Vacanze natalizie in Medio Oriente

In giro tra Gerusalemme, Nazareth, Petra, Tel Aviv e il Mar Morto

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  • di maya83
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro

La prima sera in città la trascorriamo al bellissimo centro commerciale Mamila, subito fuori la Porta di Jaffa, dove facciamo un giro per i negozi e ceniamo alla steack house Herzl Grill House.

28 gennaio

Ci rechiamo di prima mattina al “Yad Vashem Holocaust Memorial” in quanto, essendo venerdì il museo chiude alle 14.

Prendiamo il tram L1 in Jaffa Street per il Monte Hertzli (è facilissimo, ci sono indicazioni ovunque e troverete sempre qualcuno disposto ad aiutarvi, costo 6,60 NIS pp) e in circa 15 minuti arriviamo a destinazione. Immerso nel verde e nel silenzio assoluto, il museo è costituito da un corpo centrale, dove vengono esposti oggetti appartenenti ad ebrei deportati e ricostruite le fasi dell'olocausto nei diversi paesi, e tante installazioni che ti colpiscono per come, in maniera semplicissima, riescono a rievocare dei momenti così drammatici per tutti, uno su tutti il memoriale dei bambini, al cui solo pensiero ancora oggi mi emoziono.

Con lo stesso mezzo di trasporto arriviamo alla Porta di Damasco dove prendiamo il bus 21 che ci porterà a Bethlehem (i biglietti si fanno a bordo ed il costo è 7.30 NIS).

Siamo tra i pochissimi turisti, forse 4 in tutto, superiamo la frontiera senza sosta ed arriviamo in meno di mezz’ora a destinazione.

Trovare la piazza centrale della cittadina è facile e le poche attrazioni sono tutte li; per noi cattolici è una tappa obbligata ma sicuramente quello che ci colpisce di più non è la stella cometa o la mangiatoia ma è la diversità che subito si respira tra Israele ed i Territori della Cis Giordania, tra ebrei e palestinesi.

Riprendiamo il Bus 21, questa volta alla frontiera ci fermiamo per il controllo passaporti che ovviamente per noi turisti è velocissimo, un po’ meno per gli altri compagni di viaggio ma comunque è una procedura che ci fa perdere non più di 10 minuti e siamo dinuovo alla Porta di Damasco.

Qui ci mettiamo al seguito di alcuni gruppi di cattolici, prima polacchi, poi italiani, e percorriamo alcune tappe della Via Crucis.

Sono le 17 di venerdì, e inizia lo Shabbat.

Non si può non notare il muoversi veloce di tutti gli ebrei che in queste ora pomeridiane corrono verso il Muro Occidentale: infatti, nelle ore a cavallo del tramonto, lo spazio antistante il sito si riempie di persone che vengono qui, sempre rigorosamente separati gli uomini dalle donne, a pregare tutti insieme, ed è meraviglioso ammirare il modo in cui partecipano e vivono la propria religione.

Nel corso della giornata abbiamo mangiucchiato un po’ ovunque e quindi per cena decidiamo di limitarci ad assaggiare una delle torte del bar-ristorante dell’Austrian Hospice, nei pressi della Porta di Damasco.

Ci entri e stenti a crederci: è l'esatta ricostruzione di un albergo della bassa Germania, con la sua atmosfera, i suoi odori ed i suoi sapori…ovviamente non poteva che essere deliziosa la sacher.

29 gennaio

essendo sabato, la maggior parte delle attrazioni e dei negozi della città sono chiusi, quindi decidiamo di partecipare ad un’escursione della Bein Harim (www.beinharimtours.com) che toccherà Masada e il Mar Morto.

Abbiamo prenotato quest’escursione tramite l'hotel la sera prima alle ore 20 ca. dopo aver trovato i loro depliant un po' ovunque ed aver trovato esaurito quello offerto dall’Abraham Tours (www.abrahamtours.com).

C'era stato dato appuntamento alle 8.30 fuori ad un hotel e il minibus che ci è venuto a prendere è arrivato con più di mezz'ora di ritardo; siamo quindi andati fuori ad un altro hotel punto di incontro dei loro tour e alle 10 ormai passate siamo riusciti a partire

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