Islanda in camper (viaggio con bimbi al seguito)

Viaggio in una terra di fuoco e ghiaccio

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  • di honey-sunny
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 4
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro

Documenti: carta d’identità o passaporto (i bimbi devono essere iscritti su quello dei genitori), questo comunque è da verificare visto che le cose cambiano di anno in anno.

Formalità doganali: l’Islanda non fa parte dell’Unione Europea però da quando ha aderito al trattato di Schengen sulla libera circolazione delle persone, non sottopone più i cittadini europei a controlli. Può capitare, però, che fermino a campione dei camper. Non si possono importare: latte e derivati, uova, carne cruda ed insaccati. Si possono importare solo 3 kg. Di prodotti alimentari confezionati (freschi esclusi) fino al un valore massimo di 48 euro a testa (noi abbiamo splafonato alla grande … !!! … ). E poi solo due litri di vino ed una stecca di sigarette a testa. E’ severamente vietato importare animali domestici e il materiale da pesca ed equitazione deve essere disinfestato.

Gestione camper: non c’è nessun problema per il carico dell’acqua … l’Islanda non ne è certo carente e poi è tutta potabile … tutti i distributori hanno una zona lavaggio auto dove si può tranquillamente caricare ed, essendo in pendenza, anche scaricare. Per il wc a cassetta si trovano ovunque gabinetti. I campeggi sono tutti sprovvisti di corrente e di scarichi a terra, hanno giusto solo lo stretto indispensabile. Noi siamo riusciti a dormire fuori tutte le notti tranne una in quanto era tardi e non abbiamo voluto proseguire (siamo del tutto allergici ai campeggi). Si può pernottare ovunque tranne che nei parchi (ma non è segnalato da nessuna parte). Un punto di riferimento sono le chiesette. Hanno sempre un parcheggio con tanto di servizi. Pensavamo di riuscire a dormire sulle scogliere come in Portogallo ma invece abbiamo faticato. L’Islanda è un paese turistico ma le condizioni climatiche ed ambientali fanno si che l’uomo non riesca ad intervenire più di tanto. Ad esempio in Danimarca i fari sono tutti molto estetici, hanno la stradina che arriva con relativo spiazzo. Qui nulla di tutto ciò. I fari sono bassi ed essenziali e non meritano una foto, addirittura non c’è la strada per raggiungerli. Non ci sono spiazzi lungo le strade per farti ammirare il paesaggio tranne dove c’è qualcosa di veramente interessate.

Strade: c’è un anello esterno chiamato ring road oppure n°1 di 1400 km. E’ l’unica strada asfaltata d’Islanda anche se non interamente. Quando inizia lo sterrato è segnalato molto bene. Sono tremende le cosiddette tole ondulè (gobbette una vicina all’altra davvero terribili, ve ne accorgerete appena le ruote ci vanno sopra). Le strade oltre alla n°1 sono così classificate: quelle con due numeri sono sterrati buoni, quelle con tre numeri sterrati brutti e quelle con la F e tre numeri sono pessime, percorribili per legge solo dai fuoristrada e nelle quali si incontrano i guadi (segnalati sulle cartine). Noi abbiamo percorso circa 1000 km. Di sterrati (andando ai 30 all’ora) ed il camper ha retto bene a parte il fatto che prima non cigolava da nessuna parte ed ora gli armadietti interni fanno degli strani rumori …

Pagamenti: in Islanda si compera tutto pagando con la carta di credito … anche un gelato. In Danimarca ed alle Faer Oer fate attenzione perché chiedono il pin (che noi non avevamo e ad un rifornimento carburante abbiamo dovuto correre in banca a cambiare …) in Islanda no.

Documentazione: tutti gli itinerari pubblicati da Turismo Itinerante, 3 guide (la migliore è la Lonley Placet in quanto un po’ prolissa ma descrive tutto nei particolari, la Rough Guide non è un gran che in quanto è troppo sintetica quindi tralascia tante cose e la Routard che è una via di mezzo), e 2 cartine (Rough Guide non tanto dettagliata più aggiornata in fatto di sterrati ecc. Ecc. E la Euro Cart molto dettagliata ma non tanto aggiornata). Quindi converrebbe averne due

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