Vigevano e la Lomellina

Una terra fatta di storia, arte, cultura contadina e soprattutto di indimenticabili sapori

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  • di Pixina
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Fino a 500 euro
 

Mi ritrovo a Vigevano per "i casi della vita" e scopro una terra fatta di castelli, abbazie, cascine, canali e risaie, dove la tradizione contadina si intreccia con gli sfarzi delle residenze dei Visconti e degli Sforza. Buon vino, ottima birra, risotti favolosi e il mitico salame d’oca. Ma andiamo per ordine.

Il mio percorso alla scoperta della Lomellina parte appunto da Vigevano, la principale cittadina di questa terra. A onor del vero come località di per sé non avrebbe particolare fascino, nonostante la sua importanza a livello mondiale nel campo della calzatura, di cui è stata per anni capitale indiscussa. Può però vantare una delle più belle piazze d’Italia, perla del Rinascimento italiano, davvero meravigliosa, lastricata di pietre di fiume (credo il Ticino, data la vicinanza), con i suoi portici, i suoi palazzi dalle facciate affrescate, dominata dal Castello Sforzesco di origine medievale - in posizione rialzata rispetto alla piazza - e dalla Torre del Bramante. Un vero spettacolare gioiello.

Mi ritrovo a percorrere i portici della splendida Piazza Ducale voluta da Ludovico il “Moro” e a curiosare le varie prospettive che si scorgono tra una colonna e l’altra. Mi ritrovo a camminare col naso all’insù per ammirare i bei palazzi che le fanno da cornice. Mi ritrovo a percorrere il livello superiore della Cavallerizza, una galleria ottocentesca che porta dalla città direttamente al vasto cortile del castello, un tempo utilizzata come maneggio. Mi ritrovo a girare su me stessa per cogliere lo splendore del complesso fortificato, uno dei più grandi d’Europa, iniziato da Luchino Visconti e terminato da Ludovico Sforza, detto il “Moro”. Il maschio medievale, la falconiera, le scuderie con il loro favoloso colonnato, la Torre quattrocentesca. Sotto la Torre, una scalinata riporta alla piazza, vero cuore della cittadina. Uscendo dal cortile del castello dal lato opposto alla Torre, sulla sinistra mi ritrovo ad ammirare la splendida chiesa di San Pietro Martire.

Attraverso enormi risaie, ci accingiamo a scoprire la Lomellina. E’ periodo di raccolta quindi alcune risaie sono già state mietute, altre invece sono meravigliose distese dorate. Il riso è una pianta che mi affascina da subito, con le sue sottili e fragili pannocchie che sembrano cascate di grani d’oro. Eh sì, quella del riso si chiama pannocchia e non spiga, come erroneamente l’avrei chiamata io.

La nostra prima tappa è l’Abbazia di Sant’Albino nei pressi di Mortara. Purtroppo la troviamo chiusa ma notiamo subito il cartello sul viottolo che costeggiando una risaia e un canale pieno di ranocchie porta alla chiesetta, su cui è indicato che ci troviamo sulla famosa Via Francigena, antico percorso spirituale recentemente riscoperto. Mortara è famosa per il suo delizioso salame d’oca, fiore all’occhiello di questa cittadina: in questi giorni c’è proprio la festa di questo salume tipico e noi ne approfitteremo per assaggiare la piacevole delicatezza dell’ennesimo prodotto d’eccellenza italiano. E ne sono davvero felice perché per me è una cosa nuova, che non conoscevo e mi piace molto!

Ci dirigiamo quindi verso una località che si chiama Castello d’Agogna, dove ci fermiamo fugacemente a curiosare il Castello Isimbardi. Ha l’aria di un antico cascinale, col suo cortile interno ora abitato. Non ci fermiamo ad ammirare i suoi splendidi affreschi interni perché il tempo a nostra disposizione non ce lo consente e proseguiamo quindi il nostro percorso verso Breme, famosa anch’essa per un altro prodotto della nostra terra che pare abbia dell’incredibile per la sua dolcezza e la sua bontà: la cipolla di Breme. Ma noi non siamo qua per questo, bensì per scoprire i complessi religiosi della parrocchiale di Santa Maria Assunta prima - con il suo bellissimo battistero romanico – e dell’abbazia benedettina di San Pietro dopo. L’abbazia è ora sede del municipio di Breme. Noi visitiamo la cucina benedettina e la minuscola ma graziosissima cripta medievale

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