Laos, ultima meta

Ultimo viaggio in Indocina, dopo aver visitato gli altri Paesi ed esserne rimasti incantati... anche il Laos ci ha accolto con i suoi bei panorami e la gente sorridente anche se povera

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  • di fiore456
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 3
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro

Per cena ci portano – sorpresa - al ristorante L'Elephant, che ha cucina francese! Delizia!

Poi a nanna perché siamo belli cotti.

Venerdì 6 febbraio

Stamattina ci svegliamo all'alba per assistere al Tak Bat, ovvero la questua dei monaci, rito antichissimo che vede centinaia di monaci in fila che ricevono cibo dai fedeli. E' una bella cerimonia, anche se non vi ritroviamo il patos che avevamo avuto in Birmania. La guida mi dice che tra pochi giorni ci sarà la festa dei bonzi e che a Luang Prabang ce ne sono più di duemila.

Dopo torniamo in hotel per la colazione e poi partiamo per Ban Phong Van dove visitiamo una tipica fattoria che produce riso biologico e poi il villaggio di Na Quang, della minoranza Hmong, dopo di che proseguiamo per le cascate di Kuang Si, spettacolari davvero, in quanto l'acqua cade sopra numerose stratificazioni calcaree che spesso hanno forma circolare e formano delle piscine naturali molto belle. Peccato che non sia affatto caldo e non si possa fare il bagno, anche se alcuni ragazzi lo fanno. E' comunque una bellissima esperienza, il luogo è incantevole, vi è anche un'area protetta per gli orsi, ce ne sono quattro e a vederli da lontano sono pure belli.

Abbiamo il pranzo pic nic in riva alla cascate, ed è una vera delizia godere di questo bel posto.

Torniamo abbastanza presto per cui ci facciamo lasciare in centro invece che in albergo e visitiamo Luang Prabang che io non avevo ancora visto. E' una città molto bella, a misura d'uomo, dichiarata dall'Unesco patrimonio dell'umanità grazie alla suggestiva combinazione tra le bellezze naturali, il fascino degli antichi templi e palazzi e la ben curata architettura coloniale.

La città si trova in una pianura circondata da montagne a circa 300 metri s.l.m.

Nel 1707 dopo anni di lotte fra varie fazioni nobiliari il regno di Lan Xang si frazionò e Luang Prabang divenne la capitale della parte settentrionale che dovette sottostare a vari invasioni. Nel 1893 la Francia tolse il controllo dei regni ai siamesi e riunificò il Laos inserendolo nella colonia dell'Indocina Francese. Il governo della provincia di Luang Prabang fu affidato al locale sovrano e quando il Laos conquistò l'indipendenza il re divenne capo di stato del neonato Regno del Laos. La residenza del re rimase a Luang Prabang anche se la capitale ormai era diventata Vientiane, e ciò fino al 1975 anno in cui il regno fu rovesciato dai comunisti del Pathet Lao.

Visitiamo dei posti veramente suggestivi e attraversiamo anche il ponte di bambù che è una vera attrazione e che viene ricostruito ogni anno dopo la stagione delle piogge per riunire una parte all'altra della città che è attraversata sia dal Mekong che dal Nahm Khan.

Stasera si cena al Tamnac Lao con verdure fritte e buona zuppa, anche se noi speravamo di bissare l'Elephant...

Sabato 7 febbraio

Oggi si parte per Van Vieng. Il percorso stradale che ci attende è di circa 250 km e ci impiegheremo almeno 6 ore. Ci inerpichiamo su per le montagne e vediamo alcuni villaggi abitati da minoranze etniche minori che vivono in condizioni veramente miserevoli. Le case sono per lo più in legno con tetto in lamiera, non hanno acqua, solo l'elettricità. I bambini ci fanno una gran pena, sono sporchi e vestiti in maniera improponibile, dono caramelle e vafer ripieni di cioccolato.

Saliamo per vari passi, scavalcando grandi monti su una strada tortuosissima e ci fermiamo in cima ad un picco al ristorante Phieng Fath dove insieme all'immancabile riso “gustiamo” verdure e carne in salsa rossa dolce e carne e verdure bianche che immancabilmente lasciamo nel piatto. La cucina laotiana, quasi come tutte le cucine orientali, si basa soprattutto sul riso, sulla salsa di pesce fermentato e sulla citronella, con i risultati che ben conosciamo. Pazienza

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