Sotto il velo dell’Iran

Le magiche moschee di Isfahan e di Shiraz, i labirinti della città di Yadz, le rovine di Persepoli, lo spettacolare tramonto nei Kaluts…

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  • di supermary58
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 500 a 1000 euro

“WELCOME IN IRAN!” è la frase che abbiamo sentito più spesso, in un inglese stentato o in farsi ….“Ti piace l’Iran?”, “Ti sei trovato bene nel nostro paese?”, “Possiamo fare una foto insieme”?....queste sono le domande che spesso ci sentiremo ripetere durante tutto il nostro viaggio. L’inglese parlato da molti, sembra voler essere un ponte verso l’occidente utile per abbattere quell’isolamento in cui purtroppo si trova il paese. Non c’è cosa più sbagliata che considerare l’Iran un paese poco sicuro, se non addirittura pericoloso e questo lo abbiamo potuto verificare durante questo viaggio che si è concluso lasciandoci nel cuore il ricordo di una popolazione estremamente ospitale e calorosa.

Ecco il nostro itinerario:

GIOVEDI 15/5/2014 MILANO – TEHERAN Partenza alle 14.10 da Malpensa con volo della Pegasus Airlines con scalo a Istanbul http://www.flypgs.com/it/ prenotato sul sito della compagnia e pagato 270 euro a persona.

VENERDì 16/5/2014

Arriviamo a Tehran alle 3.35 di mattina, indosso il velo prima ancora di scendere dall’aereo preoccupandomi di non farlo scivolare e ancora un po’ assonnati, affrontiamo la lunga fila per il controllo passaporti. Cambiamo subito un po’ di euro negli uffici di cambio ufficiali dell’aeroporto (da evitare i cambiavalute abusivi che procacciano clienti), il minimo indispensabile perché qui il cambio, rispetto che nelle città, è molto sfavorevole. Prendiamo un taxi fino al caotico Terminal – e Jonub da dove partono i bus che in circa 3 ore raggiungono Kashan.

Piccola parentesi sui bus: sono frequenti e confortevoli (per i viaggi lunghi o notturni sono preferibili i VIP che hanno sedili reclinabili quasi completamente e aria condizionata), i biglietti si possono acquistare, anche con qualche giorno d’anticipo, direttamente nelle stazioni dei terminal, nelle varie agenzie di viaggio presenti nelle città o tramite il banco prenotazioni, se è presente, delle varie Guesthouse/Hotel in cui si pernotta. I costi sono irrisori e il servizio è efficiente.

Dopo il check in nella Guesthouse andiamo subito in Alavi Street dove si possono visitare alcune case storiche di epoca qagiara che in passato furono le residenze dei ricchi mercanti. Una in particolare, la casa dei Boroujerdi', ha un terrazzo dal quale si possono ammirare i caratteristici badgir (torri del vento) che hanno la particolarità di catturare i venti del deserto e incanalarli all'interno delle abitazioni in modo da creare un clima fresco. Sono quasi le 13.00, ci fermiamo in un piccolo “bar” per gustare un enorme panino e una scadente aranciata al modico prezzo di 140 mila rial (al cambio di allora circa 3 euro in due). Il caldo comincia a farsi sentire, decidiamo di concederci un po’ di relax sdraiandoci sui takht (grandi divani ricoperti da tappeti e da grandi cuscini che fungono da spalliera dove solitamente si mangia e si riposa) posizionati nel grande e fresco giardino della nostra g.h.. Nel tardo pomeriggio raggiungiamo in taxi i Giardini di Fin tipici giardini persiani dichiarati dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità. Oggi è venerdì giorno di festa per i mussulmani, e i giardini sono affollati da famiglie con bambini che si divertono a rincorrersi nei verdi prati del parco o a bagnare i piedi nelle numerose vasche e fontanelle color turchese.

PERNOTTAMENTO: EHSAN HOUSE www.ehsanhouse.com – casa tradizionale, circa 25 euro la doppia senza bagno (ci sono anche stanze con servizi privati), buona colazione compresa nel prezzo, camere e bagni in comune puliti, personale che parla inglese molto disponibile, possibilità di cenare a prezzi modici gustando una buona cucina, WIFI libera, organizzano escursioni

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