Trekking alle Cinque Terre: l'Alta Via

Finalmente arriva questa tanto attesa partenza per questa nostra piccola gita nel parco nazionale delle Cinque Terre (www.aptcinquetere.sp.it www.parconazionale5terre.it). Così, eccoci tutte e tre (io, e due mie amiche) un sabato mattina alla stazione pronte per prendere il treno che ...

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  • di anna_mrcs
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: fino a 6
    Spesa: Fino a 500 euro
 

Finalmente arriva questa tanto attesa partenza per questa nostra piccola gita nel parco nazionale delle Cinque Terre (www.Aptcinquetere.Sp.It www.Parconazionale5terre.It). Così, eccoci tutte e tre (io, e due mie amiche) un sabato mattina alla stazione pronte per prendere il treno che ci porterà a Torino, da dove poi prenderemo un’interregionale che senza cambi ci porterà direttamente a Monterosso. Arriviamo alla stazione di Monterosso con un’oretta di ritardo, lungo il tragitto abbiamo fatto le solite soste, che ben conosciamo, offerte da Trenitalia per consentire ai passeggeri di ammirare con tutta calma il panorama lungo il percorso. Il tempo è bello anche se leggermente velato, la temperatura è da estate e noi siamo ben abbigliate da fine inverno. Subito andiamo ad informarci presso gli uffici del turismo in stazione sull’eventuale necessità di pagare o meno il biglietto per percorrere i sentieri alti. Non siamo infatti venute per percorrere il famoso sentiero lungo la costa, ma bensì alcuni tratti dell’Alta Via. L’Alta Via è il sentiero numero 1 che collega Levanto a Porto Venere per un totale di 36 km ma che può essere anche percorso in diverse tratte, come infatti, faremo noi. L’addetta allo sportello ci informa che il biglietto (pari a 5,40 € per un giorno) è dovuto solo nel caso che si percorra il Sentiero Azzurro (la via che costeggia il mare), e ci indica il punto di partenza del sentiero da noi prescelto. Oggi percorreremo un sentiero ad anello partendo ed arrivando a Monterosso, saliremo al santuario della Madonna di Sovine, raggiungeremo poi, passando per il colle di Gritta, punta del Mesco, una zona molto panoramica per riscendere poi a Monterosso. Sono circa 10 km di percorso per un tempo di percorrenza di circa 4 ore.

Così dopo esserci tolte un po’ di strati ed aver così appesantito i nostri zaini ci avviamo per il paese alla ricerca del nostro sentiero. Lasciata la stazione alle nostre spalle ci spostiamo verso il centro del paese, oltrepassiamo il tunnel pedonale e prendiamo la strada che sale verso l’interno. Il sentiero inizia, con una scalinata in pietra, nei pressi della rotonda posta in cima a questa strada. Imbocchiamo così il sentiero numero 9 che ci porterà, dopo un dislivello di circa 460 metri al santuario della Madonna di Sovine, raggiungibile anche in automobile dalla strada asfaltata che percorre il parco delle Cinque Terre. Come detto il sentiero inizia immediatamente a salire con una ripida scalinata, Si procedere dapprima immersi nella tipica macchia mediterranea (erica, ginestra, rosmarino) che man mano che si sale lascia spazio al bosco (ulivi, castagni, pini marittimi). Il sentiero alterna tratti di ripida salita a tratti un cui sale dolcemente per raggiungere così dopo un’oretta di cammino, il santuario della Madonna di Sovine da cui si può godere di una bella vista sul Golfo di Monterosso. Il sentiero si trova a 465 metri d’altezza, stando alla cartina sembrerebbe il punto più alto toccato dal nostro giro.

E’ mezzogiorno per cui decidiamo di fermarci per pranzare, approfittando anche del fatto che sul piazzale del santuario c’è una fontana. L’unica che incontreremo in questo giro. C’è anche un bar e un ristorante ma, per fortuna, c’è pochissima gente: il silenzio e la pace è tanta.

A questo punto imbocchiamo il sentiero numero 1, l’Alta Via, segnalato dalle tacche rosse e bianche tipiche dei sentieri di montagna, che fino al colle di Gritta è in discesa e coincide esattamente con la strada asfaltata. Nonostante non transitino molte macchine non è affatto divertente procedere sull’asfalto. Velocemente raggiungiamo, quindi, il colle di Gritta (330 m.) dove troviamo un altro ristorante. A questo punto il sentiero procede di nuovo nel bosco salendo. Praticamente recuperiamo parte della quota persa scendendo al colle dal santuario. Per un tratto, è possibile vedere (dove la vegetazione non è tanto fitta) il golfo e la zona di Levanto, oltrepassiamo quindi il monte Rossigni e giungiamo in prossimità del colle del Bagari, ultimo punto da cui si vede il golfo di Levanto. Arrivati sul colle, procediamo, sempre sul sentiero numero 1, passiamo sotto la vetta del monte Vè e dopo un tratto molto panoramico arriviamo fino all’incrocio del sentiero 1 con il sentiero 10. Questo è forse il tratto del sentiero più bello. Si cammina in falso piano e si gode di una bella vista sul golfo di Monterosso e di tutte quante le Cinque Terre. Come detto lasciamo il sentiero 1 che prosegue in direzione di Levanto e prendiamo il sentiero 10 e in niente giungiamo presso la Sella di San Antonio (314 m) dove ci sono i ruderi della chiesa di Sant’Antonio Abate. Si tratta di punto molto panoramico e affollato per via della presenza di una scolaresca. Veramente questo è l’unico tratto in cui abbiamo incontrato delle persone, per tutto il resto della giornata abbiamo goduto di questi sentieri in perfetta solitudine. Non abbiamo incrociato una sola persona e dire che sul treno e alla stazione c’era moltissima gente, taluni anche attrezzati da veri e propri trekker. Ma.. Chissà dove saranno andati!!! Infine, scendiamo, imboccando il sentiero 10 che da Punta del Mesco ci riporta a Monterosso. Anche questo sentiero in quanto a ripidezza si difende bene, ci sono anche dei gradini in pietra progettati per Sansone tanto sono alti

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