Attraverso l'isola di Smeraldo

Dublino, Cork, Galway, Besfast

Diario letto 5927 volte

  • di luigi129
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

È il racconto di un viaggio che ho intrapreso insieme a Lidia, la mia attuale compagna, nella terra che più desideravo osservare da vicino sin da piccolo. Per gran parte delle notti, siamo stati ospiti di una coppia di amici di Dublino (Orlaith e Paul), conosciuti a Capri, per questo abbiamo potuto risparmiare (e non poco!) sulle spese totali di permanenza. Inoltre, sono state per noi delle guide impeccabili, oltre che degli amici favolosi. Per questo non smetteremo mai di ringraziarli per i momenti indimenticabili trascorsi insieme.

Il mito irlandese

L’Irlanda, come tanti altri Paesi del mondo, ha i suoi miti, le sue leggende, che alimentano il fascino di questa nazione e dei suoi abitanti. È il sogno di molti italiani quello di intraprendere un lungo viaggio nella verde e mitica Irlanda, perché l’Irlanda lascia davvero un ricordo indelebile, per la sua natura così «eccessiva», per la sua gente così cordiale e ospitale, per il suo cielo così unico e particolare, che ha ispirato grandi scrittori del passato (vedi Yeats) e tanti musicanti del presente, che rendono così fiero e orgoglioso il suo popolo.

Ma sono tanti e tanti ancora i luoghi mitici che incantano milioni di turisti e che spingono migliaia di italiani (me compreso) a recarsi per un lungo periodo più o meno lungo in questo affascinante quanto discusso Paese. Basti pensare alle leggende celtiche «affollate» di gnomi, folletti, fate; i pub che emanano profumi (e fiumi di birra) e allietati da musica tradizionale folklorica a suon di arpe, benjo, liuti e fisarmoniche; i racconti dei vecchi irlandesi sugli elfi (Leprechaun in gaelico) in riva ai laghi incantati; i cottage bianchi con i tetti in paglia… E ancora, le impervie scogliere della costa occidentale modellate dalle onde dell’Atlantico e dal vento furioso; gli immensi prati verdi con i cavalli in libertà; Michael Collins, la Guinness, Oscar Wilde, James Joyce, Yeats, Beckett, gli U2 e i Cranberries, Sinead O’Connor, san Patrizio… A proposito di quest'ultimo, si sa che egli convertì le popolazioni irlandesi, rispettandone però le antiche tradizioni e assetti sociali, contrastando solo ciò che contraddiceva le leggi cristiane. Si pensa che abbia introdotto l’alfabeto latino in Irlanda, cosa che permise ai monaci amanuensi di preservare gran parte della letteratura orale celtica, e uno dei grandi centri di scrittura e diffusione culturale era proprio il monastero di Glendalough, situato in uno splendido scenario naturale a pochi km da Dublino. Il mito di San Patrizio, che avrebbe anche scacciato dall’Irlanda i serpenti, simbolo del male, è stato comunque ricostruito nei secoli successivi alla sua morte. Tutto questo contribuisce a creare il mito dell’Irlanda e a sprigionare il suo potente fascino.

Ma sarà tutto vero? Come ogni mito o luogo comune, anche in questi casi esiste un fondo di verità. Ciò che subito balza in primo piano del popolo irlandese è l’orgoglio che lo ha sempre contraddistinto: ha saputo convivere in perfetta armonia con una natura selvaggia e poco ospitale, costretto a subire gravi carestie, ad emigrare oltreoceano ed imporsi come una delle comunità più importanti all’interno della società americana. Ha soprattutto sopportato per secoli il prepotente dominio inglese, per secoli vessato, dileggiato e ignobilmente trattato come un popolo inferiore, senza diritti né dignità. Eppure è un popolo che mantiene sempre un alto senso di cordialità e ospitalità.

Dublino

Migliaia di studenti, non solo italiani, scelgono Dublino come meta per vacanze studio, una città a mio avviso un po’ cupa ma affascinante, allo stesso tempo godereccia e gioviale, dinamica ma non caotica e (per il momento) non pericolosa come diverse città inglesi. Il centro è piuttosto compatto e in assenza di dedali di vie e viuzze, bastano pochi giorni per una visita. Oltre al famoso Trinity College, custode tra l'altro del prezioso e raffinato Book of Kells, un antichissimo e raffinato Vangelo miniato risalente all'VIII-IX secolo, Dublino regala degli ampi spazi verdi da far invidia alle più grandi metropoli del mondo: il St. Stephen's Green e il Phoenix Park sono dei capolavori dell'archittettura urbana. Non aspettatevi però la genuinità dei tipici pub irlandesi nella capitale, ma una passeggiata per le principali strade del centro cittadino può offrire un ottimo svago per chi cerca i comfort della vita (ultra)moderna (è d'obbligo una sosta al Bewleys, si possono gustare torte e bevande squisite in un'atmosfera decisamente accogliente). A mio avviso, però, è il General Post Office di Dublino ad O’Connell Street il simbolo più autentico del fiero popolo irlandese, sede dell'Easter Rising del 1916, durante la quale la capitale fu sconvolta da un'insurrezione armata, guidata da James Connelly, contro il predominio inglese, la prima vera grande azione che risvegliò le coscienze del popolo irlandese e che condusse all'indipendenza nel 1922.

Quante "Irlande"?

Ma l’Irlanda più autentica e genuina si trova nelle aree rurali non raggiunte dal progresso economico e tecnologico, offrendo un’esperienza che quasi «stordisce» chi la vive: verdi prati sconfinati, i profumi della natura, uno stile di vita ancorato a tradizioni rurali antichissime e per noi impensabili e improponibili. E l'indimenticabile Burren nel Clare, posto unico al mondo formato da un tavolato calcareo di notevoli dimensioni, che dà vita ad uno spettacolare paesaggio lunare. Sempre ad occidente, il paesaggio costiero è reso impervio anche a causa dei forti venti e dell’influenza dell’oceano, che ha modellato il profilo costiero con altissime e suggestive scogliere (le più spettacolari e famose sono le Cliffs of Moher, nel Clare) e con strette e profonde insenature.

Forse è il caso di dire che esistono due «Irlande», quella del passato che ancora sopravvive in remoti angoli del Paese e un’Irlanda moderna e affarista, realista, pragmatica, frenetica, forse cresciuta troppo in fretta, una realtà che spesso ho faticato a capire e ad accettare. Queste due «Irlande» convivono più o meno felicemente, non senza qualche contraddizione. Negli ultimi anni, infatti, con la rapidissima ripresa economica, hanno avuto successo alcune idee su come sfruttare meglio il territorio a favore del turismo, con strutture di intrattenimento che spesso mortificano quell’affascinante atmosfera che avvolge un luogo selvaggio e incontaminato: un esempio lampante è stata la vendita dell’intera scogliera chiamata Cliffs of Moher a privati, che l’hanno subito recintata e resa inaccessibile ai turisti se non da una postazione distante (e avvilente). Ma è stato il boom edilizio a cambiare totalmente il volto di molte periferie e zone rurali nei dintorni dei centri urbani, con la realizzazione di sterminati e anonimi complessi residenziali nelle periferie delle città. Sono complessi che comprendono centinaia di casette assolutamente indistinguibili e di solito molto distanti dalle zone commerciali e dai servizi di pubblica utilità, sebbene siano esteticamente molto più presentabili e meno “mortificanti” e alienanti delle periferie di molte città italiane.

Non solo Dublino...

Le zone rurali più interne non sono state mai interamente coinvolte nel grande sviluppo economico degli ultimi vent’anni, per cui hanno continuato a mantenere una certa connotazione tradizionale ed un’identità rurale e non hanno mai conosciuto un significativo sviluppo urbano, soprattutto delle aree periferiche. Infatti i centri urbani minori stanno ancora oggi attraversando una fase di lento ma graduale spopolamento, soprattutto della cittadinanza più giovane, per emigrare in città che offrono maggiori opportunità di lavoro e uno stile di vita moderno e più consono alle esigenze dei giovani. Ma è proprio in quelle zone più tradizionalmente legate a stili di vita arcaici che si ritrova il lato più autentico e genuino dell’Irlanda

  • 5927 Visualizzazioni
  • Stampa
  • Invia ad un amico

Commenti
  1. Nessun utente ha ancora commentato. Se sei un utente registrato puoi usare questo form per dire la tua!

Per scrivere su Turisti Per Caso devi prima registrarti!


Entra con il tuo account social