Tour del Madagascar lungo la RN7 da Tanà a Tulear e mare a Salary, Anakao, Nosy Be

Tre settimane zaino in spalla in giro per il Madagascar, dalla capitale Tanà lungo la RN7 fino a Toliara; relax sulle spiagge bianche di Salary e Anakao e ultimi giorni a Nosy Be

  • di Saretta080
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Oltre 3000 euro
 

Diversi mesi prima della nostra partenza, identifichiamo la meta del viaggione estivo: Madagascar.

Da alcuni anni avevamo in mente quest’isolona, ma il costo dei voli era sempre eccessivo e così si rimandava a favore del più economico sud-est asiatico.

Quest’anno trovo invece una tariffa abbastanza buona con Air France, 1028€ a testa A/R assicurazione inclusa. Così è fatta: biglietti comprati a marzo e i mesi successivi saranno un susseguirsi di letture di racconti di viaggio, recensioni di tours e hotels e un crescendo di emozioni per questo paese ancora tutto da scoprire.

L’organizzazione dell’itinerario è stata laboriosa; avendo 3 settimane piene a disposizione dovevamo capire innanzitutto quale zona del Madagascar visitare in modo da avanzare abbastanza giorni da dedicare anche al relax e alle immersioni al mare.

Decidiamo quindi di optare per un tour di 6 giorni lungo la Route Nationale 7, da Antananarivo a Toliara, 1000 km, passando attraverso alcune cittadine e villaggi, come Antsirabe, Ambalavao, Ranohira e visitando il Parco Nazionale di Ranomafana e quello dell’Isalo.

In un primo momento vorremmo affittare la macchina e guidare noi, ma dopo alcune ricerche capisco che costa di più e onestamente preferisco avere un’autista che possa spiegarci le usanze del posto e darci informazioni sui luoghi che visitiamo. Dopo numerosi preventivi tramite alcune agenzie di Antananarivo trovate su internet, facciamo la nostra scelta, che si rivelerà un’ottima scelta: Benjamin di Visit Mada Tours (www.madagascar-tour.com) ci propone auto + autista per 45€ al giorno, benzina esclusa.

Il soggiorno mare lo faremo invece in un luogo incantato nel sud del Madagascar, completamente al di fuori delle rotte turistiche e semi sconosciuto: Salary. Mi innamoro subito di una delle due sole strutture ricettive presenti in loco, il Salary Bay, e prenotiamo per 4 notti.

Il resto lo decideremo on the way, sappiamo solo che vogliamo concludere il viaggio con una settimana a Nosy Be.

Dall’Italia prenotiamo anche i voli interni, Toliara/Antananarivo/Nosy Be/Antananarivo, tramite Air Madagascar, 200€ a tratta.

Il 26 luglio, colmi di aspettative, partiamo!

27 luglio – 1 agosto: DA TANA A TULEAR

Atterriamo a Tanà e un bel freschetto ci accoglie, ci sono 13°; in Madagascar ad agosto è inverno, ma le temperature aumenteranno man mano che ci spingeremo a sud.

L’aeroporto della capitale è ancora molto spartano, i passaporti vengono vistati e timbrati in modo confuso e noi turisti siamo ammassati intorno ad un gabbiotto per recuperare il nostro passaporto da un impiegato che con un filo di voce ci chiama ad uno ad uno, “mora mora”, “piano piano”. Attesa interminabile anche per i bagagli che sembrano non arrivare mai sull’unico rullo presente. Acquistiamo subito una sim locale della Telma per le telefonate e dopo più di due ore usciamo dall’aeroporto, è tarda notte e ci facciamo portare da un tassista all’Hotel Restaurant La Ribaudière che avevamo prenotato dall’Italia.

Crolliamo stravolti. La mattina seguente siamo pronti per il tour e Benjamin si presenta puntuale con il nostro autista Vonjy, paghiamo il saldo, concordiamo gli ultimi dettagli e si parte!

Tanà – Antsirabe: imbocchiamo la famosa Route Nationale 7, la strada principale del paese che taglia il Madagascar dal centro al sud, una strada statale asfaltata ma a tratti piena di buche. Abbiamo il minivan tutto per noi e facciamo subito la conoscenza di Vonjy, che parla un discreto italiano. Per raggiungere le nostra prima tappa, Antsirabe, percorriamo 150 km, impieghiamo alcune ore in quanto la velocità media è di 60 km/h.

Incuriositi osserviamo i paesaggi che ci circondano, siamo sugli altipiani interni e quindi basse montagne si alternano a verdi vallate dove i malgasci sono intenti nel lavoro nei campi di riso e manioca; gli zebù trainano gli aratri, trasportano enormi fasci d’erba, tronchi, mattoni e persone. Qua e là sparsi nella campagna ci sono piccoli agglomerati di capannucce di mattoni con il tetto di paglia, sono le loro abitazioni, ovviamente senza luce e acqua corrente; quest’ultima la prendono dai pozzi, ogni giorno, e l’acqua che bevono è la stessa che usano per lavarsi e cucinare

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