Selvaggio e primitivo Madagascar

Un viaggio in jeep da Antananarivo a Tulear e riserva Andasibe, alla scoperta della cultura malgascia e di un mondo veramente primitivo

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  • di Buccinnà Mirna
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 5
    Spesa: Da 2000 a 3000 euro
 

Questo viaggio è stato “concepito” nel vero senso della parola. A fine dicembre 2012 io e mio marito abbiamo deciso di “volerlo” e a settembre 2013 è “arrivato”.

Non abbiamo usufruito di agenzie italiane in quanto poco “adattabili” alle nostre esigenze e con preventivi troppo cari per una famiglia di cinque persone come la nostra. La ricerca via web, ci ha permesso di trovare la soluzione ideale: un ragazzo italiano che vive da anni in Madagascar e che organizza viaggi con la possibilità di tour individuali con jeep. Fa proprio per noi! Per ovvi motivi lo chiamerò G.

Il nostro lungo viaggio comincia molto presto la mattina del primo settembre con il volo Bologna - Parigi e poi Parigi – Antananarivo che ci fa atterrare all’aeroporto della capitale malgascia alle 22 e 10.

Lo scenario che si presenta è demenziale: veniamo disposti su più “file” davanti ai front office al cui interno vi sono diversi funzionari. Il controllo ha inizio con il ritiro del passaporto e del visto da parte di un addetto, poi si ruota tutti attorno allo stesso front office, sempre in “fila” chilometrica a serpentina (lo spazio è ristretto), dove un altro funzionario controlla e timbra i documenti che nel frattempo si sono accatastati in pile alte quasi un metro e che verranno poi passati ad un altro addetto, il quale, prima di riconsegnare il passaporto, vuole assicurarsi che fotografia e dati combacino con la persona giusta. Risultato: caos totale, in quanto dopo la consegna del documento si perde di vista la propria posizione nella pila di documenti accatastati e nel frattempo arrivano i bagagli proprio dietro ai front office. Tra l’altro chi arriva tra i primi si ritrova fra gli ultimi e dopo gli iniziali minuti la “fila” si dissolve trasformandosi in folla, dove ognuno urla il proprio nome quando vede il funzionario aprire un passaporto.

La tranquillità degli addetti regna sovrana; non è lo stesso per le centinaia di persone, tra l’altro stanche, che ruotano intorno.

Abbiamo notato alcuni turisti che in pochissimo tempo erano già al di fuori dell’aeroporto: il “percorso privilegiato”, ci è stato poi spiegato, è correlato alla particolare attenzione da parte dei malgasci verso il denaro.

Riusciamo finalmente a riappropriarci dei documenti e di tutti i bagagli e ci dirigiamo verso l’uscita costituita da un muro di persone che cercano di prenderti i bagagli e di trascinarti verso i loro pulmini. Eravamo preparati a ciò e sicuri, senza guardare nessun’altro, ci dirigiamo verso un uomo con un cartello dove è scritto il nome della struttura che ci ospiterà per la prima notte e che si occupa del nostro transfert. Il pulmino, con la metà dei vetri sporchi e l’altra metà dei finestrini mancanti, ha un sistema di eliminazione dei gas di scarico che sicuramente non inquina l’ambiente in quanto questi entrano direttamente nell’abitacolo … per fortuna i chilometri che ci separano dall’hotel sono pochi.

Arrivati, ci accorgiamo di seguito che saremo allocati nella “dependance”, poichè la struttura principale non ha più posto. In effetti le recensioni lette non erano quelle della dependance. Tra le lenzuola c’erano dei capelli e peli di varia natura che mi hanno convinta a dormire vestita, mentre il “bagno” non ha convinto nessuno di noi a fare la doccia. Il colore dell’acqua che fuoriusciva dal lavandino ci ha invece convinti tutti a lavarci con l’acqua delle bottiglie.

La mattina seguente la guest house ci propone la colazione tipica che ci accompagnerà per quasi tutto il viaggio: megabaguette, burro, marmellate e succo di frutta. Dopo aver fatto il vantaggioso cambio moneta direttamente dalla proprietaria dell’hotel, arriva finalmente la nostra guida. Devo ammettere che eravamo un po’ apprensivi perchè organizzare un viaggio via internet non dà la sicurezza che tutto fili liscio e la materializzazione del nostro unico punto di riferimento ci ha alquanto sollevati

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Commenti
  1. Giorgio Mymadagascar
    , 23/6/2014 17:15
    grazie mirna per l ottimo resoconto del viaggio e per tutti i complimenti fattimi

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