Aria di primavera sul Lago di Garda

Manerba, Gardone Riviera, Salò, Lonato e Desenzano sono solo alcune delle perle del lago, immenso e multiforme

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  • di alvinktm
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Fino a 500 euro
 

In un week end è impossibile visitarlo tutto e noi, per la prima fuga dal sapore primaverile, abbiamo scelto di scoprire queste meraviglie

Ci sono dei fine settimana che si bramano più di altri e non solo perché si è pianificata una breve evasione dalla città ma anche e soprattutto per quel tiepido clima d'inizio primavera capace di proiettare la mente già verso l'estate e di stuzzicare la fantasia di nuovi viaggi. Saranno il profumo di primule e viole nei prati o dal fiorista sotto casa, le temperature finalmente ben oltre gli zero gradi centigradi e quelle ore di luce naturale in più che ci fanno desiderare di uscire di casa per esplorare qualche posto nuovo. Il buon umore ci ha spalancato le porte e neppure il cinguettio degli uccellini di primo mattino, quando quei pochi minuti di sonno sembrano più lunghi e indispensabili di un'intera nottata, riescono a scalfire l'allegria e la vitalità ritrovate ogni anno con l'arrivo della primavera. Se pur la stagione fredda 2015/2016 non sarà infatti ricordato come una delle più gelide o nevose della storia, questa due giorni sul Garda segna per noi la fine del tunnel invernale e l'inizio di un anno ricco di buoni propositi e aspettative, vacanze comprese: quindi zaino in spalla, macchina fotografica e partiamo!

L'itinerario ha inizio a Manerba, grazioso paese della Valtenesi raccolto ai piedi della sua rocca nella parte sud occidentale del lago, per intenderci la sponda bresciana, classificatosi al decimo posto nel folto drappello di comuni italiani analizzati dal Centro studi Sintesi per stilare l'elenco dei 'Borghi felici 2015'. Il dato già di per sé basta a stuzzicare la voglia di visitarlo e le aspettative non sono di certo disattese.

Centro abitato a parte, nelle cui contrade si respira l'aria di antiche tradizioni agricole e artigiane che leggenda vuole siano state introdotte dalla dea Minerva, il pezzo forte del posto è il Parco Archeologico Naturalistico della Rocca di Manerba. La zona possiede delle dimensioni piuttosto ampie se si considerano la sua particolare morfologia e la densità di popolazione circostante e protegge un'area, in parte agricola e in parte selvaggia, che si estende dall'entroterra fin sulle incantevoli rive del lago di Garda. La moderna struttura del centro visitatori si trova accanto a un comodo parcheggio lungo la breve salita verso la sommità dello sperone di roccia con i resti della fortezza. La struttura accoglie pure il piccolo Museo Civico Archeologico e l'interessante percorso di visita è strutturato su due livelli: al piano terra sono dislocate diverse vetrine contenenti i reperti rinvenuti in Valtenesi risalenti addirittura al periodo mesolitico, mentre al primo piano delle belle fotografie di specie arboree e faunistiche preparano alle bellezze del parco. Inoltre, gli elementi a mio parere più interessanti, utili e ben fatti, sono i due plastici che in un colpo d'occhio regalano il complessivo dell'area. Uno ricostruisce in scala l'intero parco e su di esso sono indicati i diversi sentieri facilmente identificabili grazie a dei led luminosi, l'altro riproduce il complesso fortificato durante il Medioevo, dandoci così l'idea dell'antico valore e possanza della costruzione.

Della Rocca di Manerba infatti sono rimasti soltanto dei bassi ruderi ma un tempo si componeva di ben tre cinte murarie in successione, un grande mastio, la cisterna di raccolta dell'acqua piovana, una chiesa e altri due edifici organizzati attorno a un cortile interno. Solo la scala di accesso in pietra sul lato est è rimasta pressoché inalterata, semplicemente più consumata e traballante. Dalla fortezza si gode di una vista incantevole a 360 gradi sul lago di Garda, che in questo punto pare un mare tanto si allarga verso il Veneto, e il dolce territorio collinare disseminato di paesi oltre il quale s'innalzano i rilievi dalle cime ancora innevate. Vale la pena percorrere lo stretto sentiero il cui inizio è segnalato sul retro della rocca e scende zigzagando fin negli uliveti coltivati ai piedi di questo promontorio roccioso. E' un modo per apprezzare al meglio le coltivazioni locali e comprendere l'antica tradizione dell'olio d'oliva di cui il Garda va fiero. Qui, il prodotto dal profumo intenso, il sapore equilibrato, il colore verdastro e le proprietà organolettiche uniche è il risultato della sapiente lavorazione degli ulivi e della raccolta dei loro frutti secondo rigidi controlli e normative. Non per niente si parla di olio DOP conosciuto in tutto il mondo, dall'altissima qualità e, purtroppo per noi, dal prezzo elevato sebbene giustificato. Per maggiori informazioni consultate il sito internet: http://www.parcoroccamanerba.net/

A tal proposito vi segnalo l'Azienda Agricola Cavazza Novello iscritta al consorzio di tutela olio DOP Garda, adagiata in una piccola contrada della Manerba vecchia proprio lungo la strada per la rocca, dove abbiamo acquistato una damigianella del loro prodotto. La struttura si sviluppa intorno a una caratteristica corte con annesso agriturismo e il parco di ulivi, nel quale è bellissimo passeggiare, si trova proprio lì difronte. Sito internet: http://www.oliocavazza.it/lagodigarda/home.html

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