Lecco... una perla sul Lago di Como!

La tranquillità del Lago e la gentilezza delle persone

  • di _saretta_
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Fino a 500 euro
 

Sul ramo orientale del lago di Como c'è una città famosa per essere ambientazione e ispirazione per i Promessi Sposi e che è uno scrigno di bellezze neoclassiche e natura.

Visitare Lecco significa immergersi in una città calma e rilassata (conta poco meno di 115.000 abitanti). Alessandro Manzoni diceva di lei: "un paese che chiamerei uno dei più belli al mondo". Ed in effetti Lecco è proprio bella, anche se è decisamente poco turistica e forse un pò sottostimata.

Primo giorno, 26 aprile

Arrivati con il treno alla Stazione di Milano Centrale, abbiamo preso il treno regionale che in un’oretta ci ha portato a Lecco. La stazione di Lecco si trova a circa 10 minuti dal nostro B&B. Posiamo le valige al B&B e decidiamo, visto il brutto tempo, di incamminarci verso Villa Manzoni.

Villa Manzoni è appartenuta alla famiglia Manzoni dal 1615 fino al 1818, quando lo stesso Alessandro Manzoni la vendette alla famiglia Scola. Per Alessandro Manzoni la villa è stata la casa dove ha trascorso la sua infanzia e giovinezza, prima di andare a Parigi dalla madre Giulia Beccaria. Proprio da queste stanze poteva ammirare la splendida cornice delle montagne lecchesi e godere del dolce fluire delle acque del fiume Adda e del lago di Como: un territorio che ha ispirato lo scrittore diventando scenario di una delle storie d’amore più conosciuta al mondo, raccontata nei Promessi Sposi. La villa è costruita attorno a un cortile porticato, presenta una struttura tipicamente neoclassica, con una facciata scandita da modanature in arenaria. Sul lato destra si trova un parco, molto più piccolo dell’originale. Infatti la villa ai tempi era collocata all’interno di una tenuta agricola coltivata a vite e gelsi per l’allevamento dei bachi da seta, importante attività del lecchese a quei tempi.

Purtroppo la maggior parte delle stanze del museo di Villa Manzoni sono chiuse per restauro, pertanto ne visitiamo solamente due. Dal cortile, poi, accediamo alla Cappella dell’Assunta, dove è sepolto il padre dello scrittore, Pietro Manzoni. Sull’altare primeggia la pala rappresentante Maria Assunta, opera di Carlo Preda (Milano 1654-1729). Sul lato sinistro della Cappella una porta introduce alla sagrestia, dove un armadio settecentesco conserva ancora paramenti liturgici del XVIII e XIX secolo. Se si alzano gli occhi a destra si vede una finestra a semicerchio che consentiva di assistere alle liturgie direttamente dalla villa. Al secondo piano della Villa trova la Galleria Comunale d’Arte, che conserva una selezione di opere facenti parte delle collezioni artistiche dei Musei Civici con quattrocento dipinti e duemila incisioni. Questa parte merita sicuramente una visita, poiché i dipinti presenti sono veramente belli.

Se il tempo è butto e cercate un posto al chiuso dove trascorrere qualche ora, davanti Villa Manzoni si trova il Centro Commerciale La Meridiana, in cui sono presenti molti negozi. Dopo pranzo ci incamminiamo verso il centro e il lungo lago di Lecco. Attraversiamo Piazza XX Settembre e arriviamo alla Basilica di San Nicolò con il suo campanile, uno dei simboli della città di Lecco. Con i suoi 96 metri di altezza ed una forma che lo fa sembrare un matitone è la seconda torre campanaria più alta d’Italia ed una delle principali in tutta Europa: è alto quanto il più famoso Big Ben di Londra. Le sue radici ci raccontano anche la storia del borgo fortificato lecchese, infatti il campanile si erge sul torrione circolare costruito nel Quattrocento per potenziare il sistema difensivo del borgo e si innesta lungo il perimetro della vecchia cinta muraria, di cui oggi resta visibile il tratto sottostante il campanile (visibile dal parcheggio) e il vallo delle mura. Il campanile non è coevo all'edificazione della basilica, infatti l’originaria torre campanaria risalente al Quattrocento si trovava sul lato destro della chiesa, di cui è attualmente visibile la loggia del Seicento da Via San Nicolò e Via Mascari. Il vecchio campanile si trovava sul perimetro della cappella di Sant’Antonio abate, ora del Battistero. Con l’ampliamento della Basilica (dal 1811 al 1862), su progetto dell’architetto locale Giuseppe Bovara, verso la fine dell’Ottocento si avvia anche il cantiere per costruire il nuovo campanile. Le cinque vecchie campane della torre campanaria vennero rifuse dalla ditta Pruneri di Grosio per crearne nove di concerto in la maggiore, ognuna con il proprio nome: Santissima Trinità, Gesù Redentore, Immacolata, San Giuseppe, Santi Nicolò e Stefano, Santi Ambrogio e Carlo, Santi Antonio da Padova, Francesco d’Assisi, la più piccola dedicata ai giovani Santi Luigi e Agnese

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