Borobudur, una delle imperdibili meraviglie dell'Asia

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  • di travelale
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 500 a 1000 euro

Anche il costo per il biglietto del bus per Borobudur è ugualmente irrisorio, circa un euro e 60 centesimi, così come abbordabilissimo è il costo del becak, la tipica bicicletta con annessa portantina che, una volta giunti al capolinea del bus, ti conduce direttamente alle biglietterie del sito di Borobudur. La scelta di non fare il percorso a piedi da dove ci lascia il bus all'ingresso di Borobudur è dettata dal fatto che, essendosi già fatte le dieci del mattino, preferiamo dirigerci direttamente all'ingresso senza perdere altro tempo, percorso però fatto poi a piedi al ritorno fino alla fermata del bus per ritornare a Jogyakarta e che ha richiesto meno di una decina di minuti. Il biglietto per Borobudur l'avevamo acquistato il giorno prima presso Prambanan al costo di 35 euro poiché avevamo già preventivato di vedere entrambi i siti in giornate consecutive, in caso contrario non ci sono altre possibilità per risparmiare qualcosa se non l'acquisto singolo per le attrazioni che ha in tutte e due i casi il costo di 45 euro ovvero 700000 rupie.

Una volta giunti finalmente all'interno di tutta l'area di Borobudur lo spettacolo che si apre è a dir poco pazzesco, questo tempio buddista è il più grande di tutta l'Asia patrimonio dell' umanità Unesco, nonché considerata da molti storici dell'arte una delle meraviglie del mondo antico. Le dimensioni di tutto il sito superano i 5 chilometri e le sue pareti sono adornate di ben 2672 bassorilievi, che raccontano storie di Buddha e ben 504 statue dedicate a lui. La struttura si sviluppa su 10 terrazze un numero che corrisponde alle 10 fasi del cammino spirituale verso la perfezione poi ancora suddivise in tre grandi gruppi. Il devoto buddista o a anche chi non è segue questo culto una volta giunto a Borobudur inizia idealmente il suo percorso meditativo che lo porta pian piano a staccarsi da tutto quello che è materiale, dal grossolano all'infinito, fino a raggiungere lo stato di beatificazione che per il buddismo è chiamato nirvana, qui rappresentato dalla sommità del monumento. Il sito di Borobudur è assai frequentato e come spesso accade nei luoghi di maggior afflusso turistico non sempre è facile trovare un angolo dove appartarsi ma che per fortuna sono riuscita a trovare così da comunicare con se stessa ringraziando per due cose: la prima sicuramente il privilegio enorme che si ha viaggiando di scoprire luoghi nuovi, la seconda è che difronte a luoghi di misticismo come questo si deve sentire ancora più forte quella scintilla spirituale che tutti noi infondo possediamo indipendentemente dal credo religioso, al di là della dottrina e che si manifesta ogni giorno guardando la bellezza del creato che qui intorno a Borobudur, dall'altro capo del mondo, mi appare straordinariamente esplosiva.

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