Pioggia a catinelle... Prati a pecorelle

VEN 13 Viaggio organizzato in 3 giorni, con una mia amica, Valentina, che da anni sognava di vedere l’Irlanda. Purtroppo si può noleggiare un’automobile solo se almeno 25enni, quindi abbiamo scelto un ostello a Dublino, e girato nei dintorni con ...

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  • di Veronica 1
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
    Spesa: Fino a 500 euro

La città è abbastanza sporca, quindi mi sono meravigliata nel trovare invece sempre bagni puliti nelle varie soste, e questa è una cosa fondamentale, passeggiando dalla mattina alla sera! Usciamo per Dawson street, fino al National museum: inaugurato nel 1890, ha attrazioni fisse: L’Irlanda preistorica, l’oro d’Irlanda, L’Irlanda dei Vichinghi e Medievale. E poi il nazionalismo del XIX secolo e gli anni 1900-1921 con la rivolta di pasqua del 1916.

Alla fine della strada ci affacciamo su St. Stephen Green; c’è parecchia gente, dato che è sabato, e noi ci sdraiamo sull’erba a prendere il sole; per lo meno fino a quando il sole non decide di andarsene. Allora ci spostiamo verso gli Iveagh Gardens, un tempo giardini privati, ora diventati pubblici, ma comunque frequentati da poche persone. Sono un vero e proprio rifugio pacifico, con vialetti ombrosi, una cascatella, un roseto, un labirinto bonsai…

Dopo l’una, cerchiamo un posto per mangiare nei dintorni. Finiamo, per disperazione, in un alimentari in Wexford street, dove compriamo frutta, biscotti e tramezzini. In marcia nuovamente! Fino a St. Patrick park e Cathedral. Questa è una delle due o tre chiese a Dublino dove, come è tradizione qui, bisogna pagare per poter visitare. Ma noi non abbiamo mai ceduto a questo ricatto commerciale-psicologico!

Valentina non ce la fa più a camminare perché ha sbagliato le scarpe, così ci fermiamo su una panchina in un parco, ma, neanche a farlo a posta, siamo proprio nel parco delle Audoen’s Churches. Una visita è d’obbligo, essendo questa la chiesa più antica di Dublino, sebbene rimanga poco della parte originale. Risalente al XII secolo, ma più volte danneggiata, venne infatti ricostruita e ampliata in varie epoche. La guida, molto gentile, prova a dire due parole in italiano e poi a parlare lentamente in inglese per farsi capire; e va tutto bene, finchè disturbata nel suo intento dall’arrivo di una turista inglese, si mette a parlare velocemente per non sembrare ritardata.

Sosta in ostello e cena al ristorante italiano Pino’s in Parliament street : profumo di ristorante italiano vero, ma piatti non all’altezza.

DOM 15 Innanzi tutto compriamo il biglietto giornaliero per l’autobus e dobbiamo aspettare che apra l’ufficio in O’Connel street, fino alle 9,30, sotto la solita pioggerella. Poi, dato che vogliamo fare il brunch cerchiamo alcuni locali segnati sulla guida, ma, o non sono ancora aperti, o non esistono più… eppure la guida è solo del 2002! (ed è anche una guida buona, quella della Lonely planet!). Ci accontentiamo del primo bar che troviamo in Temple Bar (vicino al ristorante Pino della sera prima) e ci abbuffiamo con pane tostato e marmellata, the’, succo di arancia, una brioche e una fetta di torta! Con questo mattone sullo stomaco saremo a posto per tutto il giorno e possiamo dirigerci verso la fermata dell’autobus, di nuovo in O’Connel street. Rimaniamo ferme quasi un’ora per aspettare l’autobus, mentre pioggia a tratti e vento e folle di tifosi (è domenica!) ci movimentano l’attesa.

L’orto botanico è simile ai Kew Gardens di Londra, in piccolo. Valentina si riprende dalla stanchezza quando riesce ad avvistare e fotografare da vicino uno scoiattolo. Passeggiamo tra serre di piante grasse e di ninfee, di conifere e di orchidee, e tra i viali alberati.

Il Glasnevin cemetery, lì accanto, è Il cimitero più grande d’Irlanda e vi sono sepolti molti uomini che contribuirono alla libertà d’Irlanda (Michael Collins, per esempio).

Verso le 15,30 torniamo al centro e cerchiamo un bus per Bray. Nonostante 2 autisti in pausa facciano gli spiritosi, dicendo che il collegamento non esiste di domenica, un terzo autista, più sobrio e con meno humor, ci indica la via

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