Viaggio di nozze on the road: California, Nevada, Utah, Arizona da scoprire!

Breve diario di un viaggio di nozze tanto sognato: consigli e aneddoti di tre settimane tra le principali città della West coast e le sue meraviglie naturali.

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  • di Chiaritrace
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 2000 a 3000 euro

Viaggio di nozze on the road: California, Nevada, Utah, Arizona da scoprire!

4 settembre 2019: partenza!

Itinerario: Roma - San Francisco

Finalmente il gran giorno è arrivato! Felicissimi di poter iniziare questa nuova avventura insieme, partiamo alla volta del viaggio tanto studiato e sognato negli ultimi mesi.

Con noi abbiamo solo due zaini per viaggiare comodi e leggeri, tenendo conto soprattutto degli spostamenti in macchina, avendo scelto di dormire sempre in posti nuovi. Siamo partiti così leggeri che la sottoscritta ha lasciato anche il cellulare a casa. Una disattenzione della quale sarò felice durante il nostro viaggio.

Il volo Alitalia è andato benissimo e dopo un rapidissimo scalo a Los Angeles (fortuna che non avevamo i trolley, occorre re-imbarcare tutto!), arriviamo a San Francisco.

In attesa di andare a ritirare le chiavi di casa dove avremmo dormito la notte, abbiamo iniziato a vagabondare per le vie del centro, e per ripararci dal freddo siamo finiti in un localino a Chinatown. Qui abbiamo iniziato a prendere confidenza con la mancia: ci hanno chiesto se volessimo lasciare il 10, il 18 o il 25%, anche trovandoci in un fast food in cui eravamo noi a doverci servire a tavolo.

Verso le 21.00 ci siamo spostati a Presidio, poiché per il pernottamento della prima sera abbiamo scelto di fare uno scambio di casa con Jeanne Marie, ed è così che siamo finiti in una deliziosa casetta vicino al Presidio di San Francisco, una zona poco centrale ma molto carina.

Per lo scambio di casa abbiamo utilizzato il sito home exchange, e per una somma di 30 euro di assicurazione e uno scambio di qualche centinaia di guestpoints (gratutiti), abbiamo soggiornato presso la nostra casina californiana.

La cosa più interessante è stata notare le differenze con i nostri palazzi: quando siamo entrati nell’androne, pareva di stare in un’unica casa su più piani. Per terra c’era una moquette rosso mattone, le porte tutte bianche sembravano servire per accedere alle stanze, tanto erano minute, e la serratura praticamente inesistente. I muri erano in cartongesso, sottilissimi.

All’interno della cosa più bella era il salottino, super accogliente e pieno di oggetti interessanti provenienti da varie parti del mondo. Una bellissima bay window (finestra a bovindo) completava il l’idilliaco quadretto.

Ma di tutte queste cose, ci saremmo resi conto solo la mattina dopo…ci siamo buttati a dormire stremati dal viaggio a 24 ore dalla partenza.

5- 6 settembre 2019: San Francisco here we are!

San Francisco

I primi due giorni sul suolo americano sono trascorsi rapidamente, tra corse in tram, passeggiate lungo i Pier, una quasi rapina in metro e skyline da brividi.

Abbiamo scelto di non partire subito per il giro dei parchi per attutire gli effetti del jet leg e ambientarci nel nuovo continente. Scelta molto saggia perché la sera alle 19 eravamo cotti di sonno, neanche fossero le 4 del mattino!

In effetti la mia prima sveglia è stata alle 3.30, ma abbiamo aspettato un altro paio di ore per uscire di casa e fare una breakfast fiesta in un bellissimo e poco turistico localino retrò. Dopo un french toast, bacon eggs, cipolle a volontà, vanilla latte (che non è aromatizzato alla vaniglia), ci siamo recati verso la fermata del bus che ci avrebbe portato in centro…senza lo zaino della macchinetta fotografica! Tornati indietro lo zaino era ancora lì, mentre il bus era già passato e abbiamo ritardato il nostro giro in centro. Poco male.

Abbiamo girato per Union Square, passando per Chinatown e North Beach, fino a raggiungere la famosa Coit Tower a Telegraph Hill, da cui si gode di una bellissima vista di San Francisco a 360 gradi. A distanza di tempo ricordo ancora l’emozione del timbro di ingresso raffigurante l’orso della bandiera della California: era diventato tutto reale!

Dalla Coit Tower siamo scesi verso i Pier e qui finalmente mi sono sentita in California: sole, mare, vento caldo e tanta gente in infradito (e felpetta caratteristica).

Per pranzo ci dedichiamo un’ottima clam chowder, una zuppa di pesce servita in un paninone scavato (ok, lo ammetto, tra noi non è nata proprio una passione) e dopo un centinaio di foto circa sul Pier 39 e altrettanti improperi di mio marito, continuiamo a camminare lungo la costa

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