L'Elba tutta per noi

Quattro giorni nella splendida isola toscana

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  • di MARISOL
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Fino a 500 euro

Spesso siamo convinti che per vedere posti da sogno, sia necessario allontanarsi dall'Italia, e ignoriamo che invece anche in Italia ci sono luoghi bellissimi tutti da scoprire. E' il caso dell'isola d'Elba, caotica in piena stagione estiva, ma bellissima e tutta per noi fuori stagione. Decidiamo dunque di avventurarci in un periodo che si rivelerà azzeccato. Partiamo il 17 giugno 2009 e rientriamo il 20: solo quattro giorni dunque, ma intensi. Ci imbarchiamo con la macchina a Piombino: è un po' nuvoloso, ma il mare è calmo. Lo sbarco avviene con tutta tranquillità a Portoferraio; ci sono poche macchine, il traghetto è piuttosto vuoto, quindi scendiamo subito. Andiamo alla ricerca di un albergo, perchè questa volta non abbiamo prenotato: si va all'avventura. A Procchio, troviamo un ottimo alloggio all'hotel “L'Edera”. Piccolo, ma con un bel giardino ed un ampio parcheggio, meglio di così non potevamo trovare. Il giardino sarà il nostro rifugio serale: completo relax su comode ed ampie sedie in paglia, per gustare una bibita fresca. Lasciati i pochi bagagli in camera, andiamo subito a vedere la spiaggia di Procchio. Non è molto ampia, ma la sabbia è chiara e l'acqua è limpida. Con la macchina saliamo verso il paesino di Sant'Ilario, dove troviamo il monumento ai caduti ed una splendida chiesa del 1100, con il suo bel campanile. Ci addentriamo per i vicoli del paesino: sono caratteristici, silenziosi e pieni di fiori. Saliamo e scendiamo le scale dei vicoletti: in alcuni punti sembra quasi arrivare a stringere la mano al dirimpettaio per quanto sono stretti! Decidiamo di proseguire verso Marina di Campo, dalla parte opposta dell'isola, seguendo la strada panoramica. Dall'alto dominiamo un paesaggio strepitoso; nel frattempo le nuvole si sono dissolte ed il cielo è di un azzurro intenso, un tutt'uno con il mare. Lungo la strada, ci fermiamo alla Torre di San Giovanni: risale all'anno 1000 d.C., ed in base alla sua posizione, si ritiene che fosse un posto di avvistamento e segnalazioni militari: infatti domina la costa sud dell'isola. Lì accanto c'è la Pieve di San Giovanni in Campo che risale al XII° secolo. E' il più vasto edificio religioso di epoca romanica presente sull'isola, caratteristico con il suo campanile a vela. Proseguendo, ci godiamo il panorama verso Marina di Campo: tanto verde, tanto blu e casette sparse. Continuiamo il giro dell'isola ed arriviamo a Marciana Marina. Siamo tornati sul versante nord dell'Elba. Marciana Marina è il più piccolo degli otto comuni dell'isola per estensione territoriale, ed anche il terzo comune più piccolo d'Italia. E' composto da un piccolo centro storico ed un breve lungomare ornato da un filare di tamerici. Importante è la chiesa di Santa Chiara d'Assisi: ogni anno, il 12 agosto, si celebra la festa della santa con canti e celebrazioni varie. A mezzanotte poi, esplodono i fuochi d'artificio a tempo di musica, uno spettacolo che attira tanti turisti. Per la cena, ci viene indicato un posto molto carino: la “Taverna dei Pirati” al golfo della Biodola. In piena stagione, qui si può gustare un buon rum mentre due pirati si sfidano a duello. Questo locale tipico serve un'ottima pizza sia all'aperto sotto pini secolari, che all'interno, nella stiva della nave, dove tutto ci ricorda corsari, pirati, bucanieri e filibustieri. Da non dimenticare il loro cocktail unico: il “Troncafegato e Reni”, che non abbiamo il coraggio di assaggiare!

L'indomani eccoci a Portoferraio e proseguendo, a pochi chilometri da qui c'è Villa San Martino. E' una splendida villa immersa nel verde, acquistata da Napoleone per farne la sua residenza estiva; volle curarla lui personalmente abbellendola con arredi e migliorie varie. Peccato che il grande corso l'abitò pochissimo. Fu solo dopo vari proprietari, che acquistò il fascino attuale con il principe Demidoff. Alla fine di un lungo viale che percorriamo sotto un bel sole caldo, ci appare la “Galleria Demidoff ed alle sue spalle ecco la villa, che ci apprestiamo a visitare. Le stanze si susseguono una dietro l'altra: la stanza di Charlotte ha un bellissimo caminetto in marmo su cui poggia uno specchio con motivi che ricordano l'Egitto. Ai lati dello specchio ci sono due disegni che raffigurano Napoleone nella residenza di San Martino. Sono opere di Charlotte Bonaparte, figlia di Giuseppe fratello dell'imperatore. Passiamo poi nella splendida “Sala del Nodo d'Amore”, che prende il nome dalla decorazione del soffitto dove sono rappresentate due colombe che, allontanandosi tra loro, stringono un nastro. Questo dipinto vuole alludere alla separazione tra Napoleone e Maria Luisa d'Austria, sua seconda moglie. Ecco la stanza da letto: si affaccia sul parco ed in lontananza spazia fino alla baia di Portoferraio. Ci colpisce il letto “a barca” ed una bella specchiera dove si riflette il soffitto a cassettoni. Nel secondo salotto c'è un secretaire meraviglioso, che ben si adatterebbe nel mio salotto! Di stanza in stanza, torniamo all'aperto, nel bellissimo parco. La villa è in restauro, ed anche se le impalcature coprono alla nostra vista l'interezza dei particolari, è un piacere vedere che si compiono questi lavori a salvaguardia di tanto bel patrimonio della nostra Italia. Entriamo ora nella galleria Demidoff dove c'è una mostra dedicata alla celebrazione e satira dell'imperatore in stampe del XIX secolo. Questa galleria è decorata con coppie di colonne di granito ed ospita la statua di Galatea di Antonio Canova, che pare si fosse ispirato a Paolina Bonaparte per la sua realizzazione

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