Adventure in Islanda

FINALMENTE, dopo qualche anno, la meta da me tanto desiderata è stata accettata dagli altri componenti del gruppo: è stata un po’ dura in quanto i ragazzi pensavano di annoiarsi, mentre gli adulti credevano fosse un po’ troppo “ADVENTURE” anche ...

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  • di Buccinnà Mirna
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in gruppo
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

FINALMENTE, dopo qualche anno, la meta da me tanto desiderata è stata accettata dagli altri componenti del gruppo: è stata un po’ dura in quanto i ragazzi pensavano di annoiarsi, mentre gli adulti credevano fosse un po’ troppo “ADVENTURE” anche perché con noi c’era mia figlia Valentina di cinque anni. A questo punto si poneva il problema organizzativo e, visto i costi, abbiamo deciso di avvalerci dell’agenzia di viaggi solo per acquistare i voli aerei e per la prenotazione del mezzo che ci porterà alla scoperta di questo meraviglioso paese.

Si parte sabato 18 luglio da Milano Malpensa e durante il volo ripenso a tutta l’organizzazione, che grazie a Ludovica, l’altra mia figlia, che parla e scrive benissimo l’inglese, contattando le varie guesthouse e hotel islandesi ci ha permesso di creare un itinerario personalizzato e a nostro “piacere”.

Mentre atterriamo all’aeroporto di Keflavik, ci rendiamo conto della desolazione circostante, chilometri quadrati di territorio quasi lunare, senza alberi e case, solo qualche cespuglio…..e i ragazzi iniziano a fare le loro considerazioni….. .

Ritirati i bagagli, andiamo allo sportello dell’Hertz per la consegna della Jeep a nove posti da noi richiesta, sì perché siamo un bel gruppetto di otto persone e il posto in più ci serve per infilare i bagagli. Vediamo da lontano avvicinarsi una vecchia Land Rover verde militare, e ridendo siamo tutti concordi che non può essere la nostra … così vecchia… così ammaccata… così rumorosa ……tutti gli altri salgono su mezzi quasi di ultima generazione e la nostra dov’è?

Edoardo, fratello di Ludovica, che parla benissimo l’inglese sta terminando la contrattazione allo sportello, si gira e ci dice: “Bene possiamo andare è quella Jeep verde lì fuori…”.

Dopo i vari commenti, Luisa arriva all’unica conclusione: “Ma va poi bene…”.

Assestiamo i bagagli, il seggiolino per la bambina e abbiamo la conferma, come supponevamo prima della partenza, che il posto vuoto non è sufficiente per tutte le borse, per cui, incastrandoci come un puzzle, ci dirigiamo poco lontano, alla ricerca del nostro hotel. L’Alex Motel che ci ospiterà per la prima notte è composto da piccoli cottages a 3-4 posti, dove c’è tutto dalla cucina al bagno, e da un’area campeggio molto gettonata. In questa struttura non è possibile cenare per cui, decidiamo di andare in centro a Keflavik. Mentre percorriamo la strada, vediamo gli abitanti, bambini compresi, in mezze maniche, noi invece, già da quella sera rimpiangeremo il piumino invernale che abbiamo deciso di lasciare a casa.

Ceniamo con hot-dog e hamburger sulle panchine del parco che si affaccia sul mare, è freddo, ma il posto è bello, i ragazzi del luogo con macchine che sembrano uscite da films americani fanno delle corse e a tutto gas partono e si fermano, partono e si fermano…..è vero è sabato sera e come in tutte le città islandesi molti giovani passano il tempo in macchina e a bere. Dopo un po’ c’è qualcuno che si sente strano, stanco….Andrea guarda l’orologio: non è possibile sono le 23 e 30 e c’è ancora luce, avevamo perso la cognizione del tempo!

Torniamo ai cottages, tiriamo giù le tende e dormiamo, mentre i ragazzi vanno a fare il bagno nell’hot tube del motel.

Domenica ha inizio la spedizione che ci porterà a fare il giro di tutta l’Islanda in senso antiorario e la nostra prima tappa è la famosa e turistica Laguna Blu, a 20/25 km da Keflavik verso Grindavik. Per la strada ci fermiamo perché vogliamo camminare su questo paesaggio lunare, in mezzo alla lava ricoperta di muschio e già fanno la loro comparsa i mitici fiori di “cotone”, bianchi, soffici e caldi, che saranno presenti in quasi tutti i posti che vedremo.

Alla Laguna Blu, come in tutte le piscine termali islandesi, non essendoci un sistema di disinfezione, è obbligatorio farsi la doccia senza costume prima di entrare in acqua; belli bagnati apriamo la porta per entrare nella zona delle terme e in due secondi, giusto il tempo di renderci conto che il freddo è intenso, con balzi e saltelli incontrollati sprofondiamo nelle acque bianco-azzurre-puzzolenti-ma gradevoli di questo bellissimo posto scavato nella lava. Qui si possono trovare tutti i trattamenti delle terme di alta classe, e per tutti, oltre a percorsi in mezzo alle grotte, saune, docce a nebulizzazione ghiacciate, è disponibile un fantastico fango bianco che a detta di tutti doveva rendere la pelle meravigliosa, ma, a me ha fatto sorgere dei fantastici brufoletti sulla fronte che ancora faticano ad abbandonarmi. Il nostro bagno dura poco più di un ora perché l’acqua è veramente calda e poi, essendo domenica, la laguna si sta affollando come le nostre spiagge romagnole in alta stagione.

Dopo aver fatto nuovamente doccia e shampoo, partiamo per Hveragerdhi, dove pranzeremo nel parcheggio di un piccolo centro commerciale. Il menù? Salame del contadino, parmigiano, più il pane e la frutta appena acquistati. Abbiamo deciso di portarci dall’Italia i “viveri” sottovuoto, perché non potevamo permetterci di perdere tempo a pranzare in un ristorante, in quanto non sapevamo esattamente i tempi di percorrenza, le condizioni delle strade, la durata delle soste ….così abbiamo diviso nelle varie borse una decina tra salami e salsicce, sacchetti di parmigiano, salamini, formaggini……

Nel bar vicino, non abbiamo resistito, e alla vista della macchina del caffè che esponeva una nota marca con sotto la dicitura “espresso”, abbiamo ordinato quattro espressi. Il profumo che emanava durante la preparazione era sublime, peccato che non coincidesse con il sapore. Da lì ci siamo guardati in faccia e quasi giurandocelo abbiamo detto: ”mai più”. Ma col tempo ci cadremo ancora…

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