Laos, la mia esperienza

DIC.03 / GEN.04 Cari amici viaggiatori, sono appena tornato da un lungo viaggio in Laos, veramente la “perla” del sud est asiatico! Il mio itinerario coincide più o meno con quello descritto da Carla pochi giorni fa, ma il mio ...

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  • di Federico Terzi
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

DIC.03 / GEN.04 Cari amici viaggiatori, sono appena tornato da un lungo viaggio in Laos, veramente la “perla” del sud est asiatico! Il mio itinerario coincide più o meno con quello descritto da Carla pochi giorni fa, ma il mio modo di viaggiare, per voglia e contingenze, è stato un po’ diverso… ho avuto la fortuna, infatti, di esser accompagnato in questo mese di vacanza da un amico nato in Laos, ma che vive da più di 20 anni in Italia! Egli mi ha fatto da guida ( geografica – culturale – artistica - linguistica) , ma soprattutto mi ha inserito completamente nella vita quotidiana della sua famiglia laotiana.

Detto ciò potrei definir la mia vacanza “mezzo viaggio e mezza villeggiatura”! Una volta arrivati a Bangkok prenotiamo un volo della Thai per Vientiane ( 121,5 $ ) ,attenzione che ogni volta che lasciate la Thailandia dovete pagare 500 bath di tasse aeroportuali ( quindi ricordatevi di tenere un po’ di bath per il ritorno). Arrivati a Vientiane altri 30$ di visto (vale 15 gg) e subito ci dirigiamo alla casa della sorella del mio amico per sistemarci: l’ospitalità di questa gente è davvero semplice e sincera e non ho fatto difficoltà a saldare le prime amicizie. In una settimana ho avuto modo di esplorare ogni angolo della capitale e dintorni; da non perdere i templi (rigoroso stile di Vientiane, entrata 2000 kip = 0,15 euro ), il Pha That Luang ovvero il grande stupa dorato, simbolo nazionale del Laos, Il grande e dispersivo Talat Sao (l’ impressionante mercato mattutino dove puoi trovare davvero qualsiasi cosa!) e 2 importanti musei come quello del dittatore Kaysone Phomvihane ( sfacciatamente di parte!) e quello di Storia Nazionale (anch’esso di parte, ma senza dubbio più ricco di documenti divisi per periodi). Non perdetevi poi l’ ottimo pesce (prezzi stracciati!) da degustare nei localini in bamboo sulla riva del Mekong… molto suggestivo! Il mezzo migliore per girar Vientian è senza dubbio il Tuk Tuk (5000 kip il prezzo medio, di sera anche 10000, comunque meno di un euro).

Degne di una escursioni da una giornata sono le mete del Buddha Park (già citata da Bruno) e la gita ad Ang Nam Ngum , un grande lago artificiale a nord di VTE ( 2h e 30m di tuk tuk !) creato per sfruttare l’energia idroelettrica per mezzo di una grande diga. In mezzo al lago ci sono numerose e pittoresche isolette abitate da pescatori o adibite a vere e proprie prigioni (maschili - femminili) dei delinquenti laotiani… incredibile il silenzio che regna in mezzo al lago e sulle isole… portatevi una canna da pesca e vedrete…!! Con il pullman frequentato da locali (stracarico di riso e altre merci!) decidiamo di incamminarci per Luang Prabang fermandoci però una notte a metà strada a Vang Vieng : questo primo tratto costa solo 25000 kip (2 euro) , dura circa 4 ore e tutto sommato la strada scorre tranquilla tranne per l’ultimo tratto montuoso. Vang Vieng l’ho vista solo di sera e devo dire che per le vie vi sono solo turisti occidentali… un po’ di tristezza mi è salita ed il mattino successivo ci svegliamo di buon ora per prenotar 2 posti sul pullman per Luang Prabag. Anche questa tratta dura 4 ore circa più pausa , ma la strada è davvero irta e piena di curve… affascinanti i villaggi arroccati dei gruppi etnici dei Lao delle Montagne! Una cosa che devo assolutamente dirvi è che corrono voci (fondate!) che queste montagne nascondono gruppi armati di ribelli i quali, talvolta, scatenano un attentato contro bus ed autocarri di passaggio. Il mio amico italo - laotiano mi ha fatto notare come tali attentati vengano rivendicati con disegni in gessetto lasciati sulla strada! A Luang Prabang, stupenda e soave cittadina bagnata da due fiumi, alloggiamo in una tranquilla villetta francese di periferia, casa di famiglia del mio amico. In poche ore conosco tutti i componenti della grande famiglia che mi ha ospitato per due lunghe ed intense settimane: dalla anziana madre, il punto di riferimento spirituale della famiglia, al più piccolo dei nipotini… questo sveglio e vivace bimbo di 6 anni mi ha accolto come il suo fratello maggiore seguendomi come un ombra per tutta la mia permanenza a LPB …la mia vera guida!! Anche senza parlarci i suoi gesti ed il suo innocente sguardo mi hanno fatto capire molte cose… ora che sono a casa è la persona che mi manca di più! Oltre al mio piccolo amico ogni persona della famiglia ha fatto di tutto per farmi sentire a casa: frequentando questa gente ho davvero capito il loro modo semplice e genuino di vivere e pensare; sono un popolo tutto famiglia, lavoro, tradizioni, religione… la guerra e la povertà, gravi retaggi del passato, non hanno intaccato il loro orgoglio e la grande forza d’animo. Una cosa che mi ha stupito è la totale mancanza di aggressività …-in situazioni di lite o di incomprensioni ( pensate alle liti in famiglia o ad un tamponamento automobilistico) ognuno di noi avrebbe sicuramente almeno alzato la voce – loro no! I laotiani piuttosto passano un’ ora a confrontarsi retoricamente … beh… proprio un’ altra cultura

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