Israele e Giordania del sud on the road

Caldo torrido, humus e tanti interrogativi... tre settimane alla ricerca di qualche risposta

  • di f_bignone
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 2000 a 3000 euro
 

Premessa e consigli pratici

Se volete veramente visitare Israele, se lo sognate da tanto tempo, ma mal sopportate i viaggio organizzati, NON FATEVI SPAVENTARE da tutti quelli che non si sognerebbero mai di andarci o che si muovono solo col pullman dell’agenzia viaggi ed il bollino colorato appiccicato alla maglietta. Quando direte che state pensando di andare in Israele, ciò che vi sentirete ripetere almeno 100 volte è “Ma è il momento giusto per andarci?” (declinato anche nella versione “Non mi pare il momento migliore per andarci…”).

Vi sveliamo un segreto: NON ESISTE IL MOMENTO GIUSTO per andare in Israele!! La situazione politica è talmente magmatica che potrebbe cambiare da un giorno all’altro, magari anche durante il viaggio stesso… quindi tanto vale prenotare il volo e mettersi l’anima in pace, incrociando le dita.

Ciò detto, vale la pena di spendere due parole preliminari in tema di:

SICUREZZA: siamo stati in Israele in un periodo piuttosto calmo, nonostante la terribile guerra civile in Siria. Non ci siamo quindi mai sentiti, nemmeno per un istante, in pericolo o a disagio davanti ai militari mitra-dotati. Nessuno ci ha fatto particolari controlli o interrogatori. Ma sappiamo bene di essere stati fortunati poiché il livello dei controlli dipende dal momento storico/politico in corso e se il giorno prima i controlli sono blandi, il giorno dopo potrebbero diventare asfissianti. In ogni caso, è sempre bene recarsi all’aeroporto, sia all’andata che al ritorno, almeno 3 ore prima del volo e non discutere mai con gli addetti alla sicurezza, qualunque cosa accada e qualunque comportamento essi tengano, anche se magari invadente o incalzante. E’ bene sapere che all’aeroporto potrebbero confiscarvi il pc, il cellulare o l’iPad senza darvi alcuna spiegazione: in tal caso lo ritroverete direttamente a destinazione quando atterrerete in suolo israeliano… e anche qui, è del tutto inutile discutere! Anche le riviste potrebbero essere sequestrate o ispezionate… quindi meglio partire portandosi in volo un romanzetto americano piuttosto che un capolavoro della letteratura araba, tanto per capirci.

VISTI: i visti turistici per un viaggio in Israele si fanno direttamente all’aeroporto quando si atterra oppure ai posti di confine se si arriva da un Paese limitrofo. Per quello giordano vale lo stesso discorso. Ricordatevi di chiedere che NON vi facciano il timbro sul passaporto se avete in mente di visitare un paese arabo “nemico” di Israele (ossia Arabia Saudita, Siria, Libano, Iran, Iraq… salvo sconvolgimenti politici dell’ultimo momento che possano contribuire a far allungare la lista!) nei prossimi anni, altrimenti dovrete rifare il passaporto onde evitare di essere rispediti a casa. Specifichiamo che non sono tenuti ad ascoltarvi e che se accettano di omettere il timbro, lo fanno per pura cortesia… Inoltre, durante il viaggio, conviene avere sempre con sé il passaporto se si attraversano zone di confine (es: se si entra il Palestina per andare sul Mar Morto ecc..) nel caso ve lo controllassero ai vari check points.

CIRCOLAZIONE: Sia in Israele che in Giordania abbiamo affittato un’auto (prenotate su internet prima di partire) e abbiamo viaggiato in piena autonomia su strade decisamente percorribili. All’ultimo abbiamo deciso di fare la patente internazionale poiché non siamo davvero riusciti a capire se fosse o meno necessaria: su internet, anche su siti autorevoli tipo “Viaggiare sicuri”, non abbiamo trovato risposte univoche, quindi non ci siamo fidati a partire sprovvisti. La benzina in Israele costa più o meno come in Italia, mentre in Giordania costa pochissimo!! In Israele non ci sono problemi al benzinaio, funziona esattamente come qui, mentre in Giordania lo stesso car rental ci ha detto di stare attenti e di non perdere d’occhio la pompa della benzina durante il pieno, perché altrimenti ci avrebbero fregati (infatti, ci hanno provato, ma noi eravamo attenti…). La circolazione in entrambi i Paesi è semplice e tranquilla, ma bisogna sempre fare attenzione a qualche buca sull’asfalto e ai cartelli che avvertono dell’attraversamento di animali… perché i dromedari attraversano, eccome! In entrambi i Paesi pare non usarsi il “pianale” copri baule… il che però può essere un problema per un turista che lascia i bagagli in auto mentre visita un sito di interesse. Per cui insistete con il car rental perché ve ne procurino uno! Altra cosa: abbiamo notato che gli arabi adorano suonare il clacson e lo usano praticamente sempre… ma non siamo riusciti a capire che cosa vogliano comunicare! Ci pare comunque di aver inteso che quando vi si appiccicano dietro e suonano il clacson prima di sorpassare, significhi semplicemente “guarda che mo’ ti sorpasso…”

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