Gujarat - Caleidoscopio di emozioni

Affascinante tour in uno degli stati dell’India meno conosciuti ma ricco di tesori umani, storici e naturalistici

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  • di FULCOLA
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 4
    Spesa: Da 2000 a 3000 euro
 

Recita un proverbio indù: “Dove splende il sole, c’è anche l’ombra”

E proprio visitare luoghi come l’India fa risaltare gli enormi contrasti tra la bellezza dei paesaggi naturali e dei monumenti storici e le condizioni di vita di molta parte della popolazione ; va comunque detto che ciò può sembrare misero ed inadeguato per la nostra mentalità da occidentali, per altre culture può rappresentare il necessario e la sufficienza. Lascia sconcertati comunque la diffusa noncuranza ed incuria per l’ambiente, con cumuli di immondizia abbandonati lungo le strade tra i quali razzolano le immancabili vacche smunte, vera icona del Paese. Ovunque, però, abbiamo incontrato sorrisi e gentilezza che spesso sono andati oltre la barriera linguistica, che purtroppo talvolta ha impedito una maggior interazione con le persone.

Fatte queste doverose premesse cercherò ora a raccontarVi luoghi e sensazioni vissute durante il recente viaggio nel Gujarat, uno stato nel nord-ovest dell’ India non ancora molto conosciuto dai turisti in quanto mediaticamente “sovrastato” del ben più noto ed ingombrante vicino, il Rajasthan.

Come tutti i territori di passaggio delle antiche vie commerciali, sia di terra che di mare, il Gujarat ha assimilato nel corso dei secoli tratti e peculiarità di diverse culture che ancora conserva nei monumenti, nella grande varietà di etnie che si possono incontrare nei villaggi tribali e nelle arti e tradizioni , che ne fanno un piccolo scrigno di tesori nascosti.

Abbiamo effettuato il viaggio tramite la super-collaudata agenzia indiana “Popular India vacation ltd” di Jaipur: è il nostro terzo viaggio con loro) ma voglio ricordare anche le preziose informazioni ricevute in fase organizzativa dall’agenzia India Nepal Viaggi.

Il percorso è stato strutturato in modo da toccare sia le zone tribali che i principali siti storici, non trascurando inoltre alcuni santuari naturali, in modo da avere uno spaccato il più completo e variegato possibile di questo straordinario territorio.

Nel corso di una quindicina di giorni abbiamo visitato molte delle località più importanti del Paese, partendo da Ahmedabad e puntando prima a nord verso Poshina ed Ambaji, poi dirigendoci ad ovest nella regione del Kutch - dove si trova uno dei 4 deserti salati al mondo - scendendo quindi verso sud attraverso il Gir National Park, ultimo rifugio del leone asiatico, raggiungendo Diu sulla costa del Mar Arabico e risalendo infine verso est toccando città, templi ed ulteriori villaggi tribali.

La principale e più importante città visitata durante il viaggio è stata Ahmedabad, l’ex capitale che è stata inserita nella lista dei siti Unesco per i pittoreschi pol, i decadenti ed affascinanti quartieri della città vecchia ricchi di case ( le havelis), botteghe artigianali, mausolei, moschee e templi, nei quali ci si può immergere partecipando alla “heritage walk of Ahmedabad” che in un paio d’ore te li fa scoprire ed apprezzare con i lenti ritmi di una passeggiata. Da segnalare i particolari chabutara in legno splendidamente scolpiti: si tratta di mangiatoie per uccelli poste in cima a dei pali nel mezzo delle piazzette; ma il legno la fa da padrone in molte altre stutture con magnifiche decorazioni sulle porte o nei balconi e nelle facciate di alcune havelis.

Anche nella città di Sidhpur si possono ammirare dimore in legno di fine Ottocento costruite da ricchi mercanti in uno stile indo –europeo, un tempo splendide ed ora lasciate in semi-abbandono

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