Lungo il Mekong

Vedo che languono informazioni e resoconti di viaggio sul Laos, paese meraviglioso, dove nonostante l'incalzare della globalizzazione e la modernizzazione selvaggia di alcuni paesi del Sud-Est asiatico, è ancora possibile attraversare zone veramente incontaminate. Speriamo che ancora per un po, ...

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  • di Stefano G.
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in gruppo
    Spesa: 3500
 

Vedo che languono informazioni e resoconti di viaggio sul Laos, paese meraviglioso, dove nonostante l'incalzare della globalizzazione e la modernizzazione selvaggia di alcuni paesi del Sud-Est asiatico, è ancora possibile attraversare zone veramente incontaminate. Speriamo che ancora per un po, resista...

Vi allego alcune pagine del mio diario, scritte durante un viaggio di gruppo di 3 settimane tra Cambogia e Laos. Per non tediarvi più di tanto vi ho riportato solo le tappe, lungo il fiume Mekong, attraverso zone ancora poco aperte al turismo. Non che il resto del paese sia comunque affollato da frotte di viaggiatori ... L'itinerario di viaggio, comunque è stato il seguente: Cambogia: Siem Reap (Angkor Thom) - Phnom Penh - Stung Treng Laos: Don Det (Si Phan Dong) - Champasak - Packse - Vientiane - Luang Prabang - Udomxai - Luam Nam Tha - Muang Sing - Muang Ngoi Nua - Luang Prabang Giovedi 15 e venerdì 16 agosto – Lungo il Mekong Lasciamo Phnom Penh, lungo il Mekong, a bordo di uno Speedy Boat, una specie di siluro marino lungo e stretto, con ambizioni da aliscafo. A differenza della tratta precedente sul Tonle Sap, in cui la maggior parte dei passeggeri era composto da turisti in trasferimento da Angkor Wat verso la capitale, qui salgono anche tantissimi locali.

Sul tetto dello Speedy Boat viene caricato un gigantesco lampadario, due motoscooter, e tanto altro materiale che verrà consegnato lungo il percorso. Ci muoviamo. Destinazione finale della prima tratta, Kratje a circa metà del cammino verso il confine con il Laos. All’interno del battello, posti completamente occupati, gente seduta su degli sgabelli in plastica, in mezzo allo strettissimo corridoio. Aria condizionata “a palla” e televisori che propinano filmati in videocassetta, tailandesi.

Si comincia con il Karaoke (per fortuna alle 7:00 di mattina a nessuno dei presenti viene mente di cantare !) e poi, via via una sequenza di soap opera, sempre Thai.

Stipati sui sedili, non ci si accorge quasi del movimento della barca. Dai finestrini sporchi di fango si vede a malapena il melmoso Mekong e la fitta vegetazione che lo circonda.

Esco fuori, sul tetto, e vengo assalito dalla umida calura.

Passeggeri locali che non hanno trovato posto a sedere e turisti che hanno lasciato il proprio zainetto di sotto, all’aria condizionata, stanno a guardare il fiume che scorre.

Mi metto a prua. Una mamma allatta un bambino, mentre gli altri 3 figli stanno seduti li vicino, pazienti. Un’altra mamma è seduta al vento, con altri 2 piccoli.

Il barcone, effettivamente veloce, risale il fiume. L’acqua è marrone, il fiume è largo, ma non così come me l’aspettavo. Pochissimi i villaggi sulle sponde. Tra le palme e i banani, ogni tanto compare un tempio con il suo tetto spiovente giallo e ocra.

Il battello si ferma finalmente a Kratje e dopo un veloce trasbordo su un altro Speedy Boat, partiamo per Stung Treng, (vicino) al confine con il Laos; arriviamo a destinazione quasi a buio.

Dormiamo, lungo il fiume, in un albergo molto spartano. Baracca di legno, luce fioca, lenzuola lerce. Un esercito di zanzare entra nella stanza approfittando di una fessura all’angolo tra le due pareti della baracca, che non combaciano perfettamente. Sacco lenzuolo e zanzariera a baldacchino, obbligatori.

La mattina successiva comincia la parte interessante del viaggio. Imbarchiamo baracche e burattini su delle strette piroghe a motore (slow boat ?), e cominciamo la risalita del fiume verso il confine.

Tre ore di navigazione tra la calma assoluta. Solo fiume e qualche altra piroga. Di tanto in tanto vediamo case di legno a palafitta; qualche persona ci saluta

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