Irish eyes are smiling

Dopo aver vissuto a Galway per ben 9 mesi non vedevo l'ora di tornarci, e quale miglior occasione di San Patrizio, quando la città esplode con i suoi colori, la musica onnipresente, la sua gente sorridente e cordiale....

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  • di supereli
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Fino a 500 euro
 

La prima volta che sono partita per Galway non sapevo né dove si trovasse esattamente né tantomeno che cosa mi aspettasse. Atterrata all'aereoporto di Shannon, presi l'autobus per Galway: ero perplessa, intorno a me distese di campi e un cielo grigiastro poco raccomandabile.

Ma una volta arrivata mi accorsi subito che non avrei abbandonato quella città tanto facilmente. Un brulicare di gente si muoveva qua e là per Eyre Square, la piazza principale; ragazzi che giocavano a rugby,calcio gaelico, hurling; altri che studiavano sdraiati sul prato verdissimo; ragazze vestite con colori sgargianti che improvvisavano sfilate. E poi una sfilza di pub, locali, il centro commerciale. Mi addentrai nel cuore della città, Shop Street, gremita di negozi di souvenir, ristorantini tipici e ancora ancora pub (rimasi sorpresa nel vedere gente bere la guinness alle 11 del mattino!); le casette colorate, le viuzze traverse, e poi musica dappertutto proveniente dai negozi, dai pub, dai ragazzi in strada che con chitarre, bonghi,jambé e arpe incantavano e invitavano i passanti a unirsi al coro; case antiche e torri; il mercatino rionale… Mi lasciai trasportare dalla folla incuriosita dalla moltitudine di locali così diversi tra loro fino a Quay Street, e qui mi fermai.....una via corta e stretta, un po' tortuosa, i localini uno affiancato all'altro e in fondo il fiume Corrib che finalmente entra nell'oceano. Qui dove le carinissime casette colorate di Claddagh, l’antico borgo dei pescatori, guardano la baia di Galway, inizia la pista ciclabile che porta a Salthill, centro turistico balneare della baia di Galway e percorrerla mi infondeva una pace così grande che mi ci rifugiavo ogni volta che potevo osservando il verde intenso del prato, il bluastro dell’oceano spesso arrabbiato, e un cielo così bello da sembrare finto, incorniciato dall’arcobaleno (e chissà se davvero oltre l’arcobaleno si trovano i famosi Leprechaun che nascondono il tesoro…); e ancora i tanti scorci pittoreschi della città che tra ponti, torrenti e localini si rivelava più bohèmienne che mai.

E’ qui, tra lo Spanish Arch e il ponte sul Corrib che ogni anno, il 17 marzo, si ritrovano centinaia di persone per festeggiare San Patrizio dopo la sfilata per le vie del centro, armati di bandiere, parrucche, travestimenti e gadget (e ovviamente tanta birra), il tutto in perfetto stile Irish. La cultura irlandese qui è così fortemente sentita ( in alcune zone parlano ancora il Gaelico) che è impossibile non farsi trascinare dall’atmosfera frizzante che la circonda. Infatti basta entrare in uno dei tanti pub per trovarsi a fare due chiacchiere con un vecchio pescatore o mettersi a cantare con un gruppo di australiani. Dal King’s Head dove suonano musica dal vivo al Quays, famoso locale a forma di nave, al Crane, il più antico pub di Galway dove i musicisti incantano il piccolo pubblico suonando il violino seduti al tavolo, al Roisin Dubh, melting pot di giovani e non proveniente da tutto il mondo e aperto fino a tarda notte, al Monroe’s, le occasioni di divertirsi non mancano (si dice che nella contea ci siano ben 300 pub!)! E chi preferisce fare l’alba non può perdersi il Cp’s, il Cuba, il Gpo per scatenarsi a ritmo di dance anni ’90 e hip hop.

Galway è tutto questo: è il sorriso di una Galway girl (famosa canzone dedicata alle giovani del posto), è la malinconia del suo cielo che cambia in continuazione, è la bellezza mozzafiato delle Cliffs of Moher, le altissime scogliere (fino a 200 metri) a picco sull’oceano, è l’aria leggendaria che si respira alle Isole Aran (da percorrere assolutamente in bicicletta per godere appieno del panorama), è la pace che infonde il Connemara…. È bere la Guinness nel primo pomeriggio, è guardare una partita di rugby in un pub tifando per l’ Irlanda, è passeggiare per le vie del centro guardando i passanti e sentirsi a casa, perché è proprio vero: Irish eyes are smiling……

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Commenti
  1. Rosie
    , 12/3/2011 14:23
    Brava: bel resoconto: E' vero gli iralndesi conquistano perchè gente buona e alla buona nei loro pub si respira aria di festa e di serenità Bisogna tornare

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