Londra: bellissima

ESTATE 2004 – LONDRA Qualcuno avrà pure pensato: ma questi so’ pazzi. E sì, perché non è da tutti tornare a pochi mesi di distanza a visitare una città che hai già visto. Eppure, noi lo abbiamo fatto. A Londra ...

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  • di Mario Amitrano
    pubblicato il
  • Viaggiatori: in coppia
    Spesa: Da 500 a 1000 euro

ESTATE 2004 – LONDRA Qualcuno avrà pure pensato: ma questi so’ pazzi. E sì, perché non è da tutti tornare a pochi mesi di distanza a visitare una città che hai già visto. Eppure, noi lo abbiamo fatto. A Londra eravamo già stati per festeggiare il 2° anniversario di nozze, dal 2 al 6 ottobre 2003, ma i pochi giorni a disposizione non ci permisero di vedere tutto quello che avremmo voluto. Dunque, affidandoci alla solita agenzia di viaggi, che come al solito ci ha fatto aspettare fino all’ultimo per avere i biglietti, rieccoci nella capitale inglese. Stavolta siamo anche muniti di telecamera. Alla fine del viaggio, ci ritroveremo sul groppone un filmato di 4 ore.

Venerdì 13 agosto 2004 All’aeroporto ci accompagna mio fratello. L’aereo, della compagnia di bandiera British Airways, dovrebbe partire alle 12.25, ma decolla alle 13. E’ un volo molto tranquillo e rilassante. Nessuno scossone, nessuna paura. A bordo, tanta gente. In un battibaleno, eccoci sulle Alpi, poi in Francia, infine sulla Manica. Atterriamo a Londra alle 14.30. In Italia sono le 15.30. Appena il tempo di ritirare i bagagli, ed ecco il primo (sarà anche l’ultimo) intoppo: ci accorgiamo che alla biglietteria di Capodichino hanno trattenuto, per errore, anche il biglietto di ritorno. Panico e agitazione. Chiamiamo l’agenzia di viaggi. Il titolare ci rassicura. Chiama il tuor operator, il quale ci contatta per dirci che avrebbe mandato (e difatti così sarà) un fax in hotel con i dati necessari per il biglietto di ritorno. Ci riprendiamo e, con il treno Gatwick Express, raggiungiamo in meno di mezz’ora la stazione, centralissima, di Victoria Station.L’impatto è stupendo. Ecco, subito, gli autobus rossi a due piani, i taxi neri, gli inglesi. A piedi raggiungiamo il Best Western Corona Hotel. E’ lo stesso albergo dello scorso anno. Lo conosciamo bene e bene ci siamo trovati. E’ per questo che ci siamo ritornati. Una breve sosta, una doccia e via, siamo pronti. Raggiungiamo subito Covent Garden.E’ una zona molto caratteristica, con negozi e ristorantini di tutti i tipi. Situati in un grosso capannone al coperto, visitiamo un negozio di sapone. Tutti i tipi e tutte le forme di sapone. Poi siamo al negozio di the. Anche qui, the in tutte le salse. Lo fanno anche assaggiare. Proviamo quello al melone, al gusto tropicale e anche quello caldo, tipico dell’inverno. Un po’ di shopping in un piccolo supermercato, e ci ritroviamo a Piccadilly Circus. Bellissima, una delle piazze più importanti e frequentate della città. Caratteristici i suoi cartelloni pubblicitari luminosi, è brulicante di turisti. Brevemente, passiamo nel quartiere di Chinatown (quello cinese) e Soho (quello a luci rosse). Mangiamo nei giardini di Leicester Square, vicino Piccadilly.E’ un posto bellissimo, pieno di teatri, ristoranti, pub, ritrattisti, ballerini improvvisati e chi più ne ha più ne metta. Tra l’altro, c’è pure un numero enorme di negozi dove acquistare souvenir. Il nostro preferito è Crest of London: in pratica, non passerà giorno senza una visita al suo interno. Un giro a Regent Street, ricca di negozi, e all’inizio della famosa Carnaby Street (che però troviamo deserta, vista l’ora tarda), prima di andare in bus a vedere il Big Ben, vicino all’abbazia di Westminster, la chiesa dove sono sepolti re e regine. Alla mezza, infine, il ritorno in hotel. Sabato 14 agosto 2004 E’ una giornata che stancherebbe anche un cavallo. Colazione con latte, cornetti, burro, marmellata e (solo io, e solo oggi) prosciutto e formaggio, tanto per tenerci su, e via. Bus, metropolitana e piedi: dalle 9.30 alle 19 siamo sempre in giro. Prima andiamo a Trafalgar Square, la piazza in cui c’è la statua dell’Ammiraglio Nelson, a ricordo di una celebre battaglia vinta dall’esercito inglese su quello francese. Altissima e imponente, la statua domina un paio di enormi fontane e un grosso maxischermo sul quale scorrono le immagini delle Olimpiadi di Atene. Alle spalle, ecco la National Gallery: la visitiamo, ricca com’è di dipinti importantissimi, anche di pittori italiani. Raggiungiamo poi il bellissimo British Museum: enorme, ricco di opere d’arte, tra cui la mitica Stele di Rosetta, la pietra con tre diverse scritture che ha consentito di decifrare i geroglifici degli antichi egizi. Si rischia di perdersi, nel Museo. E’ enorme anche la Biblioteca, così come l’area riservata all’antica Grecia. Per il pranzo, siamo da KFC in Leicester Square (tutto a base di pollo). Rispetto allo scorso anno, KFC mi delude un pochino. Strano, dal momento che lo ricordavo con enorme piacere come una delle cose che più mi avevano colpito la volta precedente. Subito dopo, eccoci da Harrod’s, i Grandi Magazzini più famosi del mondo.Enorme, gigantesco, immenso: tutti i vocaboli altisonanti sono poca cosa per descrivere il posto, tra l’altro anche bellissimo.Un settore è dedicato all’amore tra la Principessa Diana e Dodi Al Fayed: una fontana con due loro gigantografie ne conserva il ricordo. In esposizione, anche il bicchiere in cui aveva bevuto Diana prima di morire e l’anello di brillanti che le aveva regalato Al Fayed in occasione della cena all’hotel Ritz di Parigi. Mentre giriamo tra i ricchissimi stand, che propongono solo merce costosissima, vediamo proprio lui, Al Fayed padre. Lo chiamo, si gira e si ferma. Scortato da quattro guardie del corpo, sta visionando la sua immensa proprietà. Su mia insistenza, acconsente a farsi riprendere con la telecamera assieme a Valeria. Ad un tratto, le chiede (parla in italiano perché gli ho detto da dove veniamo) se io, come marito, sono “buono”. Lei risponde di sì, mentre lui, scherzosamente dubbioso, le mette in mano qualcosa. Io penso subito a un brillante, Valeria pensa a un cioccolatino. Il simpaticone, invece, ha lasciato due pasticche di Viagra... Il giro prosegue. Molto bello il settore dedicato al Natale. In pieno agosto, è ancora più affascinante, con migliaia di luci, palline e decorazioni. Nel reparto giocattoli un modello elettrico di Ferrari costa circa 120 milioni. Usciamo dall’immenso centro commerciale e, passando per Hyde Park, l’enorme parco ricco di verde, raggiungiamo l’hotel per riposarci. Usciamo alle 21.30, destinazione Leicester, Piccadilly, Chinatown. Per cena pizzette e Mc Donald’s. In giro c’è gente stranissima, vestita da diavoli o poliziotti. Vanno nei tipici pub della zona. In bus, il mitico 24, una delle linee più turistiche, torniamo in hotel all’una meno un quarto

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