Otto giorni in Molise

Un breve viaggio in Molise tra pievi romaniche e castelli

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  • di francogigante1953
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 500 a 1000 euro

Quest’anno, caratterizzato dalla pandemia tuttora in corso, non ci ha permesso di effettuare il nostro solito “viaggione” in giro per il mondo, abbiamo pertanto ripiegato su una destinazione più vicina e meno rischiosa, in Italia: la scelta è caduta sul Molise regione che non avevamo ancora visitato e che, in aggiunta, a fine settembre presentava un numero di contagi vicino allo zero.

Pertanto ai primi di ottobre io e mia moglie siamo partiti (in auto, proprio per evitare spostamenti con mezzi pubblici) per una breve vacanza di 8 giorni proprio in Molise; non ce ne siamo pentiti, abbiamo trovato una regione ricca di monumenti (chiese romaniche, siti archeologici, castelli, ecc.), che, anche se non eclatanti, sono stati di indubbio interesse.

E’ stato rilevante anche l’aspetto naturalistico (una giornata l’abbiamo dedicata alle splendide isole Tremiti, visitate in una bella giornata di sole quasi estiva), quello gastronomico e, non ultima, la socialità delle persone, in molti paesi venivamo salutati quasi fossimo stati conoscenti o amici.

In definitiva è stato un bilancio positivo, di seguito trovate il resoconto del viaggio, giorno per giorno.

Primo giorno, venerdì 2 ottobre

Partiamo da Genova con prima destinazione Cassino per visitare l’abbazia (tel. 0776 311529 x info e prenotazioni) che, pur essendo stata ricostruita dopo essere stata rasa al suolo nella seconda guerra mondiale, conserva intatta la sua imponenza, poi proseguiamo x Venafro dove pernottiamo.

Secondo giorno, sabato 3 ottobre

In mattinata visitiamo Venafro, in particolare il Museo archeologico (8.15-19.30) e il Museo Nazionale di Castel Pandone (9-13), interessante per gli affreschi dei cavalli che Enrico Pandone, appassionato di cavalli, fece ritrarre a grandezza naturale sulle pareti del castello fra il 1521 ed il 1527.

In tarda mattinata lasciamo Venafro, volevamo visitare il ben conservato castello Pignatelli a Monteroduni ma al riferimento che avevamo non ci ha mai risposto nessuno, neppure agli sms lasciati in segreteria.

Avendo più tempo potevamo anche fare una deviazione a Scapoli per vedere il museo delle zampogne, invece siamo andati direttamente a visitare l’Abbazia di San Vincenzo al Volturno (10-18); purtroppo, di questo complesso benedettino che era il più vasto dell’alto medioevo, oggi non restano che ruderi.

Qui, nella cripta di Epifanio, sono stati rinvenuti affreschi risalenti al IX secolo, che è possibile ammirare in piccolissimi gruppi e per non più di qualche minuto, sia per preservarli che per gli spazi angusti: peccato che le visite seguano orari molto più ridotti rispetto a quelli del sito che è anche molto poco curato (cartelloni sbiaditi, erba da tagliare, ecc.).

Noi siamo andati al pomeriggio e la cripta era chiusa, assicuratevi che sia aperta perché il resto, trattandosi di ruderi, a mio parere non merita la visita.

A poche centinaia di metri dal Parco archeologico, sull’altra sponda del Volturno, si trova la chiesa attuale, che abbiamo visitato prima del sito archeologico; siamo anche andati a vedere la sorgente del Volturno che si trova ad un paio di Km. dal sito.

A Cerro al Volturno, su uno sperone roccioso, si può ammirare il castello Pandone (non è visitabile); eretto intorno al X secolo, ha subito vari ampliamenti tra i quali, nel 1500, quello dei Conti Pandone, che lo adattarono a residenza signorile.

E’ stato ristrutturato anche di recente ed è attualmente di proprietà della famiglia Lombardi.

Concludiamo la giornata andando a visitare l’area archeologica di Pietrabbondante (da mercoledì a domenica 10:15 – 17:15 tel. 0865 76129) che si trova in località Calcatello, appena fuori dal centro abitato

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