Trekking in Islanda - Moonland !

ISLANDA TREKKING 2003 Walking on the moonland ! 29 agosto 2003 Il gruppo trekking Dimensione Avventura e’ euforico per la partenza che e’ fissata per le 10 o giù di lì….. Abbiamo quindi il tempo di tuffarci nella fantastica pozza ...

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  • di Dimavv
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in gruppo
    Spesa: Da 500 a 1000 euro

ISLANDA TREKKING 2003

Walking on the moonland !

29 agosto 2003

Il gruppo trekking Dimensione Avventura e’ euforico per la partenza che e’ fissata per le 10 o giù di lì….. Abbiamo quindi il tempo di tuffarci nella fantastica pozza d'acqua calda che si trova accanto al campeggio di LANDMANNALAUGAR, fare una bella doccia, visto che chissà quando ce ne recapiterà l'occasione, e mangiare qualcosa. Diamo un'ultima sistemata agli zaini, ingrassiamo le scarpe e siamo pronti per l'inevitabile foto di gruppo tra le grida di saluto e incoraggiamento dei nostri compagni di viaggio.

Il tempo sembra buono, solo qualche nuvola qua e là che non basta a scalfire il nostro entusiasmo da giovani marmotte. Partiamo in fila indiana, tutti dietro Marco "la Voce della Natura", equipaggiati più come un gruppo di escursionisti della domenica che come trekkers professionisti che si apprestano a compiere un percorso classificato dalla Lonely Planet come uno dei tre più belli al mondo.

La tappa di oggi è tutta in salita. Incoraggiati dal sole e dal paesaggio che si rivela spettacolare fin dai primi minuti di cammino, percorriamo abbastanza velocemente il primo tratto del sentiero che si inerpica su per le colline alle spalle del campeggio. Una volta arrivati abbastanza in alto facciamo una piccola sosta, per riprendere un po' di fiato e calorie. Dagli zaini spunta fori cioccolata in tutte le sue forme possibili, mentre inizia a cadere qualche goccia di pioggia. Il tempo di indossare giacche e pantaloni antivento, però, basta a far tornare il sereno. La marcia riprende lungo un sentiero che si fa ad ogni passo più bello. Attorno a noi, montagne di ogni forma e consistenza ci offrono un campionario di colori indescrivibile; c'è almeno un esemplare di tutti gli elementi presenti in natura: sembrano le prove generali della creazione! Colline gialle dai fianchi morbidi come dune del deserto, montagne dalle pareti colorate di un verde acceso o di un rosso mai visto prima (Marco ci spiega che si tratta di minerali, rispettivamente rame e ferro, che il magma ha portato in superficie), distese nere di lava ruvida e increspata e, in lontananza, il bianco ormai familiare del ghiacciaio. Le nostre macchine fotografiche continuano a scattare, come impazzite, mentre ci arrampichiamo senza fatica lungo il sentiero.

Pranziamo sotto un sole fantastico, in una piccola valle attraversata da un fiumicciatolo di acqua sulfurea. Attorno a noi la roccia è completamente ricoperta da un muschio morbidissimo di un verde incredibilmente brillante e qua e là si apre per lasciar zampillare fuori getti di vapore o di acqua calda. Riprendiamo il cammino lasciandoci alle spalle una serie di laghetti bollenti di uno straordinario colore tra il celeste e il grigio, che spiccano come pietre preziose nel verde circostante. Ora la salita si fa più dura, o forse sono i chilometri che cominciamo ad accumularsi sulle spalle insieme al peso degli zaini. Ma l'Islanda ci premia ancora una volta con un altro scenario da favola. Appena "scavallata" la collina, davanti ai nostri occhi un immenso deserto di ossidiana luccica sotto questo sole ostinato. Le pietre, di ogni forma e dimensione, brillano come gemme intagliate da una mano sapiente e misteriosa. Ci lanciamo nella raccolta di souvenir, mentre la Voce della Natura ci raccomanda di non esagerare. E in effetti, una volta sollevati da terra e allontanati da quel contesto stregato, i piccoli pezzi di ossidiana perdono buona parte del loro fascino.

Al rifugio di SODULL mancano ormai pochi chilometri e li percorriamo senza difficoltà. Si trova a 1.110 metri di altitudine, proprio alle pendici di un ghiacciaio e anche qui c'è un panorama che non si vede tutti i giorni. Facciamo un po' di stretching tutti insieme e poi montiamo le tende all'interno di muretti a secco a forma di ferro di cavallo che serviranno a ripararle dal vento. Nel giro di una mezz'oretta siamo di nuovo in marcia, diretti a JOKULHAUS, un punto in cui il ghiacciaio, sciogliendosi, forma una serie di grotte. Per arrivarci dobbiamo anche passare su di un enorme lingua di ghiaccio. Marco va avanti, per saggiarne la consistenza. Dietro di lui, in rigorosa fila indiana, tutti noi stiamo attenti a mettere i piedi sulle sue orme. All'arrivo una sorpresa: il resto del gruppo, con furgoni e fuoristrada, ci ha preceduti di poco. Ci godiamo tutti insieme questo spettacolo mozzafiato. Un'enorme caverna di ghiaccio il cui soffitto è stato scavato da misteriose forze della natura come un panetto di burro, fino a creare un cunicolo alla cui estremità spicca l'azzurro intenso del cielo. All'uscita della grotta l'acqua, scorrendo dalla sommità del ghiacciaio, crea una piccola cascata all'interno della quale, grazie ai raggi di questo sole così poco islandese (ma molto sardo….), si vede l'arcobaleno. Per noi è tempo di tornare al campo. Sul grande tavolo di legno posto davanti al rifugio iniziamo la preparazione della cena. È un trionfo di zuppe, minestrine e risotti liofilizzati. Non avrei mai creduto che questa roba un giorno mi sarebbe sembrata così gustosa. È una bella serata, ma dopo cena si alza un venticello freddo che smorza un po' la nostra voglia di chiacchierare

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