Paradisiache isole Faroe

Cosa bisogna sapere prima di partire per uno dei luoghi più belli del pianeta

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  • di polit
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro

GIORNO II TORSHAVN

Il primo giorno nelle Faroe.

Tosrhavn (Thor’s harbour) è la più piccola capitale del mondo ed è stata costruita, come dice la guida, paradossalmente in una delle peggiori baie delle isole: infatti, come ci accorgeremo nei successivi giorni, persiste costantemente la nebbia ed una sottile pioggia molto fastidiosa. Per fortuna, nell’unico giorno da noi dedicato alla città né piove né c’è nebbia, solo un po’ di vento ma nulla di che.

La prima tappa della giornata nella capitale è SMS, il grande centro commerciale e forse uno dei pochi centri “ricreativi” della nazione: una colazione rapida al bar e poi subito giù al porto, a 5 minuti di cammino. Si passa per il “centro” della città, la N. Finsen gota, una strada pedonale di circa 200 m affiancata da qualche negozio e “pub” (o bar o ristorante, sinceramente non so come inquadrare queste attività), fino ad arrivare al tourist information. La strada che va a sinistra porta verso il Cafè Natur e verso il porto, a destra verso Tinganes, la parte caratteristica della città dove tutt’oggi risiede il governo delle Isole Faroe.

Optiamo per la seconda e, prima di immergerci in quest’oasi di casette rosse con il tetto d’erba, passiamo per la Bryggjubakka, la strada da “cartolina” caratterizzata da case dai colori più vivaci. Su questa strada è anche presente un mercato giornaliero del pesce, vale a dire degli “stand” dove i pescatori Faroesi sistemano e vendono il pesce appena pescato: è inutile sottolineare che anche questo spaccato di vita quotidiana è molto suggestivo e caratteristico, considerando che molti di quei pesci sono tipicamente nordici e perciò mai visti.

Passando per questa strada, si arriva come detto a Tinganes, la “penisola” di Torshavn. Essendo sede del Governo Faroese, nel passeggiare tra queste casette ci si imbatte nella casa/studio del sindaco e dei vari amministratori della città e della nazione. Come tutta la città, e come ovviamente tutte le Faroe (considerato che la capitale è abitata da poco meno di 20.000 abitanti, mentre l’intera nazione da circa 50.000 persone), questa zona è tranquillissima e rilassante: ci si imbatte in pochissime persone e pochissimi turisti, la vita non scorre frenetica, regnano la calma, il rumore del vento e del mare in sottofondo. Questa penisola termina su un promontorio roccioso dove è issata la bandiera Faroese.

Uscendo da Tinganes dalla parte opposta, ci si immette sulla strada che va verso il porto/bus terminal/terminal traghetti/taxi terminal e quindi verso il “Skansin Fortin”, una collinetta dal quale si ha una stupenda visione della città da un lato , mentre dall’altro si affaccia sull’isola di Nolsoy, a meno di venti minuti di traghetto dalla capitale (isola famosa per: 1) negozio “taxidermist”, italianizzato “animali impagliati” del sig. Jens-Kield, che tra l’altro organizza spedizioni notturne per vedere le colonie di storm petrel, uccello Faroese doc; 2) “passeggiata” fino all’estremo sud dell’isola verso il faro).

Ritornando verso il centro, sostiamo per uno spuntino in un locale nella N. Finsen Gota e poi diretti al cimitero antico di Torshavn, sulla Joannesar Paturssonar gota: è un posto suggestivo, consigliato per qualche scatto/video horror sul far della sera. Qualche altro giro nelle stradine adiacenti il cimitero e si fanno le 14:00, che è proprio l’ orario di apertura (molto comoda, considerando che chiude alle 17, aperto dal martedì alla domenica, 40 dkk il prezzo del biglietto) dell’acquario di Torshavn, situato nell’immediata “periferia”, subito dopo l’ospedale. È ovviamente una passeggiata piacevole, si costeggia l’oceano e si passa davanti a casettine ben tenute con (mini) giardini curati. Ne vale veramente la pena visitare questo acquario perché, nonostante sia molto piccolo e composto unicamente da due sale e una decina di vasche, si vedono specie marine veramente strane, mai viste nelle nostre acque o in alcun documentario. Ah, dimenticavo: ad accogliervi all’ingresso sarà un simpatico cane-guardiano, che ama anche lui girare tra le vasche dell’acquario

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Commenti
  1. Lorenzo Maria Burini
    , 25/3/2016 00:29
    credo andare in un posto dove trucidano senza pietà delfini e balene, oltretutto davanti ai propri figli sia un luogo da isolare e lasciarli vivere nella loro mattanza.... persone che uccidono esseri viventi in via di estinzione e reputano queste azioni normali siano persone da chiudere in cella e buttare la chiave.... e chi come questo sito pubblicizza il turismo in certi posti dovrebbe farsi un bel esamino di coscienza o perlomeno parlare di quello che fanno e no delle bellezze di un'isola folle.

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