Come organizzare un viaggio in Israele: consigli pratici dalla A alla Z

Israele è uno di quei luoghi che ti spiazzano. Per tanti motivi.

  • di Elena - My Scratch Map
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

Israele è uno di quei luoghi che ti spiazzano. Per tanti motivi. Per il peso della storia che qui si tocca con mano. Per l’intensità delle esperienze religiose. Per le realtà di vita che si incontrano. Sono partita con poche – pochissime – certezze per tornare indietro con ancora più dubbi e domande. Questo viaggio ha innescato dentro di me un vortice di pensieri, un flusso di coscienza a cui sto cercando di dare ordine e forma. Inizio allora con quello che ormai è diventato un appuntamento fisso di ritorno da ogni viaggio importante. Ecco qua i miei consigli per organizzare un viaggio in Israele, come sempre dalla A alla Z.

A – Akko Le origini di Akko si perdono nella notte dei tempi.

Agognata da tutti per via della sua posizione strategica, Akko è stata conquistata prima dai crociati che la strapparono agli arabi, ripresa dagli ottomani, assediata da Napoleone e infine sottoposta a mandato britannico. Culture e tradizioni diverse che ne hanno inevitabilmente permeato lo spirito, oltre che lasciato un’impronta indelebile sulla sua architettura. Così nel dedalo di stradine della città vecchia, per la cronaca Patrimonio Unesco dal 2002, si incontrano moschee, khan, bazaar, souq ma anche chiese e sinagoghe, piazze e porticcioli dai nomi italianeggianti a ricordarci che qui a San Giovanni d’Acri – come fu ribattezzata Akko durante il periodo delle crociate – le Repubbliche Marinare erano di casa. Ma il fascino di quella che era ritenuta la porta di accesso alla Palestina (vedi lettera P – Palestina) è sicuramente legato anche alla storia dei crociati e in particolare a quella dei Cavalieri Templari e degli Ospitalieri che qui, dopo la cacciata da Gerusalemme, costruirono le loro roccaforti. Mentre però della fortezza templare rimane solo la gallleria e bisogna lavorare parecchio di immaginazione, la Fortezza degli Ospitalieri è assolutamente da non perdere e la visita risulta molto coinvolgente anche grazie all’audioguida inclusa nel prezzo del biglietto.

Noi abbiamo dedicato ad Akko un intero pomeriggio, riuscendo a vedere tutto quello che ci interessava senza correre: per risparmiare qualcosina tenete conto che esistono dei biglietti cumulativi e anche un combined ticket Akko+Rosh Hanikra (vedi lettera R – Rosh Hanikra). Trovate tutte le info aggiornate su orari e prezzi direttamente qui.

Akko merita sicuramente una visita, per respirare storie e suggestioni di tempi lontani che qui sembrano più vivi che mai.

B – Betlemme Un luogo dolcissimo per noi cristiani, che ci richiama al significato autentico del Natale.

Hic de Virgine Maria Iesus Christus natus est: è qui che si trova infatti la Basilica della Natività, sorta sulla grotta dove Maria diede alla luce Gesù.

Come per molti altri luoghi cristiani in Terra Santa, anche l’utilizzo della Basilica della Natività è regolato rigidamente da accordi tra le tre confessioni cristiane – quella cattolica, quella ortodossa e quella armena – che non solo si alternano nelle celebrazioni, ma che detengono ciascuna una parte della Basilica.

Risultato? Un gran casino, perlomeno quando l’abbiamo visitata noi. Grupponi di pellegrini di tutte le nazionalità, messe officiate contemporaneamente, preghiere e canti in lingue diverse che cercano di sovrastarsi gli uni alle altre: difficile trovare un momento di raccoglimento, difficile capire alcune forme di preghiera che rasentano l’invasamento e giustificare alcuni atteggiamenti che mostrano così poca attenzione per l’altro

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