Istanbul: porta d’Europa porta del tempo

Un luogo sospeso tra Oriente ed Occidente che vi stupirà con i suoi contrasti e i suoi eccessi e vi farà innamorare col fascino dei suoi edifici storici e della sua atmosfera

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  • di salvintrip
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 500 a 1000 euro

L’idea di visitare Istanbul mi stuzzicava da anni: il fascino di questo luogo sospeso tra Oriente ed Occidente, ancorato ai dettami islamici e con un passato glorioso è innegabile. Così profittando del lungo ponte del 25 Aprile siamo partiti alla scoperta di questa città dal fascino senza tempo.

Partenza da Napoli con la Turkish Airlines verso il nuovo aeroporto della città inaugurato solo qualche settimana prima. Enorme, il più grande al mondo che però dista 50 km dal centro ed è collegato al centro città solo su gomma: taxi, navette e bus che partono ogni 30 minuti e che impiegano quasi un’ora, traffico permettendo, per raggiungere il centro. Attraverso i vetri del bus che ci porta in centro ho il primo impatto con Istanbul. Nelle strade c’è movimento: auto, carretti, persone si affollano tra palazzoni moderni e moschee. Ma soprattutto si vedono bandiere: tantissime ovunque. La mezzaluna e la stella, bianco su rosso, sui palazzi importanti così come sui balconi delle case modeste, sui cancelli, fuori dai negozi, sulle fermate dei mezzi pubblici e si capisce subito che l’orgoglio nazionale è forte. Il centro di Istanbul è caotico e pieno di traffico, dall’aeroporto al centro abbiamo impiegato circa un 50 minuti ma ora si si procede a passo d’uomo, l’hotel non dista molto cosi decidiamo di anticipare la fermata e proseguire in metro.

Arriviamo all’Hotel situato nel quartiere Fatih a poco più di un km dalla colonna di Costantino considerato uno dei quartieri più “conservatori” di Istanbul, è la zona più osservante dal punta di vista religioso, con al centro il monumentale complesso della Moschea di Fatih. Passeggiare per le sue strade, nella zona di Malta Çarşı, la zona del mercato, è un’esperienza che non può lasciare indifferente. le strade pullulano di negozietti di tappeti e tessuti e le vetrine straripano di dolci, nell’aria odore di kebap e poi carretti di ambulanti che vendono pannocchie o caldarroste. Tenete presente che tutta la zona a sud di Sultanahmet è verso il basso. Quindi se scegliete un albergo in questa zona, sappiate che occorre fare un po’ di salita prima di arrivare nella zona della Moschea Blu. Non vediamo l’ora di tuffarci nell’atmosfera turca, e con l’adrenalina a mille usciamo. Essendo tarda sera decidiamo di fare un giro del quartiere e di salire fino alla piazza dell’antico ippodromo bizantino, dove ci sono due obelischi ed il resto di un antica colonna romana. Ormai è a portata d’occhio la famosa Moschea Blu o Sultanahmet Camii. Dall’esterno è maestosa con i suoi 6 minareti altissimi. L’entrata dei visitatori (visita gratuita essendo luogo di culto – gradita un offerta simbolica) è sulla destra rispetto all’ingresso principale. Sono passate le 18, la moschea sembra ancora aperta, ci togliamo le scarpe ed entriamo e riusciamo a godercela quasi in solitudine in tutto il suo splendore. L’interno per quello che abbiamo potuto ammirare, in quanto in fase di restauro, è davvero bello e il colore blu dei tulipani dipinti sulle ceramiche la rende unica. L’appellativo Blu deriva dalla colorazione delle 15 mila piastrelle che rivestono l’interno della maestosa cupola centrale (coperta per restauro). Una vista spettacolare di questa moschea si ha quando si esce e si fanno un po’ di passi verso la moschea posta di fronte, quella di Santa Sofia, e ci si gira le spalle attraversando la zona della fontana che di notte è davvero suggestiva. Ceniamo al vicino Gulhane Sark Sofrasi ben recensito su TripAdvisor. Si mangia bene, prezzi convenienti ed ospitalità da parte del personale molto familiare e cordiale. Stanchi e assonnati si va a nanna.

Ore 5 circa. Una sveglia inattesa il canto suadente dei muezzin ci sveglia all’ improvviso. Dopo un attimo di smarrimento e di stupore ci rimettiamo a dormire. La colazione è locale con pomodori, olive e cetrioli che fanno da contorno a purè e uova sode. Per fortuna c’è il Nescafé con marmellata e pane. La prima tappa di stamattina è il Grand Bazar (Kapali Carsi), caos e colori, un enorme labirinto di oltre 3000 negozi e bancarelle carichi di merci: tessuti, tappeti, ceramiche, lampade, gioielli abbigliamento e ogni genere di manufatto. Malgrado le indicazioni è facile perdersi. questo mercato conta anni di storia. Vi ipnotizzerà la sua atmosfera senza tempo di Bazar mediorientale, con lo scintillio dorato delle botteghe orafe, il profumo delle spezie ed il via vai frenetico dei venditori di Tè. Un po’ fuori luogo i negozi che proponevano i falsi delle più importanti case di moda internazionale. Appena fuori da Bazar invece si assaggiano gustose specialità turche: ad ogni angolo si trovano carrettini che vendono i simit, ottime ciambelline di pane ai semi di sesamo. Infiniti sono i negozietti e le gastronomie che vendono dolci tipici: baklava e lokum. I primi sono fagottini di pasta dolce con miele farciti con pistacchio o nocciole; i lokum invece sono cubetti colorati che hanno al consistenza delle caramelle gelatine e si trovano in moltissime varianti. Da qui ci spostiamo alla Moschea di Solimano (Suleymaniye camii), questa moschea sovrasta il quartiere dei Bazar e si trova sul sesto colle di Istanbul, quindi per arrivarci la strada è leggermente in salita. Questa moschea fatta costruire da Solimano il Magnifico è bellissima, imponente ed è una delle poche senza impalcature in questo periodo, l’interno è più chiaro, più luminoso grazie alla presenze di tante finestre e ad un uso meno preponderante di ceramiche di Iznik. Inoltre, la si può visitare veramente bene perché poco affollata. Secondo il mio parere vale molto di più della moschea blu. Circondata da bellissimi e curatissimi giardini, nel complesso della moschea vi è la tomba di Solimano e dei suoi successori. Usciamo dalla porta di Muvakkithan, ingresso principale del cortile, da qui scendiamo verso il porto attraversando un quartiere sgarrupato e colorato per poi finire in un dedalo di viuzze pieno di negozietti di ogni tipo.Pochissimi minuti e arriviamo a Eminonu square, il cuore pulsante di Costantinopoli, da qui partono i traghetti per il Bosforo e per la sponda asiatica. Qui c’è una stazione di autobus dove fanno capolinea numerose linee e passa il tram che collega Kabatas a Bagcilar. Sulla piazza c’è la moschea Yeni o (Moschea Nuova in ristrutturazione), elemento distintivo dello skyline cittadino. C’è il Bazar Egiziano (Misir Carsisi) montagne di spezie colorate, frutta secca e dolci. A Eminonu c’è sempre un mucchio di gente, soprattutto turchi che scendono da un traghetto per prendere un autobus o viceversa, dominato dal moderno Ponte di Galata, che collega la città vecchia con quella moderna. Il ponte si può percorrere sia a piedi che in tram. Sul piano superiore si osservano i pescatori; il piano inferiore è ricco di ristorantini e bar. Dal ponte si ammira uno splendido panorama: da un lato le moschee che si stagliano contro il cielo, dall’altro l’imponente Torre di Galata che domina il quartiere della città moderna. Arriva il tram si torna a Sultahnamet

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