Pantelleria - la mia piccola isola

“Piccula, piccula ‘st’isulidda, mentre la giri t’attanagghia, cu ‘i so’ biddizzi maravigghia, l’occhi e lu cori di cu’ la guarda…” – Piccola , piccola quest’isoletta, mentre la giri ti conquista, con le sue bellezze meraviglia, gli occhi e il cuore ...

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“Piccula, piccula ‘st’isulidda, mentre la giri t’attanagghia, cu ‘i so’ biddizzi maravigghia, l’occhi e lu cori di cu’ la guarda...” – Piccola , piccola quest’isoletta, mentre la giri ti conquista, con le sue bellezze meraviglia, gli occhi e il cuore di chi la guarda...

Inizia così il libro di poesie che mio nonno mi ha lasciato, un libro di poesie sulla piccola isola che mi lega e sempre mi legherà a lui e al suo ricordo. Non posso dire che questo sarà un vero itinerario, perché in realtà Pantelleria è l’isola del mio cuore, dove ho passato tutte le estati della mia infanzia, forse non la conosco bene come una vera pantesca ma di certo posso cercare di raccontare l’effetto che fa, il ricordo che lascia, e la continua meraviglia e l’emozione ... Si dice sempre al turista che per la prima volta visita la piccola perla nera del Mediterraneo che “Pantelleria o si odia o si ama” perché è un’isola piena di contrasti, difficile, selvaggia, antica, poco italiana, poco accogliente e turistica. Si raggiunge in aereo con molta facilità, ma la sua bellezza si intravede soltanto arrivando in nave, quando all’alba ti avvicini lentamente al piccolo porto in fermento, in movimento per l’arrivo dell’unica nave quotidiana che collega l’isola alla Sicilia e ancora oggi rifornisce l’isola di alcuni beni importanti. Usciti dal porto ti accoglie il piccolo paesino, con qualche hotel, i negozi e il centro della vita sociale di tutta l’isola. Ma Pantelleria non è lì, Pantelleria ti aspetta nelle piccole baie di scogli neri che si tuffano nell’acqua blu, subito profonda; ti aspetta nel suo silenzio dopo pranzo, nel suo caldo afoso che ti impedisce di respirare e pensare,nello scirocco e nel vento di tramontana che spazza via nuvole e sporcizia e agita il mare con onde forti e grandi che ti impediscono di fare il bagno. Ti aspetta e ti sorprende con il suo piccolo lago vulcanico di acqua sulfurea celeste e cristallina; Ti riempie gli occhi con le sue notti stellate, con le sue feste fino all’alba; Ti riempie il cuore con i tramonti silenziosi al mare fino a tardi; E lascia nella mente meravigliosi sapori, specialità di pesce, di cous-cous mediterranean-arabo, di vino rosso e dolce, e di uva e il profumo salato dei capperi e dolce del miele, della vaniglia dei pasticciotti di mia nonna... Amata isola lontana, assurda, contraddittoria e piena di sorprese per sempre nei miei occhi e nel mio cuore.

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