il Parco conferma la presenza di vegetazione lussureggiante con numerose piante epifite, parassite e liane tra un albero e l’altro. Nel lago verde e lago rosso ci sono anche numerose ninfee. Abbiamo visto la Camelia japonica, Pandanus, palissandro, legno di rosa, l’ebano che abbondano nella foresta pluviale. Mentre si sente lungo la foresta l’urlo del’Indri Indri, scorgiamo su un albero un’ammucchiata di Havai Laniger, lemure notturno, in un incavo di un tronco ad altezza d’uomo. Vediamo, infine, una famiglia di Indri conosciuti come Babakoto (il gigantesco lemure). L’Indri si distingue dagli altri lemuri per le sue dimensioni massicce: un maschio adulto può pesate fino a 15 chili e misurare 75 cm. di altezza. L’incontro più emozionante è con 10 esemplari di lemur fulvus che si avvicinano a noi senza paura. L’unico rumore che li fa saltare via è quello dei rami spezzati, mentre sembrano incuriositi alla vista dell’uomo.

12 GIORNO: CANALE DELLE PANGALANES

Dopo la colazione, percorriamo la piacevole strada decorata di numerose e maestose piante di Ravinala che caratterizzano il paesaggio di questa zona. Ad un certo punto lasciamo la route numéro 2 e deviamo per una strada sconnessa che porta a Manambato sulle rive del Lago Rasoabe nelle Pangalanes. Siamo nell’etnia dei Betsimisaraka che costruiscono particolari tombe a forma di piroga. Questa etnia seppellisce i propri morti vicino al mare, lasciando scarpe, cappelli, utensili da cucina ai piedi delle loro tombe. Arrivati al lago Rasoabe ci aspetta la barca che ci porterà all’hotel Ony, hotel che si trova alla confluenza di tre laghi: il Rasoabe, il Laokangady e il Filomo. Il battello ci porta in una quarantina di minuti all’hotel. Il posto è comunque bellissimo e siamo a 72 chilometri da tamatave e questa è la distanza che copriremo in battello domani.

13 GIORNO: PANGALANES - TAMATAVE

Il viaggio fino a Tamatave prevede una fermata al villaggio di Niaouli (alambicco). Visita dell’alambicco per le foglie di eucaliptus, scuola ed incontro con il popolo locale. Arrivati a Tamatave, subito transfer all’hotel per riposare e godere la civiltà.

14 GIORNO: TAMATAVE – SAINTE MARIE

“L’acqua di mare è salata” - La città è bella, ma diverse strade sono impraticabili. Percorriamo la città in lungo e in largo visitando il porto (il piu grande del paese con le raffinerie di petrolio), il mercato e gli importanti uffici amministrativi. Dopo siamo andati all’aeroporto per prendere il prossimo volo. L’aereo impiega trenta minuti per portarci all’Isola Santa Maria, Nosy Boraha. Pernottamento all’hotel Libertalia.

15 GIORNO: SAINTE MARIE – ILE AUX NATTES

Decidiamo di andare all’isola aux Nattes. Nosy Nanto (il nome malgascio) è semplicemente splendida con la sua vegetazione lussureggiante e i numerosi villaggi di pescatori. Abbiamo fatto il bagno in acque color turchese e trasparenti pieno di conchiglie gigantesche e residui di barriera corallina. Dopo aver percorso un tratto delle spiagge dell’isola ed essere tornati indietro, abbiamo pranzato sull’isola e siamo rientrati nel pomeriggio. Torniamo al bungalow e, quando fa buio, guardiamo in silenzio le lucciole che volteggiano intorno a noi, spettacolo della nostra infanzia, visto che l’inquinamento le ha distrutte tutte in Italia.

16 GIORNO: SAINTE MARIE – ANTANANARIVO

Prima della partenza, abbiamo visitato Ambodifotatra che ha diverse botteghe con vendita di artigianato locale ed un piccolo mercato. Sono tutti gentili, non ci sono mendicanti né bambini ossessionanti con le loro richieste. Transfer verso l’aeroporto e l’aereo era ancora in ritardo di 1 ora. A Tana, un’atro check-in ci aspetta per il prossimo volo per Parigi. Veloma!

Elena B.

di Elenaba - pubblicato il