Come organizzare un viaggio in Israele: consigli pratici dalla A alla Z

Israele è uno di quei luoghi che ti spiazzano. Per tanti motivi.

  • di Elena - My Scratch Map
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro

Meglio forse allora compiere un altro tipo di pellegrinaggio, questa volta laico ma altrettanto doveroso, per vedere con i propri occhi il muro alto 8 metri e ricoperto di filo spinato che separa lo Stato di Israele dai Territori Palestinesi. Non ci sono parole per descrivere la sensazione d’inquietudine che si prova guardando quei murales: messaggi di protesta, caustici e graffianti, urla di dolore dipinte su quel muro. I più famosi sono certamente quelli di Banksy che proprio di fronte al muro ha aperto The Walled Off Hotel, con all’interno un toccantissimo museo che vi consiglio di visitare.

Ma come raggiungere Betlemme dato che si trova in territorio palestinese sottoposto a controllo israeliano? La prima opzione, quella più semplice, è tramite il bus 21 che parte dalla stazione degli autobus di Gerusalemme di fronte a Damascus Gate (biglietto da fare direttamente a bordo 8NIS). La seconda è arrivare al checkpoint Bethlehem 300 dove bisogna lasciare la macchina a noleggio che non ha la copertura assicurativa necessaria per entrare a Betlemme e poi proseguire verso il centro a piedi (considerate 30 minuti abbondanti, in buona parte in salita) o con uno dei taxi palestinesi che si trovano appena fuori dal checkpoint (mi raccomando contrattate il prezzo in modo chiaro prima di salire!) In entrambi i casi ricordate di portare con voi il passaporto con il visto (vedi lettera V – Visto, controlli areoportuali e sicurezza in generale) che vi sarà richiesto al checkpoint sia in entrata che in uscita.

Noi, con un pò di azzardo devo ammetterlo, abbiamo deciso di muoverci in macchina convinti di poter parcheggiare tranquillamente fuori dal checkpoint e muoverci a piedi senza problemi. Non avevamo però messo in conto “l’assalto” dei tassisti palestinesi che, ovviamente, ci sconsigliavano di andare a piedi: alla fine abbiamo ceduto e contrattato per una specie di tour di Betlemme con anche una guida per la Basilica della Natività al “modico” prezzo di 200NIS. Devo dire che la guida era davvero molto preparata e senza di lei probabilmente non saremmo nemmeno stati in grado di scendere nella grotta della natività, dato che erano in corso diverse celebrazioni: sapeva infatti esattamente come muoversi e a chi chiedere per farci passare nonostante in apparenza ci fossero dei divieti, tutto in un gioco di favori e controfavori. A conclusione del giro non è mancata ovviamente la tappa nel negozio di souvenir dell’amico del nostro tassista, ma non siamo stati obbligati a comprare nulla. Ci hanno fregato? Non nego di avere avuto un pò quella sensazione, anche se bisogna riconoscere che qui a Betlemme il turismo è probabilmente l’unica fonte di sostentamento e le condizioni di vita sono dolorosamente più difficili che al di là del muro. Quindi sì, forse ci hanno fregato ma sono contenta di aver contribuito un pochino a far girare l’economia palestinese.

C – Cesarea Chiamata così da Erode il Grande in onore dell’imperatore Cesare Ottaviano Augusto, era la capitale politica e amministrativa della prefettura romana della Giudea. Quel che resta oggi del sogno megalomane di Erode è in realtà poca cosa in confronto a quello che doveva essere Cesarea nel periodo di massimo splendore. Rivolte, guerre e conquiste ne hanno infatti segnato la distruzione mentre la sabbia ha fatto il resto, condannandola all’oblio fino metà del Novecento quando sono iniziati i primi scavi archeologici

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