Magico Madagascar: Nosy Be e dintorni

Questo diario è dedicato a chi, come noi, ama il viaggio e la natura e, normalmente, evita gli extralusso che falsano il fascino delle località di villeggiatura.

Diario letto 92651 volte

  • di etrusco60
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

Premesso che il nostro è stato un viaggio di nozze alla veneranda età di 50 anni ma con lo spirito dei diciottenni che, se Dio vuole, per ora ci sorregge…dato che convivevamo da numerosi anni, abbiamo deciso di indicare come regalo di nozze un viaggetto di 8 giorni a Nosy Be.

Ci sembrava orribile mettere nelle partecipazioni il ns. Numero di c/c quindi abbiamo deciso di affidarci ad un’agenzia di viaggi che ha provveduto a fare da lista-nozze, e questa è l’unica ragione per la quale abbiamo alloggiato in un resort, cosa da noi sempre evitata come la peste probabilmente non più ripetibile in futuro.

Dopo le indispensabili premesse veniamo al diario vero e proprio:

Partenza da Milano Malpensa dopo 3 ore di auto da Montelupo Fiorentino, aeroporto triste e freddo e poco intuitivo nelle indicazioni, alle ore 21,00 in perfetto orario ci imbarchiamo a bordo del volo NEOS diretto a Nosy Be senza scalo, 9 ore di volo, che pizza!

L’aereo è pulitissimo e dotato di schermi ben posizionati con GPS che indica la posizione di volo in tempo reale, le note dolenti sono l’aria condizionata che nei primi posti è da era glaciale e scendendo verso il retro pian piano aumenta di gradi fino al fornetto degli ultimi posti!

Per fortuna eravamo a metà lato finestrino, ma i sedili con la seduta inclinata in avanti tendono a “scaricare” rendendo quasi impossibile dormire durante il volo notturno, Vabbè, fra un film e l’altro e l’immangiabile pasto arriviamo finalmente a destinazione.

Il cielo è molto nuvoloso alle 7 del mattino ora locale (1 ora di differenza) e quando ci appare la pista è un tuffo al cuore! La pista sembra iniziare da sotto al mare ed è cortissima ma l’atterraggio è un piccolo capolavoro tanto da strappare il classico applauso spontaneo…

Il clima è molto strano, 25 gradi ma con un tasso di umidità veramente molto alto che scopriremo più avanti essere la normalità soprattutto al mattino presto. Dopo una lunga fila per il visto (sorpresa: gratuito!) e le prime mance spudoratamente richieste dal personale “ufficiale” arrivano le nostre valigie scaricate a mano da un nugolo di operai senza un minimo di organizzazione sul lavoro (ma con una scrupolosità nel trattare i bagagli impeccabile) e, subito dopo ci viene richiesto di aprire le valigie “a meno che” non si lasci una mancia! ATTENZIONE: lasciare 5 euro, che a noi sembrano giusti, significa lasciare una piccola fortuna se si pensa che un buon stipendio del luogo è di circa 50/60 euro mensili!

Veniamo quindi prelevati dai pulmini del villaggio Bravo Andilana Beach che ci porteranno dall’altra parte dell’isola in 30 minuti con l’unica strada asfaltata (si fa per dire) del posto.

Nel frattempo spariscono le nubi e il sole splende mantenendo la temperatura di circa 25 gradi ma diminuendo di molto il tasso di umidità.

La prima cosa che salta agli occhi è la vegetazione rigogliosa e completamente diversa dalla nostra, la seconda ma ben più palpabile, è la condizione di vita delle persone, praticamente non esistono abitazioni in muratura, si tratta di tanti piccoli villaggi, spalmati ai bordi dell’unica strada, con capanne fatte di legno, pezzi di plastica e lamiera con tetti di foglie di palma e banano, rialzate di 20/30 cm. Tipo palafitta per permettere all’acqua e al fango di scorrere sotto durante le piogge, non esistono bagni in “casa” né tantomeno fognature, niente energia elettrica né acqua corrente, la cucina è costituita da poche pentole sopra un fuoco di legna all’esterno delle capanne.

Nonostante tutto abbiamo riscontrato, con il passare dei giorni, una inaspettata tranquillità di vita e forme di serenità che da noi non sono nemmeno pensabili, il popolo Malgascio è meraviglioso, fiero di sé e che sa accontentarsi dei doni della natura che questa terra mette a disposizione di tutti, tenendo conto che i francesi non hanno lasciato praticamente niente dietro di loro dopo la fine della colonizzazione, né a livello di strutture tantomeno a livello di aiuti…

Arriviamo dunque al villaggio accolti dallo scontato cocktail di benvenuto e baci e abbracci degli animatori, vabbè era in preventivo…

  • 92651 Visualizzazioni
  • Stampa
  • Invia ad un amico

Commenti
  1. Nessun utente ha ancora commentato. Se sei un utente registrato puoi usare questo form per dire la tua!

Per scrivere su Turisti Per Caso devi prima registrarti!


Entra con il tuo account social