Turisti solidali in Madagascar

Un viaggio indimenticabile per i turistipercaso Angela e Beppe

Diario letto 15290 volte

  • di Angela Parisio
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 2000 a 3000 euro
 

Era tanto tempo che Mario, amico di vecchia data di mio marito Beppe, ci invitava in Madagascar, dove si era trasferito da anni. Operatore nel campo delle energie rinnovabili, insieme alla moglie Ninie, malgascia, tredici anni fa costituì una ONG, in collaborazione con una Onlus fondata in Italia, e crearono il "Villaggio Mondobimbi Tafita", una struttura educativa modello, che si propone di togliere dalla strada centinaia di bambini, dando loro non solo un tetto e cibo, ma soprattutto un’istruzione, che li aiuti a costruirsi un futuro e a diventare cittadini consapevoli. Per vari motivi, avevamo sempre rimandato, ma quando Mario ci disse che aveva intenzione di organizzare viaggi equo-solidali, non a scopo di lucro, ma il cui guadagno sarebbe andato interamente in beneficenza ai bambini del villaggio, non abbiamo potuto resistere e… il 2 ottobre 2012 siamo partiti! Il costo del pacchetto in Madagascar, per 14 giorni, è stato di 1.500 euro a testa, tutto compreso (ma la cifra può scendere fino a 1.300 euro per 9/10 persone. Avevamo prenotato il volo con Air France da Bologna, via Parigi, per un totale di 1.250 euro andata e ritorno, a testa. Pertanto, il costo totale è stato di 2.750 euro a testa, escluse solo le bevande e le entrate ai parchi.

Siamo partiti la mattina, per cui il viaggio è sembrato meno pesante e siamo atterrati ad Antananarivo alle 22.10, senza problemi di jet lag, visto che, con l’ora legale, la differenza con l’Italia è solo di un’ora. L’aeroporto è un po’ naif e conquistarsi il posto per il controllo passaporti è stata un’impresa, ma all’uscita ci aspettava l’abbraccio di Mario, con il pulmino del Villaggio, che porta fino a 10 passeggeri. Eravamo tutti molto eccitati perché questo era il primo viaggio Mondobimbi, che doveva fungere da prova generale per l’organizzazione dei viaggi successivi. Eccitati, ma anche stanchi, per cui Mario ci ha accompagnato subito all’albergo Miranda, vicino all’aeroporto. Camere carine e molto pulite. Ci diamo appuntamento per colazione e per l’inizio ufficiale del nostro tour.

PRIMO GIORNO

Riposati e rinvigoriti da una buona colazione, partiamo alla scoperta della capitale, Tanà, come la chiamano qui, con la raccomandazione di non tenere in vista borse o oggetti di valore. Il centro di Tanà, con lunghe scalinate e strade ripide, è un bel posto da girare a piedi. Passeggiare nella Haute-Ville, dove si trovano gli edifici antichi più belli, consente di vedere molti piccoli spaccati della vita quotidiana: la prima cosa che colpisce è la confusione e la quantità di gente in movimento, con venditori ambulanti ovunque, che ti offrono qualsiasi genere di mercanzia, dall’artigianato al cibo ai falsi occhiali di marca. Il mercato poi è un’esplosione di colori, con la frutta e la verdura ben disposta su banchi traballanti o su di un telo steso a terra, e molti ortaggi già tagliati a rondelle o a julienne, pronti per essere cucinati. L’odore forte delle spezie impregna l’aria e ovunque ti offrono baccelli di vaniglia, che viene coltivata sulla costa est, chiamata appunto “costa della vaniglia”. Il Rova, il palazzo reale, è chiuso e non si può visitare, ma sorge in cima alla collina più alta della città, da cui si gode una magnifica vista del Lac Anosy, il lago della capitale, uno spettacolo per via della fioritura degli alberi di jacaranda che lo circondano. Nel pomeriggio andiamo un po’ fuori città a visitare il Palazzo della Regina. Il movimento ci ha messo appetito, per cui concludiamo la serata in un ristorante, che serve sia cucina malgascia che cucina francese, ma optiamo per un piatto a base di spezzatino di zebù con verdure e riso bianco e, per finire, banana flambé e rum arrangé, un rum aromatizzato. Buonissimo!

SECONDO GIORNO

Alle 8 siamo pronti per partire verso il sud. La situazione stradale non è delle migliori, ma il nostro pulmino è confortevole, così affrontiamo, pieni di aspettativa, i 250 km che ci separano da Ambositra. Questa è la zona degli altopiani e il paesaggio è veramente molto bello, si susseguono risaie di un colore verde brillante, foreste, villaggi e montagne fumanti, per via del fatto che la popolazione brucia interi ettari di foresta (sigh!) per creare terra da pascolo per gli zebù, la loro ricchezza. Arriviamo ad Ambositra per il pranzo, dove gustiamo un famoso piatto della cucina malgascia, la lingua di zebù. Deliziosa… Il pomeriggio è dedicato allo shopping, perché Ambositra è la capitale dell’artigianato in legno di palissandro, così ci aggiriamo per i negozietti traboccanti di piccole sculture, maschere ed oggettistica, comprando regalini per noi ed i nostri amici. L’albergo, l’Artisan Hotel, è una chicca! Sono bungalow in legno intarsiato, veramente in tema con il carattere della cittadina

  • 15290 Visualizzazioni
  • Stampa
  • Invia ad un amico

Commenti
  1. madabimbi
    , 17/3/2013 17:33
    Ciao, potete visitare il sito www.madabimbi.it oppure scriveteci per maggiori informazioni a info@madabimbi.it oppure chiamateci al 334 9553640
    grazie e a presto
    Madabimbi
  2. madabimbi
    , 17/3/2013 17:33
    Ciao, potete visitare il sito www.madabimbi.it oppure scriveteci per maggiori informazioni a info@madabimbi.it oppure chiamateci al 334 9553640
    grazie e a presto
    Madabimbi
  3. loredana pizzuto
    , 8/3/2013 19:07
    ciao , sono interessata a questo viaggio che avete fatto voi , mandami maggiori informazioni
  4. stechia
    , 8/3/2013 17:05
    Ciao! siamo una coppia di ragazzi molto interessati ad una esperienza del genere. Come possiamo contattarvi per avere informazioni più precise? grazie mille
    P.S. vorremmo partire a giugno
  5. veronix
    , 8/3/2013 17:01
    M'interessa molto questo tipo di esperienza in Madagascar.Mi piacerebbe entrare in contatto con queste persone...

    Veronica

Per scrivere su Turisti Per Caso devi prima registrarti!


Entra con il tuo account social