Kenya - Il nostro viaggio!

Kenya – Il nostro viaggio Siamo Anna e Paolo e vi raccontiamo del nostro magico viaggio in Kenya, sperando di essere d’aiuto a qualcuno, così come lo sono stati per noi alcuni racconti letti in questo sito. Il 13 Ottobre ...

  • di Pici
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  • Viaggiatori: in coppia
 

Kenya – Il nostro viaggio Siamo Anna e Paolo e vi raccontiamo del nostro magico viaggio in Kenya, sperando di essere d’aiuto a qualcuno, così come lo sono stati per noi alcuni racconti letti in questo sito.

Il 13 Ottobre 2007 siamo convolati a nozze in una inaspettata giornata piena di sole, avvolti dai colori caldi della natura che tanto amiamo e circondati dagli amici più cari...È stato tutto esattamente come lo avevamo desiderato e la cosa ci ha riempito di gioia! L’organizzazione del nostro matrimonio è immediata, vista anche la rapidità con cui abbiamo deciso di farlo; io e Paolo ci scopriamo subito sicuri e concordi nello scegliere ogni cosa, ed è così anche per il viaggio di nozze! Andiamo in agenzia con tante idee nella mente, ma senza essere convinti di nessuna in particolare! La titolare dell’agenzia ci capisce subito...Non siamo i tipi “lucertola” che fanno le classiche ferie solo spiaggia e mare...Vista la natura di questo viaggio, dovevano essere senz’altro dei giorni romantici ed intimi, ma non privi di avventura e movimento...Ed ecco il viaggio che fa per noi, a cui non avevamo proprio pensato per questa circostanza: il Kenya!! Tra gli itinerari che ci vengono proposti, scegliamo quello che più ci attrae e si addice alle nostre esigenze: un mix di mare e natura...Ed è tutto deciso: Kenya aspettaci, tra poco arriviamo!! Prima di partire ci organizziamo per benino. La nostra agenzia di viaggi ci dice subito che non ci sono vaccini obbligatori da fare, ma noi ci rechiamo comunque la Usl della nostra città e qui incontriamo un bravissimo medico che ci informa su ogni cosa, consigliandoci di effettuare alcune vaccinazioni, che, seppur non obbligatorie, ci hanno fatto partire e vivere l’esperienza del Kenya con più tranquillità! Così facciamo il richiamo dell’antitetanica, il vaccino contro la febbre gialla, che tra l’altro ha durata di dieci anni, quello contro il tifo, quello contro l’epatite A e per ultima la profilassi antimalarica, prendendo le pastiglie di “Malarone”, che, anche se non mutuabili rispetto alla cura più diffusa, cioè il “Lariam”, hanno molte meno controindicazioni, e infatti noi siamo stati benissimo.

Infine la valigia: col senno di poi, la prossima volta che torneremo in quella terra magica, porteremo via la metà delle cose che poi di fatto abbiamo portato, pur non essendo partiti molto carichi... Comunque mettiamo in valigia maglie e pantaloncini, qualche abito elegante per la sera, costumi, un maglioncino, un paio di scarpe da trekking per il safari, ciabattine, repellenti contro le zanzare, creme solari ad alta protezione, medicine, berrettini, occhiali da sole, macchine fotografiche e schede di memoria aggiuntive per le macchine digitali, che per chi come noi è amante di foto, vi assicuro, servono... Penne, quaderni e qualche abito che non si usa più... Ora è proprio tutto pronto... Si parteee! Il nostro viaggio inizia venerdì 19 Ottobre 2007. Andiamo in auto da Padova a Milano, lasciamo la macchina al parcheggio coperto Park To Fly e un bus navetta ci porta direttamente al terminal 2! Siamo un po’ in anticipo, per cui cosa c’è di meglio per ingannare il tempo se non mangiare qualcosa di sfizioso? E così sia... Finalmente è l’ora di fare il ceck-in... Un po’ di coda e poi si sale a bordo del nostro aereo!! Diciamo subito che la compagnia aerea con cui voliamo è pessima. Non doveva essere la compagnia con cui avremmo dovuto volare, ma è stata cambiata all’ultimo e ci siamo dovuti adeguare! Si tratta della Blu Panorama: posti a sedere stretti e scomodi, video piccolissimi ed in comune per più file, cuffiette mal funzionanti, aereo vecchiotto e non proprio pulitissimo, personale gentile, ma che di sicuro non si fa in quattro per accontentare il cliente, cibo...No comment, ma chi se ne importa... Cavoli, è il nostro viaggio di nozze e siamo al settimo cielo! Dopo le mille corse per il matrimonio, dopo aver lavorato giorno e notte per sistemare la nostra nuova casetta ci meritiamo un po’ di riposo e da questo momento si pensa solo positivo e ci si rilassa al massimo! Paolo non riesce a dormire molto in aereo, ma io si...Dormirei anche sopra un sasso...Sono cotta, la stanchezza di questi giorni è scesa in un attimo...Mi addormento subito, rannicchiata tra le braccia del mio bellissimo maritino e da quel momento mi sveglio solo un attimo quando facciamo scalo a Roma per prendere altri passeggeri e fare rifornimento carburante e alle ore 2.00 di notte, ora italiana, quando ci portano...Ehm...”l’ottima cena”, ma non importa...Abbiamo fame, tanto per cambiare, e mangiucchiamo un po’ di tutto! L’ultima occhiata fuori dal finestrino: è notte...Un bacio al mio amore e cado in un sonno profondo...! La visione che ho al mio risveglio mi provoca un tuffo al cuore... E’ l’alba e il sole sorge proprio davanti ai nostri occhi... Sotto di noi, illuminata dalla luce del mattino, splende una meravigliosa distesa rossa, solcata da fiumi tortuosi, la cui acqua riflette, scintillante, i raggi del sole nascente... E’ Africa! Poco dopo l’immancabile foto al Kilimangiaro che si erge imponente con la sua cima innevata... Manca poco all’arrivo e più ci avviciniamo alla nostra destinazione, più il paesaggio cambia aspetto e colore: poco prima di atterrare, un mondo verdissimo e rigoglioso appare sotto di noi e anche la signora che abbiamo accanto, che ci racconta di venire in Kenya a trascorrere l’inverno da più di trent’anni, ci dice di riscoprirsi ogni volta stupita di fronte a questo panorama! Come biasimarla! Qualche foto per provare ad immortalare questa nuova terra ed eccoci a Mombasa! Sono le ore 7.30 ora locale, due ore in più rispetto all’Italia. In un attimo siamo fuori dall’aeroporto e ci rechiamo presso il nostro punto di contatto della compagnia Francorosso, con la quale abbiamo organizzato questo viaggio. Abbiamo preparato due valigie: una per il safari e una per il soggiorno mare ed è stata un’ottima idea... Lasciamo la valigia per il soggiorno al mare, che troveremo direttamente in villaggio una volta terminato il safari, e andiamo in cerca della nostra guida che ci attende sorridente! E’un simpaticissimo ragazzo di Malindi che parla perfettamente italiano, Jhonny... Tra noi nasce subito un’intesa... Saliamo a bordo della nostra Jeep e iniziamo l’avventura. Siamo solo noi tre: io, Paolo e Jhonny! In Italia, l’idea di affrontare il safari completamente soli, senza altri turisti, ci lasciava un po’ perplessi, ma ora che abbiamo provato l’esperienza, la consigliamo a tutti... Il costo è più elevato, ma ne vale davvero la pena! La libertà assoluta che hai, gli spazi, la calma, l’intimità... E’ tutto già perfetto, non possiamo chiedere di meglio! Attraversiamo Mombasa correndo nel traffico caotico di questa città... Il sole splende sopra di noi e un po’ di umidità appiccica i nostri abiti sulla pelle, ma è un caldo sopportabilissimo, e poi ora la nostra mente ha altro a cui pensare! Mombasa... Vita frenetica, auto che corrono veloci, i tipici tuk tuk che sfrecciano tra le vie del centro, la gente per strada che parla, lavora, cammina, ti guarda, negozi di ogni genere, enormi cartelloni pubblicitari, mercatini coloratissimi, profumi, odori, fumo, la polvere della terra che si impregna un po’ dappertutto, case dai colori caldi e accesi e contemporaneamente.. La povertà! Per chi, come noi, non è mai stato in Africa, questo primo “assaggio” lascia già il segno... Perché pur conoscendo la situazione del Kenya, finché non lo si prova dal vivo, non ci si rende conto veramente della realtà! Accanto ai negozi, la contraddizione di una enorme discarica... Un odore forte e nauseabondo e sopra questa montagna di immondizia, animali e uomini insieme che cercano qualcosa da mangiare per sopravvivere! Tra i banchi dei mercatini coloratissimi, fognature a cielo aperto e bambini che giocano nel mezzo! Guardiamo tutto questo seduti comodamente attraverso un finestrino e riflettiamo sulla vita... Dopo poco saliamo sul traghetto per attraversare il fiume Kilindini Harbour, poiché Mombasa è come una piccola isola circondata da due corsi d’aqua, e prendiamo la strada che ci porta al nostro primo lodge, nel parco delle Shimba Hills. Il percorso è abbastanza lungo, la strada sterrata è polverosa e piena di buche, ma non proviamo disagio, nulla ci pesa... E’ tutto così coinvolgente! Una volta lasciata Mombasa alle nostre spalle, appaiono davanti ai nostri occhi nuovi paesaggi, e ci assale un’emozione sempre più forte, più intensa! La natura è la padrona di casa... Tra gli alberi carichi di banane e il verde rigoglioso delle molteplici specie di piante, appaiono villaggi, case, vita... Alcune abitazioni sono fatte di paglia, sterco e fango, altre sono in cemento, altre ancora in lamiera... Sono case piccole ed estremamente povere, ma è commovente vedere come su ciascuna ci sia un tocco di calore e di femminilità, come ad esempio delle pietre che suggeriscono un ipotetico vialetto, file di fiori, foulard colorati appesi a coprire d’ingresso! La gente spunta qua e là inaspettatamente un po’ ovunque! Sembrano avere tutti un volto sereno e mano a mano che ci allontaniamo da Mombasa, appena sentono il rumore dell’auto, le persone corrono sulla strada per osservarti, soprattutto i bambini, che ti lasciano impressi nel cuore i loro volti sorridenti e le loro manine che salutano con tanta spontaneità! Jhonny ci spiega che in queste zone la gente non soffre la fame perché la terra è ricca di frutta e verdura che permette loro sia di sfamarsi, sia di vendere i raccolti ai mercati. Lungo il nostro percorso troviamo anche parecchie scuole piene di bimbi e ragazzi. La scuola è gratuita, ma la grande contraddizione è che per poterla frequentare, i bambini devono procurarsi il materiale scolastico e le divise, che lì in Kenya hanno dei prezzi elevatissimi se paragonati ai loro guadagni! Catturati dalle molteplici spiegazioni di Jhonny e con le braccia intorpidite dal continuo salutare la gente che incontriamo lungo la strada, arriviamo al parco delle Shimba Hills, ed eccoci catapultati in un mondo ancora diverso... Natura selvaggia e qualche babuino che sbuca tra i rami degli alberi incuriosito dal nostro arrivo. Stradine strette, tortuose e infangate ci portano al primo lodge, interamente costruito su palafitte in legno, che ai nostri occhi appare bellissimo! Circondati da una natura rigogliosa e da una pace ed un silenzio inaspettati, sorseggiamo un buonissimo drink di benvenuto a base di frutta locale, salutiamo Jhonny dandoci appuntamento nel pomeriggio per il nostro primo vero safari e familiarizziamo subito con la gente posto, squisitamente gentile e attenta ad ogni nostra minima esigenza! Si parla esclusivamente inglese e noi siamo gli unici due italiani! Un ragazzo ci accompagna nella nostra deliziosa stanzetta e subito ci ritroviamo sulla terrazzina a guardare il laghetto sottostante, ricoperto di ninfee e abitato da un varano che nuota beatamente tra le sue acque! Una rinfrescata ed eccoci pronti per mangiare! Scendiamo le scale per raggiungere la sala da pranzo e ammiriamo la bellezza di questo posto! La struttura è interamente sommersa dalla natura: le piante crescono indisturbate in mezzo alle scale e alle palafitte, in perfetta armonia con l’ambiente circostante! All’improvviso ci chiamano per dirci che hanno avvistato un elefante...Emozionati, seguiamo un ragazzo del posto che ci conduce nel cuore del parco attraverso passerelle in legno soprelevate collegate direttamente al lodge... Bellissimo! Saliamo alcune scalette per raggiungere un punto d’osservazione e vediamo il nostro primo elefante, totalmente ignari del fatto che durante le tappe successive ne avremmo visti in continuazione! Questo è il primo e ha un fascino del tutto particolare! Stregati da tutto ciò andiamo a mangiare! Il nostro primo pranzo keniota ci allieta il palato e la vista con piatti tipici coloratissimi e gustosissimi e la cosa fortunatamente si ripeterà per tutto il viaggio! Stiamo gustando l’ottimo dessert, quando ecco arrivare, per bere e rinfrescarsi, una intera famiglia di elefanti, che si posiziona proprio sotto il nostro tavolo... Pieni di entusiasmo ci affacciamo a scattare foto e ammirare questi animali così imponenti! Che meraviglia! Dopo pranzo andiamo a fare un riposino e al nostro risveglio, avvolti dalle tende di tulle del nostro letto, attraverso la vetrata che porta in terrazza, avvertiamo una presenza! E’ l’aquila pescatrice che riposa indisturbata sul ramo dell’albero vicino alla nostra stanza! Forse faccio troppo rumore nel prendere la macchina fotografica e la faccio scappare, ma riusciamo comunque a vedere la sua imponente apertura alare che la porta lontano! Prima della partenza per il safari sorseggiamo tazze di caffè all’americana, comodamente seduti su una delle terrazze che costituiscono i migliori punti di osservazione del lodge, ammirando varie specie di uccelli che allietano il nostro relax con il suono dei loro canti soavi. Ecco Jhonny! Pieni di entusiasmo partiamo per il nostro primo safari! Il parco è un continuo variare di paesaggi; percorrendo le tipiche stradine di quella suggestiva e meravigliosa terra rossa vediamo antilopi, bufali, babuini, elefanti, uccelli di ogni genere e attraversiamo spazi infiniti, fitti boschi, colline... Siamo entusiasti e il pomeriggio trascorre così velocemente che ci ritroviamo ad ammirare il primo tramonto africano lungo la strada di ritorno al nostro lodge... Indescrivibile! A cena chiediamo a Jhonny di unirsi a noi; lui accetta di buon grado, un po’ stupito perché generalmente, ci racconta, i turisti tendono a isolarsi dalle loro guide, safari a parte, ma per noi viene naturale ed ovvio stare in sua compagnia ed infatti trascorriamo una piacevolissima serata, gustando cibi locali, sorseggiando birra e bevande tipiche! Stanchi ed emozionati andiamo a dormire...La notte si anima di nuovi suoni, strani come quello di centinaia di rane che gracchiano ininterrottamente sul laghetto sottostante...Ma siamo così stanchi che ci addormentiamo immediatamente, avvolti da questa inaspettata ninna nanna! L’alba arriva veloce e prontamente un ragazzo viene a svegliarci per la colazione! La vita nel lodge è già in piena attività e dopo un’abbondante colazione è l’ora di salutare queste persone così cordiali, che con il loro calore, il loro servizio e la loro accoglienza, ci hanno fatto stare così meravigliosamente bene! La nostra prossima meta è la riserva naturale “Taita Hills Wildlife Sanctuary”! Il precorso è abbastanza lungo e Jhonny ci propone di fare una sorta di scorciatoia interamente su strada sterrata passando attraverso dei villaggi masai... E’ un’ulteriore occasione per entrare nel vivo della vita keniota e accettiamo di buon grado. La realtà che troviamo è ancora diversa dalle precedenti! Panorami mozzafiato che cambiano continuamente e una miriade di persone che sbuca sulla strada da chissà dove! Qua e là qualche gruppetto di capanne, molto più povere di quelle viste in precedenza; anche il territorio si presenta a tratti più arido e stepposo! Jhonny ci spiega che in questa zona vivono in prevalenza tribù masai e che per loro la vita è molto diversa dalle popolazioni che avevamo visto il giorno prima. Qui superstizione, credenze popolari e magia sono vive più che mai! Le bambine a 10/12 anni hanno già dai 2/3 figli in su e l’età media di sopravvivenza è molto limitata perché in questa zona si soffre molto di più la fame. Sfrecciamo lungo questa via polverosa: donne-bambine, avvolte nei loro coloratissimi abiti, la percorrono scalze per kilometri e kilometri ogni giorno per prendere un po’ d’acqua, portando da sole, oltre alle pesanti taniche di acqua, anche i loro piccoli. I più “fortunati” dispongono di vecchissime biciclette senza freni né copertoni, e si spostano con quelle, aiutandosi così nel trasporto delle taniche di acqua. Guardiamo i volti delle persone che incrociano il nostro sguardo, seppur per qualche attimo: ai nostri occhi appaiono sereni e i loro bellissimi sorrisi ci lasciano sconcertati, ma un velo di tristezza assale i nostri cuori pensando alla realtà che questa gente è costretta a vivere ogni giorno. Purtroppo non possiamo fermarci a parlare con loro perché non sarebbe sicuro e, anche donando le nostre poche cose, non riusciremmo ad accontentare tutti e potremmo creare disagi e disordini. Proseguiamo il viaggio mentre nelle nostre menti e nei nostri cuori scorrono pensieri, emozioni e sensazioni sempre diverse. Vedendo simili realtà, si impara ad apprezzare molto di più quello che si ha e ci si rende conto di quanto siamo fortunati... Una volta terminata la strada sterrata, ci ricongiungiamo per un tratto alla strada che porta in Tanzania e davanti ai nostri occhi appare una immensa distesa di verdissima aloe, al centro della quale si erge un piccolo colle, anch’esso di un verde intenso e di una suggestione unica. Poco dopo raggiungiamo un piccolo bazar provvisto di bagno, un bar e un punto vendita... Da bravi turisti scendiamo e acquistiamo qualche souvenir, anche se in seguito avremo modo di acquistare molto più volentieri dai ragazzi che si incontrano sulla spiaggia durante il soggiorno mare. Comunque anche qui contrattazione e baratto sono d’obbligo ed è divertente parlare e fare affari con queste persone. Capiamo in seguito che la nostra guida prende una sorta di percentuale per il fatto di averci portato a fare acquisti presso questo bazar, ma facciamo comunque finta di niente... La fame è fame e qui non si tratta di disonestà, bensì di “affari”. Poco dopo, eccoci arrivati... Entriamo nel parco e ci addentriamo in questa nuova spettacolare avventura. Raggiungiamo subito il “Sarova Taita Hills Game Lodge”, superba struttura coloniale perfettamente in armonia con lo stile africano provvista di ogni comfort. Siamo accolti con affetto dal personale che ci offre freschi asciugamani imbevuti di oli profumati e un aperitivo a base di frutta locale. Seduti sui comodi salottini della hall compiliamo i moduli con i nostri dati per il soggiorno presso questo parco, ma nello stesso tempo ammiriamo il bellissimo giardino naturale che circonda la struttura. Distese di verdissimi e curatissimi prati su cui camminare a piedi nudi per entrare in perfetta armonia con la natura, rigogliosissime cascate di fiori dagli inebrianti profumi, gechi colorati dal giallo intenso e dal blu cobalto che passeggiano beati lungo i vialetti in pietra che attraversano il parco, ruscelli, laghetti cosparsi di romantiche ninfee... La voglia di esplorare questo magico mondo è tanta e non mancheremo di farlo, ma la fame si fa sentire e ci dirigiamo presso la suggestiva sala ristorante a gustarci un ottimo pranzo a base di cucina locale. Con Jhonny ci siamo dati appuntamento alle ore 16.00 per proseguire il viaggio e raggiungere, attraverso un safari, il nostro lodge che si trova proprio nel cuore di questo parco. Avendo ancora poco più di tre ore per godere di questa struttura, ne approfittiamo per fare un riposino a bordo piscina allietandoci la vista con gruppi di antilopi di diverse specie che si cibano poco lontani da noi e con gli immancabili, simpatici elefanti che, con il loro potente verso, fanno notare la loro presenza... La gentilezza del personale è squisita anche qui e subito si offrono di portare freschi asciugamani, gustosi drink e quant’altro per allietare al massimo la permanenza dei loro ospiti presso questa incantevole struttura! L’acqua della piscina è gelida, ma ben si sposa con il caldo sole africano che brilla in questo cielo azzurro... Sdraiata comodamente su un lettino, avvolta dalle sensazioni indescrivibili di pace e libertà che mi circondano mi addormento abbracciata al mio amore per svegliami qualche ora dopo completamente rinata! Siamo pronti per la prossima tappa e forse siamo anche un po’ in ritardo, ma è quasi scortesia rifiutare l’immancabile tazza di caffè all’americana, che tra l’altro è molto dissetante e piacevole da bere in queste circostanze, così ci accoccoliamo seduti sulle comode poltrone di vimini ricoperte di soffici cuscini che guardano il parco attraverso una grande vetrata e assaporiamo il caffè godendoci un’ultima volta questa bellissima vista, totalmente ignari del fatto che quello che avremmo visto dopo ci avrebbe lasciato ancor di più senza fiato! Iniziamo questo safari e i colori, gli odori, i panorami che ci circondano sono sempre nuovi, sempre diversi. Volatili di ogni genere solcano il cielo o si godono il sole appollaiati sui rami degli alberi, gruppi di antilopi ci guardano da vicino un po’ incuriositi e allo stesso tempo indifferenti alla nostra presenza, genitori a parte! Infatti incontriamo innumerevoli cuccioli di varie specie animali a fianco delle loro mamme... Che emozione! Sono bellissimi e così dolci che è impossibile non fotografarli. Contempliamo queste meraviglie dal tettuccio aperto della nostra jeep, mentre una brezza leggera ci sfiora il viso, una luce ci illumina nel profondo e un senso di libertà che non ci abbandonerà mai in questa vacanza, ci pervade. All’improvviso un gatto selvatico, che a noi sembra invece un ghepardo vista la particolarità del suo manto e le sue considerevoli dimensioni, attraversa la strada indisturbato dalla nostra presenza, e si addentra tra l’erba alta di un tratto di savana alla ricerca di qualche preda! Jhonny sorride, forse per la nostra ingenuità, ma è tutto troppo entusiasmante! Numerosissimi falchi dal manto marrone con un simpatico ciuffetto nero sulla testa convivono pacificamente a fianco di elefanti, antilopi, bufali... Divertentissimi struzzi si cibano qua e là e con le loro simpatiche corse sembrano improvvisare delle danze orientali. Un imponente serpentario ci osserva da lontano, immobile a tal punto da sembrare una pietra, mimetizzandosi perfettamente con la natura circostante. Gli sciacalli si muovono piano nascosti tra i cespugli osservando attentamente tutto ciò che si muove intorno a loro. Ci sono addirittura fagiani e pavoni... Ovviamente un po’ diversi dai nostri, ma è davvero inaspettato incontrarli qui... Ipnotizzati da tutto questo non ci accorgiamo del tempo che passa e dei numerosi kilometri che nel frattempo abbiamo percorso. La strada sterrata del parco prosegue tagliando nettamente questa magica terra, ma ad un tratto la vediamo interrompersi all’orizzonte per la presenza di un colle che raggiungiamo e aggiriamo in breve tempo... Il silenzio qui è quasi sconcertante...Non si avverte alcuna presenza, solo alcune tracce di animali... Tratteniamo il fiato per un inspiegabile senso di inquietudine. Anche Jhonny è silenzioso e osserva attentamente il territorio. In realtà non accade nulla e non vediamo nulla, ma è tutto molto elettrizzante senza capirne il perché. Siamo catturati dalle molteplici sensazioni che questo luogo ci fa provare e dal panorama che varia continuamente e che i nostri occhi fotografano per conservarlo all’interno del nostro cuore; poco dopo notiamo in lontananza piccoli e numerosi tetti piramidali posti l’uno a fianco all’altro: è il nostro “Hilton Salt Lick Safari Lodge” ed è quanto di meglio possiamo desiderare... Lo raggiungiamo nel giro di mezz’ora e ce ne innamoriamo subito. L’ingresso è costituito da un cancelletto in ferro con due zebre disegnate nel mezzo. Nel parcheggio, rigorosamente in terra rossa, i posti auto sono delimitati da piccole pietre bianche. Il corpo centrale del lodge è costituito da una struttura circolare abbastanza grande che si innalza per tre piani. Al piano terra la hall con al centro uno splendido camino circolare in pietra, circondato da divanetti dalla struttura in legno chiaro, ricoperti da cuscini coloratissimi, di stoffe tipiche. Un piccolo negozietto e una terrazza che guarda la savana, un laghetto e una piccola cascata illuminata completano l’ambiente. Al piano di sopra si trova la sala ristorante, circoscritta da una immensa vetrata panoramica; salendo ancora attraverso deliziose scalette a chiocciola in pietra bianca ecco il bar, fatto di piccole nicchie circolari piene di luci, candele, sculture africane e cuscini con vetrate che guardano l’infinita savana e una terrazza in legno per godere di alba e tramonto. Ci accompagnano alla nostra stanza: per raggiungerla percorriamo numerosi solidi ponti in legno sorretti da liane. Stupiti, ci rendiamo conto che i tetti piramidali che vedevamo da lontano erano le stanze, anch’esse a forma circolare, sopraelevate da terra grazie a grossi pali e raggiungibili appunto attraverso questi ponti molto particolari. La nostra stanza è bellissima: c’è una grande vetrata che la riempie di luce e il panorama non è certo usuale. Un maxi letto ricoperto di cuscini rossi e stoffe pregiate, avvolto nell’immancabile romantica zanzariera sembra quasi chiamarci, ma senza rendercene conto è quasi sera e bisogna prepararsi per la cena. Un bagno ristoratore è d’obbligo e quando usciamo dalla nostra camera per andare a mangiare ci avvolge il tramonto... Un vento fresco ci pizzica piacevolmente il viso ed un gruppo di elefanti è appena arrivato per dissetarsi nel laghetto sottostante. Da lontano due giraffe camminano elegantemente, dirette anch’esse al laghetto, ma il buio arriva velocemente ed è proprio ora di andare... Anche qui siamo gli unici italiani e, nonostante la sala sia piena di gente, il rispetto per gli altri ospiti e l’educazione sono davvero ammirevoli. L’unico rumore che interrompe questa inaspettata pace è il suono allegro di una chitarra che un simpaticissimo cantante keniota usa per accompagnare le sue canzoni... E’ tutto perfetto e davvero romantico. Una cena deliziosa allieta i nostri palati, un drink al bar conclude degnamente il nostro pasto e prima di rientrare in camera, degna conclusione di questa splendida giornata, vediamo un cucciolo di elefante abbeverarsi presso la cascata illuminata... Ci spiegano che per tutta la notte sarà un susseguirsi di animali che berranno indisturbati, ma i nostri occhi si chiudono e le nostre membra chiedono di riposare...Il giorno dopo la sveglia è prevista alle 4.00 e senza accorgercene cadiamo in un sonno profondo. Vengono a svegliarci alle 4.00 in punto. I rumori della savana sono tantissimi e particolarissimi... Per tutta la notte non li abbiamo sentiti perché dormivamo troppo profondamente. Ci dicono che spesso il ruggito spaventoso del leone riecheggi, ma non abbiamo la fortuna di sentirlo. Ci vestiamo e usciamo: il panorama è mozzafiato! I colori sono totalmente diversi da quelli del giorno prima e la voglia di partire in esplorazione è così grande che ci dirigiamo in fretta al bar per bere una mega tazza di caffè e scendiamo nella hall per incontrare Jhonny, che la sera era dovuto uscire dal parco e chissà a che ora si era dovuto svegliare per raggiungerci. Durante questo safari non servono parole tra me e Paolo e nemmeno tra noi e Jhonny. Il sole che sorge avvolgendoci coi suoi raggi è qualcosa di indescrivibile, i colori che vediamo sono unici, la terra che prende forma sotto i nostri occhi è meravigliosa, gli animali sono in perfetta armonia con questa prorompente natura e non c’è niente da dire, bisogna solo assaporare ogni attimo e lasciarsi avvolgere da tutto questo

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