Indonesia: Bali, Lombok e il parco nazionale di Komodo

Ecco il resoconto del nostro viaggio in Indonesia, alla scoperta di Bali, Lombok e del parco nazionale di Komodo. Di seguito qualche informazione utile, in particolare cosa aspettarsi per non rimanere delusi da un Paese magnifico, ma che può risultare ...

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  • di tommen
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 2000 a 3000 euro

BALI:

Ci siamo stati 6 giorni totali, 4 all'inizio della vacanza, 2 alla fine prima di rientrare in Italia.

Abbiamo prenotato un pacchetto volo+hotel tramite Expedia e ci siamo trovati bene. Abbiamo scelto come posto in cui stare Legian, nel sud dell’isola, la zona più turistica. La scelta è stata presa consultandoci sulla guida Lonely Planet. Tramite il nostro hotel abbiamo organizzato delle gite diverse per ogni giornata: bellissimo trekking sul vulcano Batur per vedere l’alba (agenzia Pineh Bali tour), gita alle cascate Gitgit e Tukad Cepung, ai templi Batukaru, Danau Bratan, Tirta Empul, Gunung Kawi e Tana Loth, risaie di Jatiluwih, Nusa Penida. In seguito le cose da sapere su Bali suddivise per argomento.

DOVE ALLOGGIARE A BALI. Le alternative di soggiorno a Bali sono sostanzialmente la zona di Ubud (centro dell’isola) e quella di Kuta/Legian/Seminyak (sud dell’isola, mare). Queste due aree sono molto diverse tra loro e quasi in contrasto. Scegliete dove stare in base alla vacanza che avete in mente e in base agli spostamenti che intendete fare a Bali. La zona di Kuta è stata storicamente la prima ad essere scoperta dal turismo internazionale ormai molti decenni fa. Un tempo zona di hippie e surfisti, ora è la meta di vacanza preferita dai turisti australiani e da un turismo di massa occidentale: troverete molti alberghi, Mc Donalds, Starbucks e centri commerciali coi soliti marchi (Zara, Pull&Bear, molte imitazioni di Polo Ralph Lauren e marchi di abbigliamento tecnico da surf). A mano a mano che ci si sposta verso nord si susseguono Kuta, Legian e Seminyak. Le tre città sono fuse tra loro in un’unica conurbazione e sarebbe ormai impossibile distinguerle, se non fosse per alcune caratteristiche: gli australiani sono più concentrati a Kuta e Legian, gli europei più a Seminyak; i locali di divertimento (non moltissimi in realtà) sono a Kuta; i negozi di artigianato e design sono a Seminyak, mentre a Kuta e Legian troverete solo negozietti che vendono cianfrusaglie e souvenir. La spiaggia da Kuta a Seminyak e un’unica distesa ininterrotta di sabbia, con molti baretti che offrono lettini con ombrellone a prezzi stracciati (3€ per l’intera giornata in due persone!) e corsi di surf base. Il mare è sempre un po’ mosso con belle onde che permettono di fare surf, ma non sono eccessivamente alte, quindi si può anche fare il bagno. La costa è rivolta verso ovest e al tramonto (che qui arriva presto, verso le 18) la spiaggia si riempie di persone che fanno aperitivo, surf, jogging.

La zona di Ubud è la preferita dagli europei. La cittadina rappresenta il centro culturale di Bali, con musei, centri d’arte e di yoga. Non aspettatevi però un luogo rilassante o meditativo! Ubud ha solo un paio di strade che sono perennemente intasate dal traffico e tutti i negozi e i locali sono orientati al turismo occidentale, non troverete molto di autentico o tipico se è quello che cercate! I dintorni di Ubud sono invece pieni di alberghi e home-stay con infinity pool che dà sulla giungla, spa, centri massaggi. Insomma, i classici posti dove stare a Bali che avrete visto sulle pubblicità e su instagram… Se quello che cercate è una vacanza rilassante in un posto appartato, questo è quello che fa per voi. Se però avete intenzione di spostarvi, vedere altre cose al di fuori di Ubud e dei siti vicini, o se cercate altra presenza umana al di fuori di voi, pensateci.

INDUISMO. Bali è l’unica isola induista dell’Indonesia, il resto dell’enorme Paese è a maggioranza mussulmana. L’islam praticato in Indonesia è moderato e risente di influssi animisti, buddisti e induisti, in alcune isole capita spesso di vedere donne senza velo. Anche l’induismo balinese è diverso da quello indiano. L’impressione che ci ha fatto, comunque, è che l’induismo sia sfruttato dai Balinesi come attrazione acchiappa turisti (occidentali’s karma!). I maggiori templi sono letteralmente presi d’assalto da masse di turisti. A Tirta Empul (importante tempio con una sorgente sacra) vedrete la coda dei turisti in fila per fare le abluzioni (si paga) con in mano selfie stick e GoPro. Al famoso tempio sul lago Pura Ulun Danau Bratan troverete molti turisti asiatici e un parco circostante che viene incontro al loro gusto un po’ kitsch

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