Bali & lombok

Siamo partite per questo viaggio in due ragazze senza aver prenotato niente dall’Italia, solo il volo aereo. Munite di patente Internazionale abbiamo deciso di affittare una macchina che in queste isole è il mezzo di trasporto in assoluto migliore per ...

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  • di Tiziana Pretto
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
 

Siamo partite per questo viaggio in due ragazze senza aver prenotato niente dall’Italia, solo il volo aereo. Munite di patente Internazionale abbiamo deciso di affittare una macchina che in queste isole è il mezzo di trasporto in assoluto migliore per spostarsi e per fermarsi quando lo si desidera. Non abbiamo mai avuto problemi di nessun genere, sono luoghi molto tranquilli e sicuri. Il costo della vita è estremamente economico: si viaggia spendendo pochissimo sia per mangiare che per dormire. Gli alberghi che abbiamo utilizzato, di livello medio, sono stati tutti semplici ed essenziali, ma puliti e sicuri. Il cibo lo abbiamo trovato particolarmente buono e vario: riso con verdure, pollo, maiale, pesce e tantissima frutta tropicale. Ci è stata molto di aiuto per tutto la guida EDT della Lonely Planet. 1° GIORNO Partiamo da Venezia per Roma (Alitalia) e quindi da Fiumicino per Denpasar (Garuda Indonesia) con scalo a Bangkok.

2° GIORNO Arriviamo a Bali dopo un viaggio infinitamente lungo di una ventina di ore (15 ore nette solo di volo). Prendiamo un taxi e andiamo a Kuta dove, dopo vari tentativi, troviamo un albergo decente per dormire (se non volete impazzire imbattendovi in hotel indecorosi prenotate sempre dall’Italia almeno la prima notte!) non senza aver prima noleggiato una macchina per una settimana a partire dal giorno seguente. Abbiamo noleggiato una jeep nell’ufficio a sinistra subito dopo il Bemo Corner nella prosecuzione di Jalan Pantai Kuta verso Sanur. C’è un’agenzia viaggi che offre anche altri servizi e ha prezzi ottimi (le Jeep sono in buono stato e costano ca. 100 U$ per una settimana).

3° GIORNO Partiamo per Ubud facendo estrema attenzione: la guida è a sinistra e il traffico è molto caotico e indisciplinato. Non c’è problema!!!! Dopo mezz’ora di “prova” ci siamo già abituate (in campagna comunque non c’è anima viva).

Oltrepassiamo vari paesini situati lungo la strada principale ognuno specializzato in una diversa produzione artigianale. Attraversiamo Batubulan (sculture in pietra), Celuk (filigrana), Sukawati (ombrelli e cestini), Batuan (pittura), Mas (legno intagliato) e arriviamo infine a Ubud, paese tra le risaie e i palmeti con negozi e ristorantini tipici: qui si può dire di essere veramente a Bali. Per l’alloggio c’è solo l’imbarazzo della scelta.

4° GIORNO Visitiamo Ubud e dintorni: andiamo alla casa di Antonio Blanco, un atelier straripante di quadri, in cui vive questo pittore filippino. La casa è arredata in perfetto stile etnico locale (veramente stravagante: lo abbiamo visto aggirarsi silenzioso per le stanze!). Ci dirigiamo poi al Museo Neka che espone opere d’arte balinese moderna (interessante e bellissimo panorama), e preseguiamo per la Monkey Forest, foresta abitata da scimmie, in cui sorge il pura dalem. Nel pomeriggio gironzoliamo in macchina attraverso i paesini circondati dalle risaie come Sayan e Kedewatan (dove la vita si è fermata qualche secolo fa) in cui notiamo che la gente sembra non avere mai visto dei turisti e proseguiamo fino a Petulu per vedere gli aironi che tutte le sere al tramonto tornano qui (bellissimo! Abbiamo trovato una baracca in mezzo alle risaie dove si può ordinare da bere e ti danno un binocolo per poter vedere meglio). La sera assistiamo allo spettacolo mozzafiato della danza Kecak (i biglietti si acquistano all’ufficio turistico).

5° GIORNO Partiamo da Ubud per il vulcano Gunung Agung dove visitiamo il tempio Pura Besakih. E’ il più bello dell’isola e comprende una trentina di edifici costruiti su sette terrazze: il panorama è incredibile, e riusciamo ad assistere a preghiere e alla preparazione delle offerte per gli dei. All’ entrata del tempio siamo state avvicinate da dei giovani che, con aria minacciosa, ci hanno chiesto denaro per farcelo visitare, ma abbiamo rifiutato seccamente l’aiuto: è solo un’estorsione! Proseguiamo il giro per Tirtagangga dove ci sono le risaie a terrazza più belle dell’isola (quelle delle cartoline per intenderci), poi per Kusamba, paesino di pescatori dove ci sono le coloratissime canoe a bilanciere prahu. Ritorniamo a Ubud

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