Maraton...ando per Lisbona

Una città ricca di fascino, economica e dove si mangia anche molto bene! Per me è stata una piacevole sorpresa e spero di ritornarci!

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  • di maratona22
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Martedì 02 Luglio 2019 - Totale a piedi 8,9 km

Atterrati all'aeroporto di Lisbona, abbiamo preso un taxi per arrivare all'appartamento prenotato: Rua de o’ Seculo 9 in pieno centro e vicino al Bairro Alto : un quartiere bohemien dove una clientela multietnica affolla i bar trendy caratteristici, mentre il suono evocativo della musica Fado proviene dai ristoranti tradizionali. Dopo aver depositato i bagagli ed esserci rinfrescati, essendo arrivata l’ora del pranzo, ci siamo recati in un vicinissimo ristorante: Principe Calhariz. Abbiamo pranzato con per ognuno un menù diverso: Frango (Pollo), Porco, Bacalhau. Discreto. Usciti dal ristorante, ci siamo diretti verso il centro e, ad un incrocio sulla destra, era arrivato l'Elevador da Bica: una funicolare che sale da Rua de São Paulo, attraversando il quartiere di Santa Catarina. Abbiamo continuato a camminare su rua de Loreto e, attraversata la Praça Luis de Camos, siamo giunti al Chiado dove si affaccia il locale “A Brasileira” ("la brasiliana"), uno dei più antichi e famosi caffè di Lisbona. Questo è sempre stato meta di intellettuali, incluso il poeta Fernando Pessoa Per questo una statua in bronzo di Pessoa è stata posata all'esterno del caffè nel 1988: il poeta siede ad uno dei tipici tavoli esagonali del locale. Ci siamo quindi diretti verso Praça de Don Pedro IV, meglio conosciuta come Piazza del Rossio o semplicemente Rossio, centro nevralgico di Lisbona e, da lì, abbiamo imboccato la rua Augusta con la sua pavimentazione tipica in cui cubi di pietra bianca e nera si alternano chiamata Calçada Portuguesa. Passato sotto l’Arco di Trionfo siamo arrivati a Praça Do Commercio, considerata la la zona più importante di Lisbona. Al centro della piazza si trova la Statua equestre di Giuseppe, il Re portoghese che governava Lisbona durante il terremoto del 1755. Ritornando sulla piazza, siamo andati a visitare il Museu da Cerveja, al cui ingresso vi è un gabbiotto di vetro che ospita una cuoca, la quale in bella vista prepara i deliziosi pasteis de bacalhau, raccogliendo l'impasto di baccalà, patate e prezzemolo tra due cucchiai, riempiendolodi una cucchiaiata di formaggio e preparando queste crocchette, grandi come delle grosse uova, che poi saranno fritte. Una vera delizia. Tornati al Rossio, in una via laterale abbiamo visto una bottega che vendeva solo.. indovinate cosa! Baccala! Secondo le stime, ogni portoghese mangia circa venticinque chili di baccalà all’anno. Una storia che nasce sin dal XVI secolo, epoca delle grandi navigazioni e che ha portato per tradizione a rintracciare 366 ricette a base di baccalà (o bacalhau, in portoghese), una per ogni giorno dell’anno, compresi quelli bisestili. Abbiamo quindi intrapreso a salire su una lunga scalinata: Rua Calçada do Duque. Arrivati a Largo Trindade Coelho, abbiamo svoltato a destra su Rua São Pedro de Alcântara intenzionati a raggiungere il relativo Miradouro. Rifacendo la strada fatta a ritroso abbiamo raggiunto Largo do Carmo. Siamo giunti quindi di fronte alla chiesa del Carmo, la quale, insieme al suo convento, fu distrutta dal terremoto del 1° Novembre 1755. Rimase in piedi solo la facciata. Non è stata ristrutturata per ricordare quella immane tragedia. Tramite una passerella di 25 m. presa da Largo do Carmo siamo arrivati alla parte superiore dell’Elevador de Santa Justa da cui si gode un ottimo panorama. L'Elevador de Santa Justa trasporta fino a 29 passeggeri in ognuna delle due cabine per i 45 metri di salita. Fatta la discesa, siamo ritornati a casa. Leggermente stanchi! Dopo esserci riposati, siamo ripartiti da casa per andare a cena alla Casa do Alentejo, sita al n° 58 di Rua das Portas de Santo Antão. La Casa do Alentejo fu conosciuta anche da Marcello Mastroianni. dato che fu la location del film “Sostiene Pereira”. L’Alentejo è una delle regioni del Portogallo, significa “dietro il fiume Tejo”. Varcata la soglia, una scalinata porta nel patio interno che ricorda un riad marocchino. Salita la doppia scalinata adornata da magnifici azulejos di stile neo-arabo si accede al piano superiore. Lì si trova la sala ristorante con scene di vita campestre e con un ampio camino in fondo che la fa da padrone

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