La Route 7: da Tana ad Anakao

Qualche considerazione di carattere generale sul tipo di viaggio e sul Madagascar. Il nostro viaggio è stato organizzato interamente fai-da-te, formula che noi prediligiamo grandemente perché ci da modo di iniziare il viaggio molto prima della partenza fisica, permette di ...

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  • di Matteo Ornella
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia

Abbiamo conosciuto il nostro autista E. grazie alle raccomandazioni di un blog su internet. E’ una persona veramente stupenda e lo raccomandiamo caldamente: puntuale, onesto, persino protettivo nei confronti di noi ignari turisti, ma per nulla invadente, oltre ad essere un bravo e prudente guidatore. Sta inoltre studiando l’italiano, e ci ha aiutati in molte piccole situazioni. Il nostro mezzo era un mini-van coreano piuttosto comodo e solido, certamente non nuovo, ma tenuto molto bene. Tutte le auto in Madagascar sono molto ben curati dai proprietari, che le lavano quotidianamente. Di fatto possedere un veicolo è un privilegio, e un costo non indifferente, dato che il carburante costa solo poco meno che in Italia (il diesel è circa a 0.9€/L). La strada principale che attraversa il paese, la RN7 è stata completamente asfaltata di recente, ed è in ottime condizioni. Può essere assimilata ad una delle nostre strade provinciali. Va tenuto presente, nella pianificazione del percorso, che la velocità media su strada asfaltata è di 55-60 Km/h. Non deve spaventare l’idea di passare tante ore in macchina: infatti ritengo che i momenti più significativi del nostro viaggio siano state le numerose soste lungo il tragitto per ammirare i meravigliosi scenari offertici dal Madagascar, ogni volta animati da situazioni che andavano creandosi attorno a noi con legioni di bambini, paesani, animali ecc. Noi abbiamo viaggiato in due. Durante il nostro tour abbiamo visto ogni sorta di turisti: dai giovani saccoapelisti, alle famiglie francesi con bambini, a comitive di anziani tedeschi, ai Rambo italiani, che amando le emozioni forti avevano deciso di percorrere il Madagascar in carovana di enduro e 4x4. Ritengo quindi che quasi chiunque possa andare in vacanza in Madagascar, anche se va detto che il viaggio può risultare non facile e faticoso, e se non si è adulti e in piene forze si rischia di perdersi le attrattive migliori del paese.

Per quanto riguarda i malgasci, sono un popolo veramente eterogeneo, diviso in varie tribù che occupano le diverse regioni dell’isola. Possiamo dire che mediamente si tratta di un popolo molto mite, riservato e di grande dignità, soprattutto per quanto riguarda la gente degli altipiani, mentre le tribù del sud sono forse più rozze e selvatiche. Si tratta comunque di persone generalmente molto oneste che con noi hanno sempre mantenuto le proprie promesse, e ricambiato la fiducia che si poneva in loro. C’è da dire che tra le qualità che li caratterizzano non spiccano certo l’iniziativa, la velocità d’azione, e l’igiene: impera infatti la filosofia del motto nazionale “mora mora”, ovvero “piano piano”... La lingua franca è (appunto) il francese per via della lunga colonizzazione; l’inglese è parlato pochissimo, mentre si incontrano diversi personaggi che masticano un po’ di italiano, fondamentale per guadagnarsi un posto nel sempre crescente mercato turistico. Tutti i menù, i cartelli, le istruzioni, tutto quello che può capitare di dover leggere insomma è in francese. Chi non parla francese si perderà una bella fetta di esperienza e di possibilità in Madagascar.

Qualche consiglio pratico: La corrente in Madagascar è a 220V e le prese sono bipolari, come quelle dei carica-batterie dei nostri telefonini, quindi non serve nessun tipo di adattatore. Il problema è che spesso negli alberghi la corrente è disponibile solo in date ore del giorno... Ci siamo portati dall’Italia una piccola scorta di scatolame, gallette, biscotti secchi e nutelline (la cosiddetta “razione K”). La cosa si è rivelata molto utile in quanto ci è capitato di non avere tempo o modo di mangiare altro (ad esempio nelle gite nei parchi, o nei trasferimenti di primissima mattina) Sugli altipiani nel mese di agosto il clima assomiglia al nostro clima di montagna: di giorno col sole si sta bene in maglietta, se fa brutto meglio il pile e la sera una giacca risulta utile. Occhio che gli alberghi non hanno il riscaldamento!! Andando verso sud si scalda un po la temperatura, ma la sera rinfresca comunque e anche ad Anakao si stava bene con il pile

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