Karpathos: incanto dell’Egeo

Minuziosa esplorazione di Karpathos, splendida isola del Dodecaneso

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  • di LucaGiramondo
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 3
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

Karpathos: incanto dell’Egeo

(by Luca, Sabrina e Leonardo)

Mercoledì 12 Giugno:

Memori della bella esperienza di dodici mesi fa in quel di Samos e innamorati, si può ormai dire, della Grecia, partiamo anche quest’anno per una località dell’Egeo e più precisamente per Karpathos, un’accidentata porzione di territorio, esteso 302 chilometri quadrati ed ubicato, nella regione del Dodecaneso, a metà strada fra le più note isole di Creta e Rodi.

Prendiamo il via da casa, in una calda mattinata di giugno, alle 11:20 e una manciata di minuti più tardi entriamo in autostrada A14 a Faenza, girando la prua dell’auto verso nord. In questo modo, giunti a Bologna a mezzogiorno in punto, prendiamo a seguire la A13 in direzione di Padova, dove arriviamo dopo circa un’ora di marcia tranquilla. Da questa città andiamo poi verso est lungo la A4, guadagnando prima la periferia di Venezia quindi il suo aeroporto, dal quale spiccheremo il volo.

Ci rechiamo subito, nei paraggi, ai Parcheggi Low Coast, dove lasciamo in deposito l’auto per l’intera durata della vacanza e successivamente, con la navetta gratuita, raggiungiamo l’Aeroporto Marco Polo.

Prima di entrare consumiamo uno spuntino, quindi, varcata la porta principale, ci dedichiamo alla ricerca del banco per il check-in, ma è troppo presto, infatti sui tabelloni luminosi non risultano ancora indicazioni. L’attesa però è breve e poco più tardi ci ritroviamo in fila per imbarcare i bagagli.

Successivamente oltrepassiamo i controlli di sicurezza e ci mettiamo a pazientare del volo V71300 di fronte alla porta numero 14. In questo modo ci ritroviamo seduti dentro al Boeing 717 della compagnia Volotea, che, in leggero ritardo, alle 17:01, si stacca da terra virando subito verso sud, mentre sotto di noi scorrono le inconfondibili vedute della Laguna Veneta.

Il viaggio si svolge tutto senza particolari sobbalzi e, dopo aver spostato anche le lancette dell’orologio avanti di un’ora sul fuso greco, atterriamo nell’aeroporto di Karpathos che sono le 20:13 locali.

In men che non si dica recuperiamo le valigie (il vantaggio dei piccoli aeroporti) e appena usciti incontriamo il rappresentante di Sofia’s Car, che ci consegna un fiammante Suzuki Jimny rosso (targato IET 9463) con il quale contiamo di esplorare tutta Karpathos, ma solo da domani perché questa sera ci serve solo per percorrere i tredici chilometri che ci dividono da Pigadia, il capoluogo dell’isola, dove alloggeremo all’Atlantis Hotel.

Col buio ormai completo e grazie al navigatore troviamo la struttura, così portiamo i bagagli in camera e subito usciamo a cena nel porticciolo di Pigadia, dove c’è solo l’imbarazzo della scelta fra le numerose taverne. Ci fermiamo allora da Sofia’s Place e lì assaporiamo i primi piacevole bocconi di cucina greca, prima di tornare in camera a riposarci dopo il lungo viaggio.

Giovedì 13 Giugno:

Consumata una buona prima colazione e dopo una provvidenziale spesa al più vicino supermercato prendiamo finalmente il via per le strade di Karpathos. Già da oggi, però, dovremo adeguare il nostro itinerario perché è sì previsto bel tempo, ma anche un forte vento da nord-ovest, il classico Meltemi od un parente molto prossimo, per cui andremo alla ricerca di luoghi il più possibile riparati sulla costa orientale dell’isola.

Appena fuori Pigadia ci fermiamo a bordo strada per vedere, a distanza, gli scarni resti di Agia Fotini, una basilica paleocristiana risalente al V-VI secolo, eretta con materiali di recupero di un tempio greco di età precedente … in pratica gli unici reperti storici di un certo interesse dell’intera Karpathos, poi vista la carenza di distributori di carburante sull’isola (solo tre) facciamo il pieno al nostro Jimny prima di andare verso la spiaggia numero uno della vacanza

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