"Racconti di viaggio, racconti di vita": il nuovo libro di Milka Gozzer

Un libro di racconti è sempre un breviario che aiuta a camminare nel mondo. Se poi si parla di viaggi si interagisce con l’immaginario collettivo, con la voglia di evasione che è insita in ognuno di noi

Di Nicola Guarnieri

Un libro di racconti è sempre un breviario che aiuta a camminare nel mondo. Se poi si parla di viaggi si interagisce con l’immaginario collettivo, con la voglia di evasione che è insita in ognuno di noi. Poi capita qualcuno, come Milka Gozzer, che decide di affidare alla carta non solo pensieri ed aneddoti ma esperienze di vita. E «imbratta» della carta bianca con gocce di sangue vivo, di esperienze figlie delle emozioni e non certo del colore della pelle o di quella anagrafe che ci obbliga a fissare una residenza anche se vorremmo vivere altrove.

I suoi racconti di viaggio, per capirci, sono la medicina che ci aiuta a digerire il mondo, ci aiuta a spostarci urlando in faccia alla gente che incontriamo la nostra voglia di esplorare il pianeta, di contaminarci con culture e parlate diverse dalle nostre. In altre parole sono fotografie di un globo diverso, ma in fondo uguale.

Leggere spaccati di vita vissuta, in un palmeto o nel deserto, è come viaggiare per davvero. Anzi, è una gita alternativa che in parte ci insegna ad affrontare Paesi e persone che sembrano distanti anni luce da noi ma dentro i quali, in realtà, ritroviamo proprio noi stessi.

«Racconti di viaggio, racconti di vita», insomma, è una fuga ma anche un manuale d’istruzioni per vivere, appunto, viaggiando, scoprendo il mondo a velocità volutamente ridotta, a piedi o in sella a una bicicletta. Perché questo è il modo migliore per capire il mondo, dando del tu a chi lo abita.

La forza che sprigiona è affascinante come lo sono i paesaggi ritratti con le parole che scorrono fluide pagina dopo pagina. Ed è vario come lo è la Terra, passa dal reportage a spaccati di storia e costume. E c’è tanta avventura, dalla sfida alla Natura a quella urbana delle grandi città, spesso caotiche e disordinate ma non per questo non in grado di accogliere comunque il viandante.

I continenti ci sono tutti: dal Nord e Sud America all’Estremo Oriente, dall’Africa all’Australia senza scordarsi della cara vecchia Europa. Ogni capitolo è una goccia di un oceano etnico che dà voce e colore a esistenze impensabili.

Come la regina di Besoro, in Ghana, che ha fatto la colf in Italia prima di tornare nel suo villaggio; o come i missionari che in Bolivia hanno trovato una seconda casa e una famiglia allargata; o ancora il piccolo monaco buddista del Laos con il suo sorriso ammaliante. Sono persone che rendono magico il viaggio, che ti fanno stare bene perché la tua curiosità nei loro confronti è assolutamente ricambiata. Per capirlo bastano le facce sorprese dei bambini del Malawi, che fuggono da scuola per rincorrere i cicloturisti, e quelle felici delle badanti che tornano in Moldova per le vacanze e vengono accolte come eroine con grandi mazzi di fiori. Storie di vita vera, dunque, mai banali perché la realtà non lo è.

È un libro umano, nel senso che è pregno di umanità, con frammenti di straordinaria quotidianità e immagini che restano nella memoria e nel cuore. Ma c’è pure tanta Natura, ci sono gli animali selvatici che si comportano come quelli domestici. E c’è la storia passata e recente di posti sconosciuti o comunque ignorati, con le contraddizioni che caratterizzano lo sviluppo sociale ed economico. È un libro che prende spunto da dettagli all’apparenza insignificanti come un paio d’occhiali da sole dimenticati in un bagno o l’insegna di un pub a tremila metri di quota in Lesotho.

C’è poi quell’imperdibile «finestrino» che gli automobilisti si sognano. Perché ci si sposta in bicicletta, con il vento in faccia che porta suoni e profumi di un mondo variegato e meraviglioso da attraversare pedalando, senza disturbare, senza inquinare. Un viaggio lento e contemplativo interrotto da storie antiche e moderne che lo rendono ricco e particolare. Perché i racconti di Milka Gozzer sono tessere preziose che compongono un puzzle fantastico come lo è il pianeta su cui viviamo, ma che non amiamo a sufficienza, non lo rispettiamo, non lo coccoliamo come meriterebbe. E questo è uno dei motivi per cui l’autrice ha scelto la bici come mezzo di trasporto e di esplorazione, di amicizia e conoscenza

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