Cartoline da Lipsia

La propensione per le arti, un forte senso di cultura e il suo essere un po’ defilata rispetto a ben più noti centri della Germania, ne fanno una vera attrazione per chi cerca destinazioni non scontate

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  • di fedina
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Fino a 500 euro
 

“Il viaggiatore è una fonte continua di perplessità. Il suo posto è dappertutto e da nessuna parte. Vive d’istanti rubati, di riflessioni, di minute presenze.” Nicolas Bouvier

Durante il nostro ultimo viaggio estivo in Germania, decidiamo di dedicare almeno un un giorno a Lipsia (Leipzig), una bella città, un tempo appartenente alla Germania est. Da tempo desideravo visitarla e la sua relativa vicinanza a Berlino, dove ci trovavamo, ha creato l’occasione giusta.

Lipsia è una città della Sassonia, seconda per importanza alla splendida Dresda, con cui è davvero difficile reggere il paragone. Ma, sebbene sorellina minore, Lipsia, vale sicuramente una visita: la propensione per le arti, un forte senso di cultura ed il suo essere un po’ defilata rispetto a ben più noti centri della Germania, ne fanno una vera attrazione per chi cerca destinazioni non scontate.

Il 15 Agosto, giornata che nella capitale tedesca e nella regione della Sassonia non è festiva, lasciamo l’albergo di Berlino alle 6.30 e raggiungiamo la Stazione centrale dove ci attende il treno prenotato per Lipsia. Per una volta tradiamo le efficienti quanto costosissime Deutsche Bahn (DB) per scegliere il treno Interconnex che offre prezzi più vantaggiosi. I biglietti di questa compagnia non sono acquistabili in biglietteria ma bensì on line o direttamente sul treno ad un costo maggiorato rispetto a quello del sito internet (14 € on line comprandolo qualche giorno prima, contro i 23 € dell’acquisto diretto sul treno). L’arrivo è previsto dopo circa due ore, non alla stazione centrale ma alla stazione Messe: un comodo autobus, compreso nel prezzo del biglietto effettua il collegamento con la stazione principale.

Fin da subito, Lipsia si rivela essere il gioiellino architettonico di cui avevo letto: recenti ristrutturazioni peraltro ancora in corso, l’hanno riportata agli antichi fasti. Il suo centro storico raccolto e delizioso, si visita tranquillamente a piedi, ascoltando la musica classica diffusa gratuitamente un po’ dovunque.

Non a caso Lipsia è la città della musica: qui è nato Wagner, come ricorda la statua a lui dedicata lungo il laghetto urbano, ed anche Bach, pur non essendo nativo di Lipsia, ha trascorso qui molti anni.

Lipsia è anche la città dei libri, per l’importante fiera che qui si tiene ogni anno e per la facoltà universitaria di grafica e arte libraia. E poi molta vita giovane, come del resto in tutte le città universitarie: ci sono intere viuzze del centro occupate dai tavoli dei vari locali sempre affollatissimi. Insomma una città frizzante, gaudente e musicofila.

Il giorno del nostro arrivo è caldo e assistiamo divertiti alle scene di bambini di due/tre anni che fanno il bagno in mutande nelle fontane del centro.

Lipsia è stata definita da Goethe “la piccola Parigi” per la sua apertura culturale che ne ha condizionato la storia, per l’atmosfera bohemienne e forse anche per le locali bellezze femminili. Volendo passare ad argomenti un po’ più futili, la definizione di “piccola Parigi” talvolta ancora utilizzata non vale per quanto attiene ai correnti canoni della moda. Ho cercato, mentre il mio compagno riposava in camera, di fare un giro per i negozi delle vie del centro, ebbene anche le più note catene europee hanno collezioni diverse (nel senso di più brutte), tarate e pensate sul gusto locale e lo scrivo con l’umiltà di chi viaggia conciata come una disperata. Il vostro portafogli ed anche i mariti ringrazieranno, perchè qui è davvero difficile spendere in accessori e abbigliamento. Ma del resto, il mondo è bello perché è vario

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